Agguato a Montecitorio

Probabile la richiesta di utilizzo delle intercettazioni per il caso P3. I finiani hanno il dente avvelenato e potrebbero votare si. Tremonti: «Cassetta di mele marce»

di Nicola Gilardi

Camera dei Deputati

Pericolo agguato nel Pdl. La Procura di Roma potrebbe chiedere l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni relative al caso P3. Le ripercussioni sarebbero notevoli per gli uomini nell’occhio del ciclone: Verdini e Cosentino. Alcuni nel Pdl vogliono prendere la palla al balzo e liberarsi di queste figure.

Il premier ce la sta mettendo tutta per serrare le fila nel partito e ristabilire la linea unica, ma lo sfilacciamento continua, tanto che anche Tremonti ha dichiarato:  «Non si tratta solo di una mela marcia. E’ venuta fuori una cassetta di mele marce», sottolineando poi la «questione morale» che sta crescendo.

In prima linea, a tessere la tela dell’agguato ci sono i finiani, capitanati da Italo Bocchino che lancia segnali agli indecisi del partito: «Il voto segreto consentirà a molti dei berlusconiani di esprimersi liberamente, di chiudere questo capitolo che Berlusconi tiene aperto». Il riferimento è al gruppo di Liberamente che gode dell’appoggio di Frattini, Carfagna, Gelmini e Prestigiacomo.

Anche Stefano Caldoro ha dimostrato le sue diffidenze dichiarando: «Il ciclo di Cosentino è finito». L’astio fra i due c’è, in molti sostengono che il dossieraggio per screditare il governatore della Campania ci sia effettivamente stato. In Parlamento anche qualcun altro la pensa così e potrebbe sfruttare il caso per “fare pulizia”.

Le simpatie dei finiani nei confronti del coordinatore della Campania sono state sempre pochissime e in molti vedono l’occasione non solo per allontanarlo, ma anche per arrivare a poltrone di vertice nella regione. Anche Denis Verdini ha qualche nemico nel Pdl. Alcuni deputati non hanno molta simpatia nei suoi confronti e potrebbero decidere di liquidarlo.

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

Cercando di fare le somme, si potrebbe arrivare intorno ai 50 deputati. Il voto segreto, infatti, consentirebbe ad alcuni deputati di non seguire le indicazioni del partito. Il numero è abbastanza consistente per autorizzare l’utilizzo delle intercettazioni e creare scompiglio nel partito, ma anche nel governo. L’opposizione è alla finestra e attende il minimo vacillo per chiedere le elezioni.

Sarà un’estate impegnativa per Silvio Berlusconi. Nonostante l’impegno di riorganizzare il Pdl, lo sfilacciamento sembra essere sempre più grande. Gli uomini di Fini sembrano avere il dente avvelenato e non lo nascondono. Ma non l’unica area ad avere qualche dubbio. Le dichiarazioni di Tremonti sulla questione morale non possono essere sottovalutate. Il rapporto fra il ministro dell’Economia e il premier ha avuto qualche scricchiolio.

Crescono gli ostacoli sul percorso di Berlusconi. Il ddl intercettazioni è il primo in ordine cronologico, infatti c’è da decidere che fare degli emendamenti presentati in Commissione. Sullo sfondo, però, si gonfia il caso P3 e gli sviluppi potrebbero portare a un bello sconquasso.

Foto: www.wikimedia.org; www.criminologia.it; www.politikos.it

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