Acapulco, migliaia di turisti bloccati nel post-uragano

Una delle drammatiche immagini delle inondazioni che hanno colpito Acapulco (Washington Post)

Una delle drammatiche immagini delle inondazioni che hanno colpito Acapulco (Washington Post)

Acapulco (Messico) – È sempre più drammatica la situazione che si registra ad Acapulco, una delle più note località turistiche del Messico, dove il passaggio in quasi contemporanea di due tempeste tropicali, Ingrid e Manuel (rispettivamente dall’Atlantico e dal Pacifico) hanno causato l’allagamento di gran parte della città, oltre alla morte di quasi cinquanta persone, in uno dei peggiori disastri naturali per la storia della cittadina.

I violenti fenomeni meteorologici hanno, di fatto, isolato la città dal resto del Messico, nel quale si registrano numerosi problemi alle infrastrutture e alla logistica, in misura talmente grave che il presidente Enrique Peña Nieto ha sorvolato le zone più colpite con un elicottero dell’esercito, al fine di valutare in prima persona gli interventi dell’esecutivo centrale.

Per il ministro dei Trasporti, Ruiz Esparza, «l’autostrada che collega Acapulco a Città del Messico è interrotta in circa 20 punti, per cui non sarà possibile riaprirla prima di mercoledì (oggi, n.d.r.), a causa delle frane». Stessa sorte è toccata all’aeroporto General Huan N. Álvarez, situato a circa 30 km dal centro cittadino, nella zona di Acapulco Diamante (dove è maggiore la presenza di hotel frequentati dagli stranieri), che resterà chiuso a tempo indeterminato a causa dell’inondazione che di fatto lo ha reso inabile ad arrivi e partenze, e anche per i blackout che impediscono il ripristino dei servizi basilari.

La situazione per i turisti è drammatica: pur avendo questi terminato le vacanze, non possono lasciare Acapulco. Secondo le autorità, sono oltre quarantamila le persone che attendono di fare rientro a casa, senza che tuttavia possano essere informate su quando questo potrà avvenire.

Numerosi gli hotel che sono stati evacuati con misure d’emergenza, perché inondati di acqua fino ai piani superiori (si sono registrati anche tre metri d’acqua), con retroscena purtroppo immaginabili: saccheggiatori che, sfruttando l’impossibilità delle forze di polizia di sorvegliare tutte le zone colpite, razziano qualsiasi cosa riescano a trovare. La tragedia della povertà e la vergogna dello sciacallaggio che si sommano, drammaticamente, ai numerosi problemi già riscontrati.

Stefano Maria Meconi

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