Alzheimer: identificato un nuovo marcatore per predire la malattia

cervello

Deriva cerebrale (wikipedia.org)

L’Alzheimer è una malattia degenerativa che intacca la memoria e che si manifesta dapprima con piccole difficoltà nel ricordare eventi recenti, fino ad annullare completamente il ricordo. Al fine di poter accelerare il percorso di ricerca scientifica  e la sperimentazione su nuovi farmaci, sono molti gli studi indirizzati alla cura della patologia. Dal S.Raffaele di Milano gli scienziati dell’Istituto di Neurologia Sperimentale, diretti dal professore Massimo Filippi, hanno individuato un nuovo marcatore, in grado di aiutare nella diagnosi e nella prognosi dell’Alzheimer.

LA RICERCA- Sono stati coinvolti 106 pazienti affetti dalla malattia dell’Alzheimer in stadio avanzato, e 51 che invece presentavano i primi sintomi. Nel liquido cerebrospinale dei soggetti è stato riscontrato un alto livello di un marcatore infiammatorio. Questo marcatore non era presente solamente in coloro che si trovavano ormai in una fase della patologia avanzata, ma anche nei pazienti che poi avrebbero sviluppato la malattia nell’arco dei tre anni successivi. Per cui la scoperta, ha portato i medici a pensare, che il marcatore abbia un importante valore sia per la diagnosi che per la prognosi.

LO STUDIO- E’ stato condotto da Roberto Furlan e Federica Agosta ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Annals of Neurology’. Attraverso la ricerca si spiega come l’Alzheimer colpisca dapprima l’ippocampo, che è la sede della memoria a breve termine, per poi diffondersi nel resto del cervello.  Questo è stato possibile appurarlo attraverso una particolare Risonanza Magnetica con tensore di diffusione e tramite tecniche di euroimaging effettuate sui pazienti. Nonostante gli studi però ancora non vi è certezza di come avvenga questa propagazione, anche se si pensa che si estenda attraverso le fibre nervose.

BOSTON: CELLULE MALATE DI ALZHEIMER IN PROVETTA- Un’altra ricerca scientifica degli ultimi giorni arriva da Boston, attraverso la creazione di un micro-cervello malato in vitro, che permetterà di accelerare gli studi sui farmaci attualmente in uso e su quelli in fase di sperimentazione. I ricercatori hanno chiarito il modo in cui si sviluppa la demenza, ma il loro intento finale è quello di poter scoprire come si comporta il gene ApoE4, che causa la malattia in quasi metà dei casi di Alzheimer.

alzheimer

Il nuovo marcatore individuato potrebbe aiutare nella diagnosi e prognosi dell’Alzheimer (Sanraffaele.it)

DATI SULL’ALZHEIMER- La malattia colpisce in Italia oltre 700.000 persone, mentre si stima che nel resto del mondo si arrivi ad un totale di 35 milioni. Le previsioni per il 2050 vedono un repentino innalzamento dei numeri, fino a giungere a 100 milioni.

Gloria Maria Rossi

Foto || wikipedia.org; sanraffaele.it

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