A Herta Müller, 56enne rumena di lingua tedesca, il Nobel 2009 per la Letteratura

Autrice di poesie, racconti, saggi e romanzi ha esplorato il dramma della dittatura di Ceauşescu

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Il principio fondante della Svenska Akademien nell’assegnazione del Nobel per la Letteratura è “l’ispirazione idealistica” che pervade l’opera del premiato e il prossimo 10 dicembre sarà Herta Müller a ritirarlo, scelta per la capacità con cui “con la forza della poesia e la franchezza della prosa, descrive il panorama dei diseredati”.

L’autrice vive a Berlino, ma le sue origini si radicano nella regione del Banato Svevo, passata alla Romania dopo la Seconda Guerra mondiale e da sempre abitata da una minoranza germanofona. Dalla sua Heimat (patria, concetto forte e sentito nella sua opera Heimat ist, was gesprochen wird. Rede an die Abiturienten des Jahrgangs, Gollenstein 2001) fugge nel 1987, osteggiata come scrittrice che intende la letteratura quale libera critica al totalitarismo e impossibilitata a lavorare dopo il rifiuto di collaborare con la polizia segreta.

Nella difficile condizione di esule, che vive il disorientamento di essere considerata rumena in Germania come prima era vista quale tedesca in Romania (tematica chiave del romanzo In viaggio con una gamba sola, Marsilio 1992), la Müller trova spazio per liberare dalla censura le sue opere precedenti e denunciare, con una lingua ed una forma poetica e lirica, con ardite metafore che usa come strumenti stilistici, dopo averli sperimentati quali espedienti per eludere i divieti d’espressione, il dolore di un popolo oppresso da una feroce dittatura.

Tra i diseredati di cui descrive la tragedia, solo in parte riscattati dall’odierno riconoscimento letterario, vi sono gli studenti e gli intellettuali cui viene interdetta la libera formazione di uno spirito critico, soffocati mentalmente ed emotivamente (Il paese delle prugne verdi, Keller 2008), ma anche e soprattutto le donne, vittime due volte, perché logorate da un sistema politico definito come “fautore di cimiteri” e sessualmente ricattate all’interno delle fabbriche negli anni del regime.

In Italia la sua opera non ha goduto di una grande fortuna editoriale, escludendo il recente impegno dell’editore Keller di Rovereto, ma grazie alla sensibilità degli organizzatori dell’ultimo Festivaletteratura di Mantova l’autrice è stata presente alla kermesse (settembre 2009) e forse ora l’eco del Nobel sarà stimolo alla traduzione della sua vasta produzione saggistica e poetica, ancora inedita nel nostro Paese.

Laura Dabbene

Link:

http://www.kellereditore.it/

http://www.festivaletteratura.it/2009/schedaautore2009.php?autid=1961&ed=2009

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