Alessandro Casillo, #Ale un disco che parla d’amore

#ale alessandro casillo

la cover di #Ale

Esce oggi #Ale, il secondo disco di Alessandro Casillo, star di Io Canto, vincitore della scorsa edizione di Sanremo Giovani con È vero (che ci sei). Trecentomila fan su Facebook, altrettanti su Twitter e una sempre più vasta notorietà.

UN DISCO CHE PARLA D’AMORE - L’amore è certamente il tema principale. Un amore travagliato e irrisolto, però, che rende l’album orizzontale, sempre uguale, privo di picchi. Si parte bene con Qualcuno sentirà, tra i brani migliori, una lettera aperta ai giovani, piena di coraggio e speranza «la vita che grida/ la luce che non si nasconde mai/ siamo noi tutto il bello che verrà/ e qualcuno sentirà». Musicalmente equilibrata, inizia in modo sereno con un elegante pianoforte, per poi trasformarsi in un potente duello nel ritornello, che aggancia immediatamente l’ascoltatore. Segue Niente da perdere il singolo di lancio dell’album (potete vedere il video in coda alla recensione) un testo maturo, forse poco credibile per un ragazzo di diciassette anni. La parte musicale, piuttosto ritmata, salva la canzone e riesce a sdrammatizzare, lui non ci crede troppo e va bene così. L’Amore secondo Sara è la più classica canzone d’amore italiana, un mix tra La solitudine della Pausini ed echi del primo Tiziano Ferro. Incredibile come Gabriele Parisi (produttore di Casillo ed ex produttore di Laura Pausini) sia rimasto legato a sonorità di dieci anni fa.

‘CI CREDO’ MA NON BASTA - Ci Credo si muove sullo stesso piano: discreta a livello musicale, la prima parte, non riesce a salvare un ritornello scontato, già sentito, come già sentita è anche Tutto il mondo parla di noi. Un testo melenso e pieno di luoghi comuni «Il mondo parla di noi perché al centro del mondo ci sei tu» su un tappeto musicale per niente originale. Non male l’intro di Perso grazie ai suoni elettronici che, nel ritornello, rendono la classica canzone d’amore leggermente più interessante delle altre. Quello che conta sarebbe stato un ottimo brano per Sanremo, una bella canzone d’amore, equilibrata e ariosa, grazie ad archi e sonorità classiche, ma non scontate. Fuoco dell’Antartide ritmata, ballabile, sarà un ottimo singolo estivo. Parlo io è la traccia che chiude il brano, chitarra e voce,  ed è forse il pezzo migliore perché disegna Alessandro per quello che è, un ragazzo di diciassette anni pieno di sogni e di speranze.

OBIETTIVO MANCATO – Il progetto discografico è uno dei più classici e scontati: Alessandro, giovane ragazzo talentuoso dovrebbe diventare in breve tempo il Justin Bieber italiano e lui non si oppone di certo «Magari! È un bravissimo artista e una macchina da guerra. Ha imparato a cantare e a ballare in maniera fenomenale a quattordici anni, più o meno quando ho iniziato io, ma lui ha sfondato e ha venduto milioni di dischi immediatamente». I cloni in Italia non hanno mai funzionato, la canzone e l’industria musicale italiane non sono nate per questo e non hanno questa capacità, è avvilente che qualche produttore ancora non l’abbia capito. Quanto ad Alessandro Casillo, noi ci auguriamo che crescendo, sappia imporre la propria personalità e la propria arte a un’industria discografica che di artistico ha veramente poco.

Voto: 5

Serena Prati 
@Se_Prati

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews