A Milano il futuro dell’editoria

Milano – I libri come li conosciamo spariranno? Il fruscio della carta sarà implacabilmente sostituito da  schermi perfettamente retroilluminati? Per acquistare l’ultima novità del nostro scrittore di culto non dovremo più precipitarci in libreria o aspettarne l’arrivo nella cassetta postale ma semplicemente scaricarlo in un click?

A queste e altre domande risponderanno i più grandi esperti del settore il 3 febbraio a Milano, in occasione del primo workshop internazionale dedicato all’editoria digitale, If Book Then, organizzato da Bookrepublic, piattaforma di distribuzione digitale per la piccola e media editoria di qualità, e 4IT Group, “osservatore” del mercato dell’ICT, delle Arti Grafiche e della Business Communication. Se il convegno di giovedì, che si svolgerà presso il Nhow Hotel di via Tortona 35 e durerà tutto il giorno, è destinato soprattutto a un pubblico di specialisti, dato anche il costo elevato della partecipazione (ben 350 euro), è invece aperto a tutti e gratuito (previa registrazione) l’incontro con Peter Brantley, direttore esecutivo della Digital Library Federation, associazione internazionale no profit delle biblioteche, che si terrà venerdì 4 febbraio alle 19 alla Mediateca  Santa Teresa in via della Moscova 28, organizzato -  in collaborazione con If Book Then – da Meet the Media Guru, che dal 2005 promuove incontri con i protagonisti della cultura digitale e dell’innovazione.

In un tempo in cui il futuro delle “sale ologrammi” (spazi fisici in cui interagire con persone e cose reali e virtuali)  profetizzate da Star Trek e citate dallo stesso Brantley non sembra più impossibile né lontano, i due incontri si pongono come base di partenza per un dibattito ragionato, e ancora in fieri, su un domani che non riguarda solo il libro come oggetto, ma tutto ciò che la rivoluzione in corso oggi, benché sotto molti aspetti ignorata o minimizzata, comporta: i mutamenti economici, sociali e culturali che portano con sé il passaggio dal cartaceo al digitale. Basti, ad esempio, pensare a un domani in cui invece che sui sussidiari i ragazzi studieranno sugli ebook, con conseguenze epocali sull’industria libraria ma anche sull’informazione e sui metodi stessi dell’apprendimento.

Nel frattempo, qualcuno può spiegarci come (e dove) chiedere un autografo nell’era digitale?

Giulia Masperi

Foto via:  http://media.wired.it/uploads/599×337/201052/if_book_then_6052.jpg

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