Anche le scimmie parlano

La scoperta di un gruppo di etologi in Costa d’Avorio

di Giovanna Miceli

Che il linguaggio fosse solo una prerogativa degli esseri umani, è una convinzione comune. Ma a sfatare questa opinione ci ha pensato un gruppo internazionale di ricercatori dell’Università di Rennes (Francia), St. Andrews (Scozia) e Cocody-Abidjan (costa d’Avorio) che sono riusciti a tradurre in significato i versi di un cercopiteco africano, la scimmia di Campbell.

Ad ogni suono corrisponde un significato diverso, una sorta di sintassi primitiva che mai prima d’ora era stata osservata in un essere non umano. Il professor Klaus Zuberbuhler, che ha guidato lo studio, era convinto da tempo della capacità linguistica dei primati, ma la prova indiscutibile si è avuta solo adesso. ”Il linguaggio delle scimmie esiste e possiede gli stessi meccanismi di base del linguaggio umano”, ha aggiunto il professore.

In particolare, gli etologi sono riusciti a decifrare tre vocalizzazioni tipiche di questa graziosa scimmietta arboricola che vive nella fitta vegetazione della Costa d’Avorio e che forse, proprio per la difficoltà visiva data dal loro habitat, è stata costretta a sviluppare un tipo di comunicazione vocale.

I suoni identificati fanno più o meno così:

Boom! E’ il verso più frequente e serve per avvertire il gruppo a traslocare in un’altra area della foresta più sicura.

Krak! Significa “pericolo, leopardo in vista!”

Hok! E’ invece usato per avvisare i compagni della presenza di un altro pericoloso predatore, l’aquila coronata.

Ma i loro discorsi non finiscono qui. I ricercatori hanno anche scoperto che, accanto a queste 3 semplici espressioni vocali, le scimmie di Campbell usano unire una sorta di suffisso che fa all’incirca “oo” e che trasforma il significato della parola iniziale.

Così “Krak” con l’aggiunta del suffisso “oo” diventa un avvertimento generico, non più indicativo del leopardo. Mentre “Hok-oo” si trasforma in “Attenzione, c’è qualcosa tra gli alberi”.

In una seconda ricerca poi gli studiosi hanno osservato anche il come le scimmie utilizzano i vocalizzi. Ne è emerso che raramente usano versi isolati ma, al contrario, sono capaci di elaborare delle “rudimentali frasi”, mettendo in sequenza i vocalizzi fino ad un massimo di 25. Riescono così a comunicare ai loro compagni una gran quantità di informazioni, come ad esempio la presenza di un pericolo, la natura del predatore ed infine il modo per evitarlo.

Questa scoperta è un’ulteriore conferma alle teorie di Darwin riguardo all’evoluzione,. I primati sono nostri lontani cugini, con cui abbiamo condiviso un antenato comune circa 30 milioni di anni fa. E grazie al loro linguaggio, forse comprenderemo meglio l’origine del nostro linguaggio umano.

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