Alonso perde il Mondiale, il popolo del web insorge: vuole la testa di Domenicali

Harakiri tattico della Ferrari: Domenicali richiama ai box Massa e Alonso dopo solo 16 giri e li condanna all’inferno del traffico di centro gruppo. La trappola Red Bull funziona, Vettel si invola verso il successo e Alonso rimane bloccato alle spalle delle velocissime Renault: il web inveisce contro Domenicali

Fernando Alonso: ha perso il titolo mondiale all'ultima gara (opennews.it)

ABU DHABI - Suicidio. Si può riassumere in una sola parola l’ultima gara della Ferrari del Mondiale 2010 di Formula 1. Sebastian Vettel 1°, Fernando Alonso 7°. 256 punti contro 252. I 14 punti di vantaggio del pilota asturiano sul giovane avversario svizzero sono stati dilapidati con una strategia suicida del box Ferrari, improntata a fare gara su Mark Webber, già alle spalle di Alonso, e non su Sebastian Vettel, in fuga solitaria davanti a tutti.

LA GARA - Ad Alonso nel GP di Abu Dhabi sarebbe bastato conservare il terzo posto delle prove ufficiali, o addirittura il quarto, per conquistare il titolo di campione del mondo. Una partenza non felicissima lo ha fatto scivolare immediatamente ai piedi del podio, alle spalle del campione del mondo uscente Jenson Button. Alle sue spalle Webber, un posto più indietro Massa. Posizione di controllo perfetta per il pilota Ferrari, che avrebbe dovuto semplicemente controllare il piazzamento fino al termine della gara. Al 12° giro, però, Webber si ferma per sostituire gli pneumatici, a causa anche di una toccata con il posteriore destro contro un muretto in pista. Il disastro Ferrari inizia in quel momento: dai box si crede in una sosta delle Red Bull dovuta a un possibile decadimento di prestazioni delle gomme morbide, così Domenicali richiama prima Massa (13° giro), poi Alonso (16° giro). Le due Ferrari tornano in pista nel bel mezzo del caos, con Massa che perde un’ulteriore posizione ai danni di Alguersuari (Toro Rosso) e Alonso relegato alle spalle della velocissima Renault di Petrov. Il pilota asturiano ha tra sé ed il quarto posto ben 11 auto, due delle quali si sono già fermate precedentemente per l’unico pit-stop previsto nel corso del Gran Premio. Solo il gioco dei cambi gomme permetterà ad Alonso di risalire fino al 7° posto, mentre si rivelerà insuperabile la Renault del russo Petrov, coadiuvata dal sistema di areazione F-Duct che la renderà impossibile da sorpassare in staccata. Vettel quasi passeggia indisturbato in prima posizione e va a prendersi il titolo di campione del mondo e di più giovane vincitore della storia del titolo iridato (23 anni, 4 mesi e 11 giorni).

ATTACCO A DOMENICALI - La Red Bull ha fatto cascare Domenicali in trappola come un pivello. Probabilmente anche in maniera involontaria. Gli uomini della scuderia di Dietrich Mateschitz hanno infatti richiamato ai box il loro uomo di punta (in classifica) Mark Webber, a causa di una toccata contro il muretto all’uscita del nono giro. Ai box Ferrari si è vista quella sosta come un segnale di decadimento degli pneumatici morbidi usati in partenza da tutti i top team, e si è scelto di marcare stretto Webber, facendo rientrare Alonso pochi giri dopo.

Stefano Domenicali: la sua poltrona di direttore della Gestione Sportiva Ferrari è ora in pericolo (formula1onlive.blogspot.com)

L’asturiano si è però trovato imbrigliato nel traffico di centro pista e non ha potuto fare altro che tenere il passo, per tutta la gara, di un avversario complessivamente più lento, ma insuperabile in rettilineo. Un vero e proprio suicidio che ha un nome e un cognome: Stefano Domenicali. Il Direttore della Gestione Sportiva Ferrari è infatti stato spesso oggetto di polemiche durante la stagione, finito sotto il fuoco incrociato di coloro che vedevano un’evidente disparità tra le capacità tecniche di Jean Todt e quelle del 45enne dirigente emiliano. L’obbrobrio tecnico e tattico di Domenicali nella gara decisiva, ha dato ragione ai suoi critici: assolutamente assurda l’idea di far rientrare le due Ferrari in un momento (dopo soli 15 giri) in cui non c’erano assolutamente le prove dell’eventuale decadimento prestazionale degli pneumatici, ma, soprattutto, è stato da principianti non rendersi conto che la vettura di Rosberg (già fermatasi ai box) sarebbe rimasta sicuramente avanti ad Alonso e che lo stesso Petrov – come poi si è verificato – avrebbe potuto scavalcare il top driver di Maranello. Il popolo del web sta dettando inesorabile la sua sentenza: i forum dei principali quotidiani online si sono già riempiti di epiteti ai danni di Domenicali e in pochi minuti sono già 6 le pagine ufficiali su Facebook che invocano il licenziamento del Direttore della GS Ferrari: dal serafico “DOMENICALI GO HOME” (pagina di un fan greco), passando per il più tagliente “Domenicali e Stella al collocamento“, fino ad approdare all’esplicito Quelli che vogliono vedere Domenicali impalato, con tanto di fotomontaggio di Alonso che trafigge dal basso il responsabile della disfatta Ferrari. La sentenza-web è già scritta, a momenti probabilmente arriveranno le prime repliche dal quartier generale della Rossa.

Francesco Guarino

Foto homepage: gforce1.com

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2 Risponde a Alonso perde il Mondiale, il popolo del web insorge: vuole la testa di Domenicali

  1. avatar
    alberto 14/11/2010 a 22:40

    L’unica nota positiva è che quel pezzente di Alonso non abbia vinto il mondiale; purtroppo il prossimo anno sarà in coppia con Briatore ed insieme faranno altre porcate. (da un ex-ferrarista)

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  2. avatar
    sissio 15/11/2010 a 15:11

    vorrei sapere se la formula 1 è uno sport…un pilota considerato il più forte o perlomeno uno fra i più forti, che non riesce a superare un debuttante che tra l’altro ha la macchina un secondo più lenta sul giro:
    ma se la differenza non la fa il pilota e nè tantomeno la macchina, è possibile che noi ci appassioniamo ad uno sport dove la differenza la fa la pista…intorno al “circo” della formula 1 ci girano miliardi di euro, la pista era nuova, inaugurata lo scorso anno, tra l’altro in un posto dove della formula 1 interessa zero o quasi, ed assistiamo ad uno sport in cui ciò che si dovrebbe fare, ossia sopravvanzare l’avversario, è reso impossibile dal campo di gara…è come se si giocasse a calcio con le porte sigillate da una lastra di plexiglass…che schifo.

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