Amato: Pensioni miserabili, i giovani di oggi dormiranno nelle auto

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Giuliano Amato

Roma - «I giovani di oggi dormiranno nelle auto per via delle loro pensioni miserabili». Sono le parole che Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio, ha pronunciato oggi davanti agli studenti della Luiss, università privata romana, proiettando nel futuro la situazione socio economica attuale dei giovani italiani. Una previsione che rischia di avverarsi se, avanti di questo passo, alla precarietà dell’occupazione – una condizione comune a migliaia di ragazzi – non si sostituiranno presto una maggiore stabilità,  sicurezza economica e nuovi posti di lavoro.

È un quadro dalle tinte scure quello dipinto da Giuliano Amato. Coinvolge intere generazioni di giovani che a fatica riescono ad entrare nel mondo del lavoro e a restarci con una paga dignitosa. E, allo stesso modo, non più roseo è il futuro di chi oggi studia e spera di affacciarsi al mondo del lavoro il prima possibile. Si è incrinato definitivamente un paradigma: le vecchie certezze ora non sono più disponibili per nessuno. Il professore ha parlato anche di una possibile rivolta che forse «non sarà pacifica come quella portata avanti dal Movimento 5 Stelle».

«Quando i tanti giovani di oggi arriveranno all’età pensionabile dopo uno slalom tra diversi lavori – ha affermato l’ex presidente del Consiglio – si troveranno con pensioni miserabili con cui non riusciranno a vivere e, probabilmente, finiranno col dormire in auto». È così che Giuliano Amato ha aperto gli occhi ai giovani studenti nel corso di una lezione che ha tenuto alla Luiss. Egli ha evidenziato il fatto che per gli attuali lavoratori a singhiozzo, per le donne e, in generale, per le fasce più deboli della società, la precarietà è un fattore critico tale da pregiudicare la possibilità di pensioni adeguate e dignitose.

È per questo che bisogna correre ai ripari. «Servono meccanismi equilibratori sul piano sociale», ha detto il professore. Dunque, secondo quanto affermato da Amato, sarebbe importante acquisire la consapevolezza dell’ammontare della propria pensione futura in largo anticipo, in modo da iniziare sin da subito a finanziarsi una pensione integrativa, col fine di assicurarsi pensioni dignitose.

Chiara Piselli

(Foto: tempi.it)

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