A New York un parco sotterraneo, ma illuminato dal sole

Una rappresentazione del parco sotterraneo

Roma – James Ramsey, un ex ingegnere della Nasa, e Dan Barasch, ex dipendente del colosso Google, hanno avuto l’idea di realizzare a New York un grande parco sotterraneo che però sia illuminato naturalmente dalla luce del sole.

Così i due hanno realizzato il progetto di questo particolarissimo parco che dovrebbe nascere negli spazi sotterranei un tempo occupati dalla Delancey Underground, il vecchio terminal della metropolitana newyorkese, ora abbandonati.

Come già è accaduto nel 2009 agli spazi della High Line – una vecchia linea ferroviaria sopraelevata in disuso dal 1980 – che sono stati trasformati in un giardino sospeso con prati, alberi, panchine, ma anche spazi espositivi e un anfiteatro per proiezioni e rappresentazioni, anche il progetto del parco sotterraneo si inserisce in un più ampio piano per rivalorizzare le aree urbane dismesse, un modo intelligente per fornire servizi, diffondere il verde nella città e quindi migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.

Ovviamente dietro a un progetto di questo tipo c’è un grosso sforzo tecnologico, soprattutto perché lo scopo è quello di mantenere i principi dell’eco sostenibilità e dell’agritettura – il felice connubio tra architettura e agricoltura – che stanno caratterizzando non poche iniziative architettoniche nella Grande Mela.

Il giardino sospeso realizzato sulla vecchia High Line

Per sfruttare la luce solare nonostante la profondità a cui si svilupperà l’area verde – la vegetazione ha bisogno dei raggi solari per compiere la fotosintesi clorofilliana – fior di ingegneri hanno messo a punto un sistema di ultima generazione basato sulla rifrazione della luce solare su un complesso sistema di enormi lenti grazie a cui luce e calore saranno convogliati nell’area interessata, dove un distributore solare fornirà alle piante la luce di cui hanno bisogno e agli esseri umani la sensazione di essere all’aria aperta, nonostante si trovino alcuni metri sotto terra.

Oltre a questo un sistema a fibre ottiche isolerà e filtrerà i raggi ultravioletti – i famosi Uv – quelli tanto nocivi per la nostra pelle.

Manhattan così potrebbe ospitare il primo parco sotterraneo al mondo illuminato dalla luce solare,  unendo la riqualificazione ambientale all’innovazione tecnologica, incoraggiate dalle amministrazioni locali, sempre più interessate ad ampliare il verde cittadino, sfruttando armoniosamente spazi quindi sottratti al degrado.

L’unico problema potrebbe essere reperire i fondi necessari a realizzare il progetto, ma lo scorso febbraio i due ideatori del parco sotterraneo hanno lanciato un appello su Kickstarter – il geniale sito di crowdfunding per progetti creativi nato nel 2009 – e non è escluso che in questo modo si riescano a trovare finanziatori e ad avviare i lavori.

New York si mostra sempre più attenta alla riqualificazione di aree e arredo urbano dismessi, alla diffusione del verde – non solo quello pubblico, visto che i newyorkesi sono incoraggiati a creare il proprio orto urbano su terrazze e balconi – e allo sviluppo di aree e iniziative che creino anche coesione sociale.

Francesca Penza

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