Alta definizione per celebrare un capolavoro senza tempo di Giotto

La cappella degli Scrovegni

Milano – Nel 1303 iniziavano a Padova i lavori per la realizzazione di uno dei più prestigiosi cicli di affreschi mai compiuti da Giotto di Bondone, quello intrapreso per la cappella degli Scrovegni. Commissionata da Enrico degli Scrovegni, ricco mercante padovano, essa viene edificata con lo scopo di riabilitare il nome della famiglia agli occhi della comunità e per l’espiazione dei peccati del padre Reginaldo che accumulò un’enorme ricchezza attraverso l’attività di usuraio.

L’unica navata della cappella padovana viene letteralmente inondata di luce e colore, lo spazio disponibile viene rivestito di affreschi in ogni sua parte, lasciando lo spettatore senza fiato.

Entrando nella cappella, ci si immerge immediatamente nella meraviglia della creazione giottesca, le pennellate dell’artista dipingono sotto gli occhi dell’osservatore le scene della vita del Cristo, partendo dalla genealogia di Gioacchino e Anna fino a culminare con la Passione di Gesù. Il registro inferiore è adornato dalle figure allegoriche di Vizi e Virtù, incastonate in pennellate marmoree, a poco a poco gli occhi si levano verso l’alto immergendosi nel blu del soffitto stellato.

In questo ciclo d’affreschi quanto in quello di Assisi, abbiamo l’opportunità di cogliere gli elementi di pura genialità del maestro, innovazione e ingegno si fondono qui per dare vita ad uno dei più bei capolavori dell’arte trecentesca. Giotto affianca alle figure umane architetture e paesaggi, anch’essi diventano protagonisti verso l’attuazione di una composizione più realistica. L’artista accentua la percezione dello spazio, il colore tratteggia il nuovo senso della profondità, ma non solo. Attraverso un sapiente gioco di morbidezze cromatiche e tenui luminosità, le vicende narrate regalano una sensibilità nuova: in particolar modo nelle grandi scene corali, l’artista è in grado di trasmettere una nuova definizione di affetti e sentimenti, impeto e concitazione si alternano lasciando talvolta spazio a istanti d’una pacata armoniosità, nella prospettiva di un nuova modalità narrativa e figurativa.

Con Giotto dunque nasce un nuovo modo di rappresentare e raccontare, viola i limiti dello spazio materico arricchendo l’affresco con particolari finora  dimenticati, trascende il canone convenzionale rappresentativo per andare a ridisegnare il volto umano della raffigurazione religiosa.

Allo stesso modo, oggi, innovazione e tecnologia spalancano gli orizzonti a un moderno modo di fruire l’arte. Un’opera dalle monumentali dimensione come questa è ora disponibile sul web in alta definizione, attraverso una panoramica frutto di più di quattordicimila scatti fotografici: chiunque ora può osservare da vicino anche le minime sfumature della cappella giottesca poiché le distanze si annullano e il singolo spettatore ha l’occasione di osservare l’opera alla stregua di quegli esperti restauratori che soli, finora, hanno potuto ammirare il capolavoro così da vicino.

Affresco di Giotto

Iniziato con l’Ultima Cena di Leonardo, il presente progetto è il prodotto di una collaborazione tra i Musei civici di Padova e la tecnologia d’avanguardia di Haltadefinizione, riconosciuta a livello internazionale per i sofisticati sistemi di fotografia impiegati per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano.

Accessibile in rete gratuitamente per i prossimi sei mesi, questa si presenta come una occasione unica per coniugare passato e futuro, per rivalutare ed esaltare le perle più significative del panorama nazionale e renderle più accessibili nella prospettiva di una promozione ad ampio respiro dei capolavori dell’arte.

Con la viva speranza che, almeno in un secondo tempo, “l’arte a portata di click” possa essere affiancata da occhi meravigliati puntati davvero verso il blu stellato degli affreschi padovani.

Francesca Tommasi

Foto | via www.residencepiazzagaribaldi.it

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