Con Al, l’assistente virtuale di Facebook, basta foto imbarazzanti

Novità in arrivo per Facebook: si chiama Al e sarà un assistente virtuale che eviterà agli utenti la pubblicazione di foto imbarazzanti sul famoso social

(Fonte foto: www.palaeodeserts.com)

(Fonte foto: www.palaeodeserts.com)

A quanti di noi è capitato di uscire con gli amici, alzare un po’ il gomito e poi scattarsi un selfie  con lo smartphone e postarlo sui social network? E a quanti di noi è capitato di sentirsi profondamente imbarazzati, il giorno dopo, di vedere la foto che abbiamo postato da ubriachi? Bene, sappiate che Facebook ha sviluppato un vero e proprio assistente virtuale, Al, che eviterà la pubblicazione di foto imbarazzanti sul social.

STOP ALLE FOTO IMBARAZZANTI SU FACEBOOK A diffondere la notizia dell’arrivo di Al, la nuova funzione di assistenza virtuale su Facebook, è stato Yann LeCun, colui che dirige il Facebook Artificial Intelligence Research Lab, in una intervista rilasciata a «Wired USA». Il ricercatore ha parlato di Al come di un assistente digitale che basa la sua attività sul riconoscimento di immagini, distinguendo tra un viso normale e un viso alterato dall’alcol. Se il sistema riconosce che i tratti del viso in questione sono alterati dall’alcol, scatta l’allarme che suona pressappoco così: «Il tuo capo, la tua mamma, la tua fidanzata: sono solo alcune delle persone che potrebbero vedere quello che stai per caricare online. Sei proprio sicuro di volerlo?».     

LeCun aggiunge che la prima versione di Al riguarderà soltanto la pubblicazione di foto, ma che il progetto vorrebbe comprendere qualunque tipo di pubblicazione, in modo da evitare qualsiasi figuraccia: «Quello che serve è una macchina che possa realmente comprendere i contenuti e le persone, mettere insieme tutti i dati raccolti e proteggere la privacy delle persone».

FacebookDEEP LEARNING O APPRENDIMENTO PROFONDO – La tecnologia che sta alla base della costruzione di Al, l’assistente virtuale di Facebook a cui sta lavorando il team di LeCun, è quella del deep learning, cioè dell’apprendimento profondo. Questa tecnologia, peraltro già utilizzata dal colosso di Manlo Park (California) per suggerirci i nomi dei nostri amici quando stiamo taggando una foto, è un «insieme di algoritmi di apprendimento automatico che simula astrazioni di alto livello», cioè i neuroni cerebrali umani.

La scommessa per il futuro del team di LeCun e, in generale, di Facebook è quella di una maggiore e più approfondita conoscenza delle interazioni che intercorrono tra intelligenza umana, intelligenza artificiale e robotica; interazioni che potrebbero offrirci una migliore esperienza di fruizione online. Ma la nostra privacy? La tutela delle nostre informazioni personali? È sul piano etico che qualcosa non quadra.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews