No alle armi, in Texas la protesta si fa con i dildo

La campagna "Open (Dildo) Carry" (www.rt.com)

La campagna “Open (Dildo) Carry” (www.rt.com)

Austin - Protestare è lecito in democrazia, a volte può essere pretestuoso altre coraggioso ma resta comunque un diritto; anche la provocazione può essere utile per mettere in luce problemi sociali. Chissà se avrà fatto questo ragionamento la studentessa texana che in questi giorni tramite i social media sta incitando a protestare contro una nuova legge sulle armi che entrerà in vigore in Texas nel 2016. La speciale protesta sarà portata avanti con dei dildo.

LA LEGGE - Dal 1 agosto 2016 tutti gli studenti in possesso di una regolare licenza potranno portare l’arma con sé dentro i campus universitari da usare per legittima difesa. La legge, approvata nel giugno del 2015 e proposta dal governatore Greg Abbott, ha suscitato le ire di molti studenti ed in particolare di una studentessa ventiquattrenne di Austin, Jessica Jin. La ragazza, appena laureata, ha aperto una pagina Facebook con l’ hashtag #CocksNotGlocks.

LA PROTESTA - Jessica ha invitato tutti i suoi pari a presentarsi a scuola con un dildo, oggetto erotico vietato in Texas fino al 2008: nessuno infatti poteva venderlo o distribuirlo. La campagna denominata “Open (DILDO) Carry” vuole evidenziare il bigottismo della società texana e allo stesso tempo criticare l’ennesima apertura alle armi negli Stati Uniti, nonostante l’aumento degli episodi violenti nelle scuole.

IL SECONDO EMENDAMENTO – In realtà la legge texana è in linea con la costituzione degli Stati Uniti che al secondo emendamento garantisce il diritto di possedere armi per le famiglie statunitensi. La legge è stata interpretata in modo estensivo attraverso numerose sentenze agli inizi del 900′. Questo rapporto stretto con le armi, risalente al periodo delle occupazioni britanniche e incomprensibile agli occhi di un Europeo, è un fatto culturale ancora molto presente soprattutto nelle zone rurali che al tempo stesso garantisce una delle lobby più importanti degli USA. Riuscirà questa protesta folcloristica ad avere più successo della moral suasion di Barack Obama fin’ora inascoltata dal Congresso?

 

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