Andreotti assolto o prescritto? Polemica dal tweet di Pierluigi Battista

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Il tweet di Pierluigi Battista che ha dato il "la" alla polemica

Ma Giulio Andreotti fu assolto, o il reato di associazione per delinquere di cui era imputato cadde in prescrizione? A poche ore dalla morte dell’ex senatore a vita, un tweet di Pierluigi Battista, vicedirettore del “Corriere della Sera”, riapre il dibattito sull’assoluzione o prescrizione dello storico processo Andreotti. Il giornalista ha optato per una considerazione secca, che ha scatenato il putiferio tra i suoi  oltre 40mila follower.

«Andreotti era molto meglio di questi energumeni che sghignazzano sulla sua morte. Ed è stato assolto». Questo il cinguettio di una delle firme di punta del panorama giornalistico italiano. Nello specifico Battista si è scagliato contro l’abitudine del web di farsi beffe dei lutti dei personaggi famosi, che si trasfigura nello schernirli – in maniera più o meno violenta – per tutte le ombre che li hanno attorniato in vita.

A causare la polemica, però, è stata indubbiamente la seconda frase. Quell’”è stato assolto“, associato alla lunga e complessa vicenda giudiziaria dell’ex senatore a vita, ha fatto esplodere una vera e propria reazione a catena, e l’account di Battista è stato sepolto di obiezioni ed insulti.

ASSOLTO… - Per perorare la propria causa, Battista ha postato un video (vedi sotto, ndr) in cui viene data, al minuto 4:50, lettura della sentenza di appello della Corte d’Assise di Palermo (confermata in Cassazione) del 2 maggio 2003. Giulio Andreotti risultava imputato per associazione per delinquere semplice. Il dispositivo della sentenza recitò che Giulio Andreotti veniva assolto perché “il fatto non sussiste”, confermando la sentenza di primo grado. Ma questo era il dispositivo. Le motivazioni successive della sentenza restituirono una realtà molto più articolata.

…  E PRESCRITTO - Nelle motivazioni i giudici precisarono infatti che (minuto 5:30 del video) si dichiarava di non dover procedere nei confronti di Giulio Andreotti “per il reato di associazione a delinquere [...] commesso fino alla primavera del 1980 per essere lo stesso reato estinto per prescrizione“. Fino al 1980 il reato è stato commesso, provato e riconosciuto anche dai giudici. Ma non è stato ritenuto punibile in quanto la prescrizione per quella tipologia di reato era scattata dopo 15 anni dallo stesso, e quindi ampiamente intervenuta in sede processuale. Il procuratore della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli conclude convinto la lettura delle motivvazioni: «Questa non è un’assoluzione».

Giulio Andreotti in tribunale (ecorav.it)

Andreotti, ritornando alle parole della motivazione della sentenza, nelle riunioni con i mafiosi «ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella, sia pure senza riuscire, in definitiva, ad ottenere che le stesse indicazioni venissero seguite; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui ed a parlargli anche di fatti gravissimi (come l’assassinio del presidente Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati; ha omesso di denunciare le loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio del Presidente Mattarella, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza». Di tali reati, accertati ma fuori tempo massimo, «il senatore Andreotti risponde dinanzi alla Storia».

ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E NON DI TIPO MAFIOSO - La “fortuna” di Andreotti stette anche nel capo di imputazione su di lui pendente, ossia l’associazione per delinquere. Il reato di associazione di tipo mafioso, sottoposto a tempi di prescrizione più elevati e ad un regime penale più gravoso, è stato infatti introdotto solo tramite la legge Rognoni-La Torre del 13 settembre 1982, a distanza di pochi giorni della morte del generale Dalla Chiesa. Se la sentenza definitiva fosse arrivata entro il 20 dicembre 2002 (termine per la prescrizione), Andreotti avrebbe quindi potuto essere condannato o assolto con formula piena solo per associazione semplice.

È quindi innegabile che la sinteticità del tweet di Battista, per di più perorata nelle successive risposte a follower più o meno civili, mal si concili con la complessità della vicenda giudiziaria di Giulio Andreotti. E soprattutto con l’obiter dictum della sentenza del 2003. Che, per quanto ininfluente dal punto di vista giuridico, è forse la conclusione più realistica ed amara di tutta la vicenda: nelle motivazioni della sentenza, si parla di «un’autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980».

Francesco Guarino
@fraguarino 

LO SPECIALE DI CARLO LUCARELLI SUL PROCESSO ANDREOTTI: AL MINUTO 4.50 LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO, AL MINUTO 5.30 LE MOTIVAZIONI

Foto homepage: politica24.it

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3 Risponde a Andreotti assolto o prescritto? Polemica dal tweet di Pierluigi Battista

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    Mario 09/05/2013 a 23:22

    poche chiacchiere…….. è stato solo assolto x i reati successivi al 1980. Ma x quello che precede tale anno, il reato è stato: COMMESSO, PROVATO e RICONOSCIUTO… ma non condannato perchè il REATO è stato estinto x PRESCRIZIONE!!!!
    Contro la poca memoria della storia

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    Tito Potito 31/03/2015 a 16:45

    Allora, innanzitutto imparate l’italiano e poi ne riparliamo. Dire “Tizio FU PRESCRITTO” è uno strafalcione da penna blu e meriterebbe la bocciatura immediata e senza appello. I reati si prescrivono, non le persone, e si dice “il reato fu dichiarato prescritto”.

    Anche il commentatore Mario impari l’italiano e ripassi a settembre. Dire “il reato NON è STATO CONDANNATO” è un altro strafalcione di segno opposto: sono le persone che vengono condannate, non i reati.

    Premesso quindi che siete delle belle capre, ribadisco che Andreotti FU ASSOLTO, ASSOLTO, ASSOLTO. NON HA COMMESSO NESSUN REATO E L’ACCUSA DI MAFIA ERA FARLOCCA E MONTATA SUL NULLA.

    Arrivederci.

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      Francesco Guarino 01/04/2015 a 14:15

      Gentile Tito,

      non sono quale articolo abbia letto per rilevare la frase che “Tizio fu prescritto”. Ha le idee un po’ confuse, così come sul personaggio Andreotti.

      FG

      Rispondi

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