Ad Assisi Vinicio Capossela porta la sua Ombra sotto i riflettori

Di scena al Teatro Lyrick di Assisi il tour teatrale di Vinicio Capossela dal titolo Ombra, Canzoni della Cupa e altri spaventi

Il cantautore Vinicio Capossela (foto di Chico De Luigi)

Il cantautore Vinicio Capossela (foto di Chico De Luigi)

Canzoni della Cupa mi ha dato la possibilità di declinare due concetti che sono alla base della condizione umana, la polvere e l’ombra. Lo spettacolo Polvere si è svolto all’aperto, in una specie di campo di stoppie, un’evocazione insieme ancestrale, agreste e di frontiera. Ora, al chiuso dei teatri, iniziamo ad avventuraci nella zona dell’Ombra, zona meno definita, dove il materico scompare per lasciare il campo alla proiezione dell’inconsistente”. È così che Vinicio Capossela presenta il suo tour teatrale Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi che, sabato 18 marzo 2017, va in scena al Teatro Lyrick di Assisi.

DALLE EVOCAZIONI ANCESTRALI VERSO UN IMMAGINARIO MISTERIOSO

In Umbria il cantautore si ripresenta ancora grazie all’Associazione Moon in June, che già la scorsa estate lo aveva portato ai Giardini del Frontone di Perugia, in collaborazione con la Fondazione SergioPerLaMusica. Quella volta il live metteva al centro la prima parte del suo disco con il tour estivo Polvere, uno spettacolo “dalle evocazioni ancestrali, agresti e di frontiera”. Stavolta ad Assisi ci sarà molto più mistero e oscurità visto che Capossela mette sotto i riflettori l’Ombra. Al centro dello spettacolo, accanto alle Canzoni della Cupa, troveranno infatti posto anche altri brani del suo repertorio, che a questo immaginario oscuro e misterioso dell’Ombra sono legati a doppio filo.

ESTETICA RIVELATRICE DELL’OSCURO

“L’Ombra – racconta Vinicio Capossela – è come una grande scatola in cui abbiamo buttato fin da bambini le cose che abbiamo temuto di mostrare. L’inconscio personale e quello collettivo stanno in questa grande scatola. Un’Ombra che non nasconde ma rivela: sentimenti, assenze, malebestie, animali totemici, radici, proiezioni, ritrovamenti, defunti, archetipi, draghi, duplicità, governi, personalità. Ogni volta che una passione ci proietta oltre noi stessi essa genera un’Ombra, questo confine labile tra luce e tenebra, tra coscienza e incoscienza. Tra sogno e consapevolezza”. Il periodo dell’Ombra per il cantautore è partito ufficialmente nel giorno di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), festività della tradizione contadina in cui vengono benedette le stalle e i campi con grandi falò e si dice che gli animali parlino: nell’occasione, Vinicio Capossela si è esibito alla Focara di Novoli e ha diffuso il video di Scorza di Mulo, brano contenuto in Canzoni della Cupa.

La copertina dell'album Ombra

La copertina dell’album Ombra della Cupa e altri spaventi

UN MOTO DI ROTAZIONE AL CONTRARIO

“Viviamo nell’illuminazione violenta e artificiale, abbiamo perso i mezzi toni, le ombre sono fisse, nude e nitide…per questo vogliamo restituire il tremore alle ombre, la loro mobilità fragile. Perché l’Ombra non ci segue, ci spinge. È lei a coprire noi, calpestandoci. Perdere l’ombra è perdere l’anima…è passare dal neon accecante della vita al nulla della morte. Abbiamo bisogno della nostra Ombra per farci interi. È un viaggio, un’impresa per completare il cerchio e riconoscere noi stessi. Una vera e propria rivoluzione, come quella che fa ogni giorno la terra girando attorno al sole”.

Ed è in questa ipnosi che si propone di trasportare lo spettacolo di Vinicio Capossela, a mezzo di strumenti ad arco e a corde, a mezzo di ombrografi e di generatori d’ombre: un concerto per umbrafili, alla corte di Ipnos, il sonno che incanta.

Antonio Giordano

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