Al via il Festivaletteratura 2013: cinque giorni di cultura a Mantova

Festivaletteratura Mantova2013 (kataweb.it)

 Mantova – Il 4 settembre inizierà a Mantova il Festivaletteratura 2013, popolare rassegna nata nel 1997 che ha visto una partecipazione sempre crescente fra addetti ai lavori e non. Come per le passate edizioni, il festival vuole essere un punto di incontro fra discipline diverse, coinvolgendo, oltre a scrittori e studiosi di letteratura, personalità legate alla politica, allo spettacolo e a svariati ambiti culturali.

Sono proprio l’eterogeneità e la dimensione aperta delle manifestazioni che lo compongono a rendere l’evento degno di grande interesse. L’obiettivo è infatti quello di gettare uno sguardo profondo sul presente per proporre idee per il futuro. Non a caso, molti sono i temi di attualità presenti in programma: dalla crisi in Siria alle primavere arabe, dalla capacità di condizionamento della televisione alle recenti derive delle democrazie rappresentative, si cercherà di indicare possibili vie d’uscita alle problematiche più stringenti che riguardano la nostra società.

Per cinque giorni il capoluogo lombardo sarà dunque animato da numerose attività, in cui il pubblico è invitato a uscire dal semplice ruolo di spettatore per porsi su un terreno di scambio e dialogo. Sia che si tratti di una conferenza che di un laboratorio, la concezione di fondo è quella di instaurare un rapporto dinamico con la città e con le persone che la attraversano. Le iniziative sono infatti molto composite e rivolte non solo agli adulti ma anche ai giovanissimi, a cui è dedicato un nutrito numero di incontri. Diventa così chiaro che il festival, oltre al classico appuntamento incentrato sull’universo letterario, vuole essere un appello all’importanza della cultura come ponte fra le generazioni e fattore di crescita per la comunità civile. In un momento in cui il suo ruolo all’interno della società è rimesso in discussione, Tommaso Montanari e Salvatore Settis (mercoledì 5 – ore 18.45) ricordano invece che è proprio la Costituzione ad assegnare all’arte una funzione primaria per il progresso del Paese.

 Innovazione e sviluppo sono allora argomenti ricorrenti in cartellone. Il primo giorno si parla di architettura sostenibile e paesaggio urbano, con gli autori della graphic novel Architetture resistenti Marta Gerardi e Raul Pantaleo che espongono esempi di connubi riusciti tra territorio ed edilizia (ore 18.15), mentre Mauro Minervino focalizza il discorso sul mezzogiorno italiano e sulla Calabria (ore 18.00). Il filosofo Maurizio Ferraris e l’esperto di comunicazione Carlo Freccero (ore 19.00) discutono invece di vecchi e nuovi media per analizzare i meccanismi di creazione del consenso. Nei giorni successivi, si toccano i temi delle fonti di energia rinnovabili con il chimico Marco Malvaldi (giovedì – ore 16.00), dell’incrocio fra felicità, politica e potere con lo studioso di filosofia politica Giacomo Marramao (venerdì – ore 11.00 e, a seguire, a colloquio con Robert Misrahi, venerdì – ore 17.00, e con Mary Zournazi, sabato – ore 10.15), di terre sottratte alla criminalità organizzata con il caposaldo dell’antimafia Luigi Ciotti (sabato – ore 11.00), dell’educazione e possibili rinnovamenti del sistema scolastico con il giornalista Roberto Napoletano (sabato – ore 15.00), dei pericoli e vantaggi derivanti dall’utilizzo di coltivazioni OGM in un dibattito fra Dario Bressanini, Beatrice Mautino, Luca Ruini e Luca Colombo (domenica – ore 14.30) e, infine, della conservazione dei beni culturali con l’architetto Mario Botta e lo scrittore Peter Cameron (domenica – ore 14.30). Da segnalare, inoltre, la presenza dello storico Guido Crainz che, sulla scia della sua ultima pubblicazione Il paese reale, ripercorre gli avvenimenti recenti della storia d’Italia per individuare le cause della crisi che investe oggi le nostre istituzioni politiche.

