Alla scoperta della stagione NBA 2010-2011: la Central Division

Continua il nostro viaggio tra le conference della NBA per la stagione che è oramai alle porte: è il turno della Central, cenerentola della Eastern e orfana di LeBron James. Saranno i rinnovati Chicago Bulls a guidare la truppa che comprende anche una possibile outsider, i Milwaukee Bucks

di Andrea Samele

CLEVELAND CAVALIERS
LE STELLE – Partito LeBron James, sono rimasti i cocci rotti sul pavimento di casa Byron Scott: il neo-coach potrà contare sull’apporto di Antawn Jamison e Mo Williams, gli alfieri delusi dal fallimento Cavs dell’anno passato. Accanto a loro un roster di potenziali talenti ancora da crescere con pazienza e senza gravarli di esagerate pressioni.
LE NOVITÀ – Nessuna novità di rilievo per i Cavaliers, con i volti nuovi che portano i nomi di Joey Graham (da Denver), Ramon Sessions (deludente nella sua ultima stagione a Minnesota) e Ryan Hollins (giramondo ancora in cerca di una collocazione stabile). Nessuno dei tre può fare la differenza, ma in una squadra che attualmente non ha ambizione alcuna possono sicuramente ritagliarsi il loro spazio e mettere in mostra le loro capacità.
LE INCOGNITE -
La squadra può lottare per i posti di rincalzo della zona playoff, nulla di più. Possibile quindi che qualora si percepisca l’obiettivo lontano e inarrivabile si punti alla consueta striscia di sconfitte per tentare una prima scelta al draft, che nell’ultimo caso aveva significato LeBron James. Senza il loro leader, l’intero gioco d’attacco andrà modificato e occorrerà dare molto più spazio a gente non abituata a compiti di leadership offensiva: dalla loro attitudine al gioco di Scott e dal loro carattere nel reagire a questa nuova situazione dipenderanno le sorti della franchigia dell’Ohio.
I GIOVANI -
Occhi puntati sulla crescita esponenziale di JJ Hickson: l’ala 22enne verrà lanciata in pianta stabile tra i titolari ed è proprio sulle sue spalle che poggeranno molte delle responsabilità in più nella neonata era post-lebroniana. Un giocatore dal talento cristallino e dalle doti fisico-atletiche combinate ad una più che buona tecnica, pur migliorabile: una scommessa che già da questa preseason si sta dimostrando vinta, ai posteri l’ardua conferma.

INDIANA PACERS
LE STELLE – Altra squadra che punta tutto sulla crescita dei propri giovani, i Pacers di Larry Bird avranno come uomo franchigia ancora Danny Granger: pur reduce da un Mondiale da comparsa, l’ala piccola 27enne ha dimostrato di poter essere un giocatore totale, un realizzatore costante ed affidabile e un punto di riferimento per tutta la squadra. Accanto a lui, O’Brien spera di avere finalmente a disposizione Mike Dunleavy, tormentato da una lunga serie di problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento nelle ultime stagioni.
LE NOVITÀ – L’acquisto più importante è senza dubbio Darren Collison: dopo le peripezie in cabina di regia vissute tra TJ Ford, ancora in rosa pur dopo mille battibecchi con il coaching staff e la dirigenza, e Earl Watson, spedito a Utah, ecco finalmente un playmaker giovane, cresciuto alle spalle di Chris Paul e pronto a reggere il timone di una franchigia con le proprie mani. Ottimo assistman, con punti nelle mani, deve migliorare sicuramente nella continuità e nella gestione dei momenti caldi delle partite, selezionando a dovere le proprie opzioni offensive senza strafare.
LE INCOGNITE -
Potremmo dire “vedi sopra”. La mancanza di ambizioni purtroppo sarà nota dolente di molte franchigie quest’anno, con il rafforzamento delle grandi che ha inevitabilmente comportato un calo del livello delle altre, che si ritroveranno volenti o nolenti a fare i conti dopo solo pochi mesi di stagione con dei risultati proiettati già verso la corsa alla draft lottery. Nei Pacers inoltre è da verificare la ripresa agonistica di giocatori come Foster, Dunleavy e Rush, oltre al ruolo che potrà rivestire l’emarginato TJ Ford.
I GIOVANI -
Prima stagione di debutto e presa di confidenza, seconda stagione di apprendistato, terza stagione in rampa di lancio. Questo è l’itinerario che porta nome e cognome di Roy Hibbert: il lungo ex Georgetown è a parere del sottoscritto uno dei più fulgidi talenti in circolazione, con grandi possibilità di diventare un centro dominante vista l’altezza e la coordinazione di cui ha dato ampie dimostrazioni. Il problema di Hibbert si chiama tenuta mentale: troppi falli banali ne hanno limitato il minutaggio e certe pause a livello di attenzione non gli sono state perdonate da coach O’Brien, sempre pronto a dosarne con il bilancino la presenza in campo, qualora non ne ricavasse gli attesi risultati.

CHICAGO BULLS
LE STELLE – Squadra rinnovata, che presenta al fianco del playmaker Derrick Rose e dell’ala piccola Luol Deng anche l’ex Utah Jazz Carlos Boozer: una connection che deve finalmente portare ai Bulls maggior peso sotto canestro, senza però limitare le penetrazioni del numero 1. Ottimo, almeno sulla carta, aver preso Boozer, ala di movimento e che fa dell’atletismo e della fisicità sotto canestro il proprio punto di forza: “sulla carta” perchè un infortunio di cui ancora non sono state ben chiarite le cause priverà Chicago del neo arrivato per qualche mese.
LE NOVITÀ – Tante e in ogni reparto: già detto di Boozer, passando alle guardie annoveriamo nel roster dei Tori dell’Illinois anche CJ Watson e Kyle Korver, due tiratori puri, con il primo che potrà fare da backup a Derrick Rose e il secondo che si giocherà lo spot di guardia titolare con l’altro ex Jazz Ronnie Brewer. Quest’ultimo potrà rendersi protagonista anche e soprattutto in fase difensiva e in fase di contropiede, mettendo in mostra le sue qualità atletiche e di velocista in campo aperto.
LE INCOGNITE -
Per una squadra che voleva portare a casa LeBron James e/o Dwyane Wade, ritrovarsi con Boozer non colma la lacuna in termini di superstar già di livello assoluto: Rose e Deng non sono ancora dei leader su cui confidare e manca la presenza di una prima vera opzione offensiva. Inoltre, l’infortunio alla mano in cui è occorso Boozer ritarderà senza dubbio il suo inserimento negli schemi di squadra e nelle migliori condizioni di forma fisica. Dubbi anche intorno alla prima esperienza da capoallenatore per Tom Thibodeau, mago della difesa in quel di Boston, ma ancora tutto da vedere per quanto riguarda tutto ciò che comporta la gestione di un roster di buon livello per un’intera stagione.
I GIOVANI -
Non offre granchè la linea verde dei Bulls, escluso il 22enne Derrick Rose: Omer Asik dalla Turchia ha dato ottime impressioni in pre-season e potrebbe aver conquistato il posto di vice-Noah, mentre il figlio del grande Yannick a 25 anni è pronto per la stagione della maturità, dopo i rapidi progressi compiuti nel passato recente.

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