Al Torino Film Festival il cinema parte dalla terza fila

Dopo due anni di fortunata conduzione, Nanni Moretti ha consegnato “le chiavi di casa” a Gianni Amelio che ha voluto un Festival all’insegna della sperimentazione (in note). La musica è forse cambiata?

di Marta Di Nuccio

Torino Film Fest

Torino Film Fest

Il 13 novembre si  è aperta  la 27esima edizione del Torino Film Festival che si concluderà il 21 novembre e vede per la prima volta alla guida Gianni Amelio. Il regista prende il posto di Nanni Moretti che dopo due anni di direzione ha preferito tornare dietro la macchina da presa per dedicarsi alla realizzazione del suo ultimo film, Habemus Papam.

La kermesse vede schierati circa 220 titoli, di cui 16 in concorso, rappresentati da 13 diverse nazionalità e gli altri suddivisi nelle restanti sezioni. Tra le novità apportate da Amelio c’è l’istituzione del Gran Premio Torino, rivolto a quelle cinematografie che hanno saputo incarnare meglio e portare avanti quel “certo sguardo” gettato dalle nouvelles vagues 50 anni fa. Quest’anno il premio andrà a Emir Kusturica che è stato scelto dal regista calabrese “per il suo umanesimo” e per l’occasione verrà proiettata una versione di Underground della durata di 6 ore inedita in Italia (da far invidia perfino alla famigerata Potemkin). Verrà premiata anche l’American Zoetrope, la casa di produzione di Francis Ford Coppola che a Torino presenterà il suo ultimo film Tetro – Segreti di famiglia, distribuito dalla BIM.

Un’altra novità è costituita dal PREMIO CULT. IL CINEMA DELLA REALTÀ, promosso dal canale satellitare Cult e per il quale concorreranno 14 documentari presenti in tutte le sezioni del Festival, tranne quelli nel concorso ITALIAN.DOC.

Gianni Amelio
Gianni Amelio

NOWHERE BOY, il film di apertura della regista inglese Sam Taylor Wood, è stato presentato al Teatro Regio tra le proteste di cinquanta giovani “antagonisti” contro gli sgomberi e la dichiarazione del sindaco Chiamparino che si è definito “il peggior nemico dei centri sociali”. Tratto dal libro della sorellastra di John Lennon, Julia Baird,  Growing Up whit My Brother John Lennon è interpretato da Aaron Johnson e racconta l’adolescenza del  voice man del gruppo britannico. L’uscita nelle sale è prevista all’inizio del 2010, in occasione del trentennale della morte del cantante. Si tratta di uno dei tanti omaggi che questa edizione rivolge al mondo della musica. Infatti, forse cavalcando l’onda del successo di Motel Woodstock di Ang Lee, i titoli che trattano l’argomento sono diversi: Neil Young Trunk Show di Jonathan Demme e Oil City Confidential di Julian Temple, solo per citarne alcuni.

Da segnalare Welcome di Philippe Lioret, film sulla jungla di Calais, che è stato acclamato a Berlino ma ha suscitato accesi dibattiti in Francia.

Amelio, che si è avvalso di una giura presieduta da Sandro Petraglia e che annovera i nomi di Anna Biller,  Rui Nogueira, Gyorgy Szomjas e Maya Sansa (in veste anche di madrina), ha costruito un festival a misura dello spettatore perché, come ha dichiarato lui stesso, «al cinema bisogna sempre un po´ essere spettatori della terza fila, con il desiderio di rimanere vicino allo schermo, di volerlo toccare. Per questo tipo di pubblico lavoro. Questo pubblico è una parte di me».

Staremo a vedere.

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