Ma, come ricordato in precedenza, cultura significa soprattutto apertura e cosmopolitismo. La presente edizione (che vanta il maggior numero di autori internazionali) si concentra, in particolare, sulla letteratura europea e sudamericana, non solo invitandone alcuni fra i principali esponenti ma anche cercando di delinearne le rispettive identità. Fra i nomi legati al vecchio continente spiccano Emmanuel Carrère (domenica – ore 18.30), Almudena Grandes (mercoledì – ore 21.00) e Mathias Ènard (sabato – ore 17.30). Il primo, recentemente insignito del Prix Renaudot, ripercorre la propria carriera assieme alla giornalista e scrittrice Elena Stancanelli, mettendo in luce quanto sia importante il dato biografico nel suo metodo di creazione letteraria. Grandes e Ènard, oltre agli incontri a loro dedicati, sono anche protagonisti del translation slam, una sorta di gara di traduzione che tenta di far emergere le problematiche insite nella traduzione di testi. Il festival ospita poi il finlandese Tuomas Kyrö (sabato – ore 17.30), scrittore eclettico che si è cimentato in diverse forme di narrazione, dal romanzo al radiodramma, Làszlò Krasznahorkai (sabato – ore 10.30), sceneggiatore di riferimento del regista Béla Tarr e autore di romanzi visionari e distopici, Will Self (venerdì – ore 21.15), considerato dalla critica l’erede di Ballard, anch’egli creatore di universi inquietanti, Dan Lungu (venerdì – ore 19.15), talento della letteratura rumena, e Clara Usòn (sabato – ore 16.00), di cui è appena uscito La figlia, ambientato durante la guerra dei Balcani.

Sergio Bolano (blogsenzaqualita.files.wordpress.com)

Per quanto riguarda il panorama latinoamericano, sempre influenzato dall’avvicendarsi di dittature e rivoluzioni che caratterizzano la storia recente del continente, non poteva mancare una retrospettiva su Sergio Bolaño, curata dallo scrittore Santiago Gamboa (venerdì – ore 19.00). Figura di culto, fautore di opere ironiche ma profonde, il cileno ha influenzato un’intera generazione di autori, come esponente dell’infrarealismo prima e come autore di successo internazionale poi. Il festival, attraverso la presenza di Atilio Caballero Menéndez, Wendy Guerra, Francisco López Sacha, Leonardo Padura Fuentes, Karla Suarez, dedica inoltre un approfondimento alla produzione letteraria cubana per capire quale valore possa avere scrivere (oggi) in un Paese che vive un delicato momento politico e sociale. Da ricordare, infine, gli emergenti Andrés Neuman (sabato – ore 19.00) e Ronaldo Wrobel (domenica – ore 14.00) e lo scrittore-giornalista Juan Villoro (venerdì – ore 15.00), vincitore del premio Herralde 2004 e conosciuto per le sue accurate analisi dei mezzi di comunicazione di massa.

Maggiormente spostati sul versante nazionale sono invece gli incontri dedicati alla poesia. Oltre alla sudafricana Karen Press (venerdì – ore 11.00), il festival ospita giovani autori, come Azzurra D’agostino e Giovanni Previdi (mercoledì – ore 18.30), e graditi ritorni, quali Bianca Tarozzi (venerdì – ore 15.30) e Antonio Prete (sabato – ore 11.00). A cimentarsi con i versi, per la prima volta nella sua carriera, anche Alessandro Bergonzoni (giovedì – ore 21.15), apprezzato autore di monologhi surreali e ricchi di arditi calembour.

Un’altra attesa retrospettiva, che raccoglie i suoi precedenti interventi alla rassegna, riguarda lo scrittore e saggista israeliano David Grossman (venerdì – ore 18.30). La sua presenza riscuote notevole interesse anche per le recenti prese di posizione sulla questione palestinese, esplicitate ne Il vento giallo, opera che ha suscitato accese reazioni dentro e fuori il suo Paese.

 Sempre a confronto con “temi caldi” sono gli incontri con Viktor Myer-Schönberger (giovedì – ore 21.00) e Paolo Dall’Oglio (giovedì – ore 18.30). Il primo, grande conoscitore dell’utilizzo di informazioni nei mercati e nella società, sviscera lo scandalo “Big Data”, facendo chiarezza sui meccanismi che minacciano attualmente la nostra privacy. Il secondo, da 30 anni alla ricerca di un possibile dialogo fra mondo cristiano e mondo islamico, esamina il conflitto siriano, chiedendosi assieme al giornalista Valerio Pellizzari quali strade siano ancora percorribili per giungere alla sua risoluzione.

Il festival non finisce qui. C’è spazio per molto altro: dalla religione allo sport, dalla musica alla scienza. Ma, soprattutto, c’è spazio per le idee, che sono il vero collante di quella che è una fra le più importanti manifestazioni culturali d’Italia. A due anni dai tagli della giunta comunale, a uno dal terremoto, Festivaletteratura ritorna e, forte anche dei 700 giovani volontari che lo animano e del sostegno dei cittadini mantovani, continua a raccontarci un Paese diverso e vitale.

 Francesco Brusa

Festivaletteratura Mantova 2013

4-8 settembre 2013

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