Anni ’70. Arte a Roma: un decennio raccontato in duecento opere

Palazzo Esposizioni di Roma ospita fino al 2 marzo arte, incontri culturali, laboratori e rassegne cinematografiche

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L’interno di Palazzo Esposizioni a Roma

Roma – Sono stati l’assessore Flavia Barca, il Direttore generale di Palaexpo, Mario De Simoni, e la curatrice Daniela Lancioni a presentare la Mostra Anni’70. Arte a Roma, che dal 17 dicembre fino al 2 marzo 2014, sarà ospite a Palazzo delle Esposizioni. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, raccoglie oltre duecento opere di centro artisti italiani ed internazionali, tutte realizzate negli anni ’70; tutte legate a Roma.

QUEGLI ANNI GENIALI NELLA CITTA’ ETERNA- Perché proprio gli anni ’70? Ci tiene particolarmente anche Daniela Lancioni a spiegare cosa abbia significato artisticamente quel decennio e come, collateralmente, Roma si sia dimostrata sua fervida e fertile terra alleata. Parliamo, infatti, di un’ epoca considerata spartiacque, sfondo per una miriade di cambiamenti e controversie, in seno alla quale però, Roma accoglie un gruppo consistente di giovani artisti, richiamati dal L’Attico di Fabio Sargentini, o dal La Salita di Gian Tomaso Liverani, per citare solo due delle gallerie ed associazioni culturali che seppero promuovere l’arte contemporanea italiana ed internazionale durante gli anni ‘70. Era l’epoca, infatti, nella quale si muovevano le prime interpretazioni di Achille Bonito Oliva, Konrad Fisher e Ugo Ferranti e si respirava amore per l’arte anche in Campidoglio, con Giulio Carlo Argan quale Primo Cittadino della Capitale. La riflessione sulla straordinarietà degli anni ’70 e l’importanza di Roma quale cornice territoriale e romantica di quel tempo, fa della Mostra di Palazzo delle Esposizioni un omaggio alla storia e alla città ma, soprattutto, una ricostruzione intelligente di quell’arte tanto ardita e d’avanguardia che, dall’Arte Povera all’Arte Concettuale, dalla Pittura Analitica alla Transavanguardia, forse qualcuno deve ancora capire.

TANTE OPERE DA PERDERCI IL POMERIGGIO – E da Roma stessa parte la mostra. Nel locale centrale di Palazzo delle Esposizioni, la Rotonda, sono, infatti, riunite quattro raccolte fotografiche d’autore che ritraggono altrettante Mostre romane, individuate come le più importanti di quegli anni; al centro, l’opera indimenticabile di Gino De Dominicis, che fu esposta in due delle quattro occasioni, il tempo, lo sbaglio, lo spazio. Dalla Rotonda, la mostra prosegue per due itinerari, ognuno composto da tre sale, per poi arrivare nello spazio tutto, nel quale sono state raccolte, invece, le opere con una visione evocativa più universale, perché in modi diversi, molti protagonisti degli anni 70 hanno saputo contenere il molteplice nell’unità. L’itinerario della Mostra, importante dato l’alto numero delle opere coinvolte, segue un filo conduttore che rinuncia al metodo cronologico a favore invece della tendenza, del dialogo e della comprensione dialettica, cercando di cogliere quel che le opere stesse sembrano riuscire a suggerire. Ogni sala diventa dunque la materializzazione di un concetto, un pensiero, un’intuizione.

GENERAZIONI DI UN CONTEMPORANEO DIVERSO – Dal panorama composito degli anni ’70, la mostra vuole e riesce a trasmettere le tante versioni e le grandiose testimonianze di un’arte che, per molti versi, è ancora avanguardia. Questo percorso, infatti, lungo, fornito e ben raccolto, dona l’immediata impressione di avere davanti qualcosa di vivo, capace di sbilanciare l’asse temporale e il concetto puro di contemporaneità. Piace, infatti, anche a Daniela Lanciani l’idea che la critica contemporanea possa conoscere ed interpretare un’arte che non ha mai smesso di essere al passo con i tempi, che lascia intuire la potenza innovativa con la quale fu proposta quarant’anni fa, innescando oggi un interessante dialogo tra generazioni.

Una delle opere all'interno della mostra

Una delle opere all’interno della mostra

LE INIZIATIVE COLLATERALI: CINEMA ARTE E FAMIGLIE – Un dialogo cercato anche da una delle iniziative collaterali della Mostra, pensata in collaborazione con l’Università La sapienza di Roma e il Prof. Claudio Zambianchini, composta da ciclo di otto appuntamenti durante i quali il pubblico e gli studenti potranno incontrare i protagonisti dell’arte degli anni ’70, per ascoltare dal vivo i racconti di una stagione artistica tanto fertile. Il primo incontro è previsto il 9 gennaio alle ore 18,30 (successivamente, ci sarà un incontro ogni giovedì, fino al 27 febbraio). Trova spazio anche il cinema con Cine70, l’iniziativa che, da giovedì a domenica, dal 17 dicembre al 6 febbraio, presenta in rassegna alcune delle opere cinematografiche più rappresentative di quel geniale decennio: apre le danze Amore e Rabbia – Vangelo ’70, il film del 1969 diretto da Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Jean-Luc Godard e Marco Bellocchio. Per entrambe le iniziative l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per tutta la famiglia invece, bisogna ricordare il Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale che propone visite per scuole e famiglie, per scoprire le parole dell’arte ed imparare a leggere le opere di quel decennio. Fino a Marzo dunque, Palazzo delle Esposizioni resta vivace ed aperto a tutti i gusti, continuano infatti anche le Mostre National Geographic, 125 anni. La Grande Avventura (fino al 2 marzo 2014) e il Cibo Immaginario 1950-1970 pubblicità e immagini dell’Italia a tavola (fino al 6 gennaio 2014).

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

Foto via artribune.com; dimorestoricheitaliane.it;

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