A Cagliari, dopo la guerriglia, continua la protesta dei pastori

Il Movimento Pastori Sardi assedia via Roma e viene caricata dalla polizia. Da due giorni presidia il palazzo dell’assemblea regionale e occupa la sala riunioni della terza commissione consiliare

di Sabina Sestu

Cagliari – La tensione è stata davvero alta martedì a Cagliari davanti al palazzo del Consiglio regionale per la manifestazione indetta dal Movimento dei Pastori sardi. Il palazzo è stato accerchiato dai pastori che hanno bloccato a lungo tutte le uscite impedendo a chiunque si trovasse all’interno di lasciare l’edificio. Alcuni attivisti con il volto coperto da fazzoletti, hanno anche tentato di entrare da alcune scale laterali ma hanno trovato chiusa ogni entrata. Circa 5000 i manifestanti che hanno preso parte alla protesta di ieri.

Sono decisi a non abbandonare il Consiglio regionale e annunciano una nuova grande manifestazione a Cagliari per la prossima settimana. «Le scene trasmesse dalle televisioni e i racconti dei cronisti sugli incidenti del tardo pomeriggio in via Roma davanti al Consiglio regionale, non fanno bene innanzitutto ai pastori sardi, da sempre tra i migliori – ha dichiarato in un comunicato stampa il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci - interpreti delle vere tradizioni di laboriosità, spirito di sacrificio e grandi dignità del mondo delle campagne dell’Isola. Le legittime rivendicazioni e le comprensibili preoccupazioni per le difficoltà che hanno da tempo investito il settore dell’allevamento, con un’accentuazione maggiore nel comparto ovino, non potranno mai giustificare – ha aggiunto il Governatore – forme di protesta estrema o atti di violenza, sopratutto se degenerano o prendono di mira le forze dell’ordine. Queste ultime anche in questo caso hanno dimostrato grande spirito di servizio e di sacrificio personale, per garantire la civile convivenza anche nei casi di manifestazioni che finora avevano solo provocato disagi ai cittadini-spettatori ma senza trascendere in inqualificabili atti di guerriglia. Mi associo perciò agli appelli al senso di responsabilità che e’ chiamata ad esercitare l’intera classe dirigente sarda, confermando di essere pronto a confrontarmi sui problemi al centro della vertenza nel tavolo unitario convocato per giovedì  a Villa Devoto. Rivolgo però un pressante appello – ha concluso Ugo Cappellacci – affinché identico, se non maggiore senso di responsabilità, venga testimoniata dai promotori della manifestazione, facendo cessare subito ogni forma di presidio e protesta ».

È davvero un bilancio da guerriglia urbana quello che si trae dalla giornata trascorsa nel capoluogo sardo. La via Roma, sul tratto di strada davanti al consiglio regionale, cosparso di cocci di vetro, pietre, lattine e bottiglie di birra, aste di bandiera e la spazzatura di alcuni cassonetti rovesciati dai manifestanti. Cinque manifestanti sono stati arrestati. Feriti due agenti di polizia, uno dei quali è stato colpito al volto da una pietra. Roberto Fresi, 43 anni, di Valledoria (SS)  è stato colpito da un candelotto lacrimogeno della polizia, perderà la vista ad un occhio. I medici lo opereranno per salvargli almeno il bulbo oculare. Anche un fotografo cagliaritano, Mario Lastretti, è stato colpito alla testa da un lacrimogeno mentre stava svolgendo il suo lavoro.

Ieri incontro con le istituzioni, alle ore 15,00 a Roma in via XX Settembre presso il Ministero delle Politiche Agricole, di tutte le regioni interessate alla crisi del comparto agropastorale italiano. La Coldiretti condanna gli atti di violenza sfociati ieri a Cagliari. «Occorre condannare le violenze e isolare i provocatori che, così facendo – ha dichiarato   il presidente della Coldiretti Sergio Marini – stanno gravemente danneggiando la lotta della stragrande maggioranza dei pastori che in questi mesi si sono, in maniera determinata, ma pacificamente mobilitati per garantire un futuro ai propri allevamenti senza i quali la Sardegna muore». Felice Floris,  leader del Movimento Pastori Sardi (MPS), ha rilasciato una dichiarazione riguardo agli incidenti di martedì scorso: «Non sarebbe dovuto succedere, con la Digos avevano concordato che gli impiegati sarebbero dovuti uscire da una porta secondaria. Il piano ha funzionato fin quando un consigliere regionale ha deciso di uscire dal portone, sostenendo che a lui i pastori non avrebbero fatto nulla. La folla ha prima inveito contro il politico poi si è avvicinata alla polizia che sentendosi aggredita ha lanciato lacrimogeni».

Dopo l’incontro di ieri con l’assessore Andrea Prato, terminato poco dopo le 23.30, i pastori hanno esaminato le proposte e, ritenendole “troppo vaghe” hanno deciso di continuare l’occupazione.

Foto | http://notizie.tiscali.it,www.ilgiornale.itwww.radio.rai.it

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