I giovani e arrabbiati Picasso, Miró e Dalí, che danno inizio all’arte moderna

FIRENZE – La Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze riporta l’attenzione sull’arte moderna con un importante evento dedicato ai tre più grandi artisti spagnoli del Novecento.

Dalí, Ritratto di mia sorella, 1925

Picasso, Mirò, Dalì. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità racconta fino al prossimo 17 luglio la produzione giovanile dei grandi artisti spagnoli Pablo Picasso, Joan Mirò e Salvador Dalì e il percorso che li accomuna e che ha permesso loro di esprimere, in maniera diversa, la propria idea di arte e di mondo. I tre grandi artisti vengono accostati infatti per via della loro concezione di arte a servizio della politica e per la voglia di raccontare la loro idea di politica attraverso la pittura e la scultura.

 

Dedicata ai maestri che hanno avuto un ruolo decisivo per gli esordi dell’arte moderna, la mostra prende in esame il periodo pre-cubista di Picasso con suoi lavori anteriori al 1907, mentre le opere di Miró realizzate fra il 1915 e il 1920 sono presentate in relazione con quelle di Dalí del quinquennio 1920-1925 per porre in evidenza le differenze e relazioni stilistiche che caratterizzano il periodo precedente all’adesione dei due artisti alla poetica del Surrealismo.

Tra le opere esposte per la prima volta nel mondo c’è il quaderno di Picasso Cahier 7 del 1907, che raccoglie gli schizzi per il suo rivoluzionario capolavoro Les Demoiselles d’Avignon, pungoli fortissimi per Dalí e Miró e principio del linguaggio dell’arte moderna.

 

Miró, Pittura-poema, 1927

 

 

L’esposizione, curata da Eugenio Carmona e Christoph Vitali, presenta oltre cento schizzi picassiani, provenienti dai più importanti musei spagnoli, dal Metropolitan Museum of Art e da collezioni private, e più di sessanta opere dei tre artisti cresciuti in catalogna. Tutti e tre raggiunsero poi la fama in Francia, dove Picasso e Mirò scelsero di vivere e costruire la propria carriera, mentre Dalí decise di rimanere in Spagna.

 

Picasso, I due saltimbanchi, 1901

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con il supporto della Soprintendenza per il Polo mussale fiorentino, la mostra è concepita in modo assolutamente innovativo per far vivere al visitatore un’esperienza di completa immedesimazione nella straordinaria atmosfera artistica dei primi anni del Novecento.

 

 

 

 

Una rassegna strutturata come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri e incroci tematici e formali tra i tre grandi pittori spagnoli, “ripresi” all’inizio della loro avventura di artisti “giovani e arrabbiati”. Il percorso comincia con la visita di Dalí a Picasso, nel 1926 (splendido, di quel periodo, è Nudo nell’acqua, 1924 circa), traccia quindi la nascita della modernità attraverso le risposte di Dalí e Miró (mirabili sono Ritratto di mia sorella del primo, 1925, e Natura morta II del secondo, 1922-23), evidenzia l’incrocio fra Miró e Picasso, nel 1917 (distinguibile in Mont-roig: il ponte, 1917) e termina ancor prima dell’arrivo del giovanissimo Picasso a Parigi nel 1900, all’inizio del nuovo secolo (I due saltimbanchi, 1901).

Natalia Radicchio

 

Foto| via l’autore

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