Al via, da domani a Roma, la III° edizione Festival Cinema Patologico

Dall’11 al 15 aprile si terrà a Roma il Festival internazionale del Cinema Patologico, giunto alla sua III edizione. Il progetto, nato ed concepito da un’idea dell’attore e regista Dario D’Ambrosi  e dall’Associazione del Teatro Patologico O.n.l.u.s, ha tra gli obiettivi quello di essere vicini, attraverso la ricerca teatrale,  alle tematiche del disagio mentale ed inoltre,  punta a promuovere il giovane cinema italiano e straniero, proponendo opere non necessariamente legate alla materia della disabilità psichica, ma che affrontano i temi più svariati.

Il Festival Internazionale del Cinema Patologico quest’anno ha un elemento innovativo, rispetto le passate edizioni: la giuria. Questa è, infatti, presieduta dall’attore diversamente abile Stefano Nicolò Amati e composta da 20 ragazzi disabili psichici. Una giuria veramente particolare, unica nel suo genere, che adotterà parametri e criteri lontani dagli standard comuni  per assegnare i premi per il Miglior film, la Miglior regia, il Miglior attore protagonista, la Miglior attrice protagonista.

Il festival è composto da due sezioni concorrenziali: Lungometraggi e Cortometraggi; nel programma della Manifestazione, sono previsti anche numerosi dibattiti, incontri con alcuni protagonisti del mondo del cinema e della musica, concerti e performance di teatro-canzone.

Il direttore del progetto D’Ambrosi, da sempre attratto dalla follia,  ha da sempre creduto nella forza del teatro come terapia capace di dare “dignità al matto”. Unendo la passione per il teatro e l’interesse per le turbe psichiche, D’Ambrosi (che in passato ha studiato da vicino il comportamento degli psicopatici facendosi rinchiudere tre mesi, all’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano) ha dato un nome ed un volto al Teatro Patologico e una vera identità ai malati che, grazie al pubblico, sponsor ufficiale dell’associazione, possono continuare a frequentarne i corsi ed imparare a gestire meglio la loro fisicità, la concentrazione, le emozioni e le proprie abilità.

E’ infatti il supporto del pubblico di tutto il mondo che ha permesso al Teatro Patologico (laboratorio internazionale per l’incontro, lo scambio di iniziative, progetti emozioni e stati d’animo), di poter andare avanti e crescere a dismisura oltre le difficoltà. Autogestendosi con gli incassi degli spettacoli e i finanziamenti privati, il Teatro Patologico supporta e cura malati (autistici, schizofrenici, down e non solo) provenienti da tutte le ASL del Lazio.

L’incontro tra queste due realtà vuole contribuire da un lato ad un arricchimento del linguaggio cinematografico e della libertà creativa e dall’altro vuole offrire una possibilità d’integrazione e di partecipazione alle persone con disabilità coinvolte nel progetto.

E come sosteneva Pirandello, molto legato al tema della follia,  non vista come elemento negativo, ma come elemento fondamentale della condizione umana con la quale fuggire la propria angoscia e il proprio dramma, come estremo rifugio, per potersi salvare dal dramma dell’esistenza, “la pazzia è una forma di normalità”. Allora perchè non dargli spazio?

Pamela Cocco

Foto via i sentierislevaggi.it;velino.it

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