Afghanistan, via libera al processo di transizione

Karzai - Obama

Lisbona – Al vertice Nato di Lisbona, i capi di Stato e di governo dell’alleanza atlantica insieme ai 48 rappresentanti della missione Isaf hanno dato il via libera al processo di transizione in Afghanistan da attuarsi fra il 2011 e il 2014. L’obiettivo è quello di trasferire progressivamente le responsabilità della sicurezza del Paese al governo afghano. È la prima volta che è stata definita unexit strategy concreta e dettagliata ad una guerra che dura da 9 anni. Il dossier afghano è stato al centro di un lungo dibattito tra il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il presidente Hamid Karzai che oggi avrà anche un colloquio bilaterale con Obama. Non è un mistero che le relazioni tra la Casa Bianca e Kabul rimangano tese. Tuttavia il presidente Usa, dando prova di grande equilibrismo, è riuscito da un lato a rassicurare il governo di Kabul sul fatto che la transizione “ad una piena responsabilità e leadership afghana nel settore della sicurezza sia irreversibile”, dall’altro ha comunicato agli alleati che firmerà un accordo di partnership con Karzai che estenda l’assistenza della Nato anche oltre il periodo di transizione, dopo il 2014.

Il sostegno della Nato all’Afghanistan sarà subordinato a delle condizioni. Il documento finale sottolineerà la necessità che Kabul rispetti “i suoi obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani, in particolare nei confronti delle donne”. La Nato continuerà ad appoggiare gli sforzi effettuati dagli afghani al fine di reintegrare quei membri dell’insorgenza che rinuncino alla violenza, al terrorismo e accettino la Costituzione afghana. Obama con questo messaggio, sebbene sia riuscito a tranquillizzare gli alleati sul trasferimento di responsabilità agli afghani, ha lasciato trapelare l’incertezza sulle sorti della guerra e sull’effettiva capacità del governo afghano di prendere la guida del Paese. I soldati afghani non sono ancora abbastanza addestrati per tener testa ai Talebani. Il Fondo monetario internazionale ha stimato che l’Afghanistan per mantenere un esercito di tal tipo avrà bisogno di aiuti “almeno fino al 2023”.

Forze Isaf in Afghanistan

Forze Isaf in Afghanistan

A questo scopo l’Italia contribuirà inviando altri 200 addestratori. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, a margine del vertice di Lisbona ha riportato i ringraziamenti del presidente Obama per la decisione presa dal governo italiano riguardo all’invio di agli istruttori in Afghanistan, aggiungendo che “l’addestramento è il biglietto da visita per la transizione, più e meglio la faremo, prima ce ne andremo”. Frattini ha aggiunto che affinchè la transizione avvenga è necessario creare le condizioni perché il governo afghano governi, ricostruendo le istituzioni, addestrando le forze di polizia e le altre Forze armate. “Questo significa essere vicini al popolo afghano”. Con gli ulteriori 200 addestratori l’Italia diventerà il Paese che ha il più elevato numero di addestratori in Afghanistan, dopo gli Usa. Al vertice Isaf, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aggiunto che l’Italia rimarrà vicina a Kabul anche dopo il 2014, a conclusione del processo di transizione “affinchè gli sforzi che tutti insieme abbiano fatto abbiano effetti duraturi”.

Margherita Kochi

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