Alluvione in Guatemala: frane e smottamenti provocano decine di morti

I cambiamenti climatici all’origine di  una straordinaria stagione delle piogge

di Francesca Penza

Frana in Guatemala Da diversi giorni le incessanti piogge stagionali hanno devastato diverse aree del Guatemala e provocato – secondo gli ultimi bilanci – 46 morti e 55 feriti, mettendo in pericolo quasi 45 mila persone.

La conseguente situazione di dissesto idrogeologico ha reso necessaria la sospensione delle ricerche delle quindici persone ancora disperse.

Il presidente Alvaro Colom ha deciso di mantenere lo stato di calamità fino ad ottobre, anche a causa delle previsioni fornite dall’Istituto Nazionale di Meteorologia del Guatemala: nelle prossime settimane dovrebbe verificarsi un incremento delle precipitazioni.

Notizie preoccupanti arrivano anche dal Centro Nacional de Huracanes di Miami che sta monitorando lo sviluppo e gli spostamenti di una nuova tempesta tropicale formatasi a sudest dell’arcipelago di Capo Verde. “Igor” – questo il nome dato al fenomeno – procede in direzione ovest, dritto verso il Mar dei Caraibil,  ad una velocità di circa 13 chilometri all’ora, spinto da venti che soffiano fino a 65 chilometri orari.

Questa straordinaria stagione ha già portato diverse tempeste tropicali e, per il momento, tre uragani di cui due di categoria 4, secondo i parametri della scala Saffir-Simpson, dove 5 rappresenta il valore massimo (http://www.eurometeo.com/italian/read/doc_saffir-simpson).

Negli ultimi anni stiamo assistendo a cambiamenti climatici rilevanti, imputabili per molti alla iperproduzione di Co2, ma per altri alla variazione delle radiazioni solari che determinano un innaturale surriscaldamento del globo terrestre.

A pagare il prezzo più alto i Paesi più poveri e meno avanzati, come fa notare anche il presidente guatemalteco, Paesi spesso con economie agricole e con alle spalle gravi problemi sociali e assistenziali.

Il Guatemala ha vissuto trent’anni di guerra civile, la speranza di vita e di più di dieci anni inferiore a quella dei Paesi più industrializzati, 43 bambini su mille muoiono prima di compiere cinque anni, il 22% della popolazione soffre di malnutrizione ed 13% vive con meno di un dollaro al giorno.

Ora la popolazione ed il governo dovranno fronteggiare l’emergenza meteo e trovare il modo di risollevare un’economia compromessa, sperando nell’arrivo della stagione secca.

Foto | via www.ilmessaggero.it

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