Allarme influenza: Italia, in arrivo il virus killer americano

Allarme influenza: in arrivo il virus killer

Allarme influenza: in arrivo il virus killer

Il virus non è ancora molto diffuso, ma è già stato segnalato in diverse zone d’Italia, dalla Lombardia alla Sardegna. Sale la preoccupazione per l’influenza che in altre parti del mondo ha già colpito duro, in particolare la costa Est degli Stati Uniti. Il dato preoccupante, che segnala più di 700 morti, fa riflettere su una cifra dieci volte più alta rispetto alle diverse forme influenzali che hanno interessato il 2012. Il colpevole è il virus H3N2, il nuovo “diavolo” in circolazione. Secondo i medici americani «costringerebbe i pazienti a letto sino a due settimane fino a provocare complicazioni come la polmonite e persino la morte».

Gennaio è il mese del picco dei casi d’influenza: nella prima settimana del mese sono stati colpiti dall’influenza circa 200mila italiani. E in questa settimana si registra un aumento significativo, con stime che indicano circa 350mila persone colpite, quindi quasi un raddoppio rispetto ai sette giorni precedenti. L’epidemia è sotto controllo, rassicura Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), che sottolinea come in Italia e, più in generale in Europa, la situazione non sia comunque paragonabile a quanto sta accadendo negli Usa.

«Grazie alla nostra rete di medici sentinella – spiega Cricelli – siamo in grado di fornire con tempestività informazioni sull’evoluzione della patologia e svolgiamo un’attività sia di tipo epidemiologico che virologico. I medici di famiglia italiani dispongono in tempo reale e con criteri scientifici assoluti di informazioni essenziali per il miglior funzionamento del sistema sanitario». In Europa l’attività del virus sta aumentando con maggiore intensità nelle zone settentrionali e occidentali del continente.

Aurelio Sessa, presidente regionale Simg Lombardia e medico sentinella, poi aggiunge: «In Italia e in Europa assistiamo a un’importante circolazione di virus B dell’influenza (circa il 50% dei tamponi positivi per influenza sono positivi per il virus B) e le infezioni da virus A stanno incrementando con una maggior prevalenza per il virus pandemico A/H1N1, pari al 27% contro il 13% dell’A/H3N2. Ma è necessario mantenere alta la soglia d’attenzione grazie alla rete di sorveglianza, perché anche l’Europa potrebbe trovarsi in una situazione di emergenza se il virus A/H3N2 diventasse il più diffuso».

Sonia Carrera

@soniasakura89

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