27 gennaio Giornata della Memoria: 5 luoghi e memoriali da visitare

Giorno della memoria memoriale berlino

Berlino – Denkmal für die ermordeten Juden Europas

Come ogni anno il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, dedicata alle vittime della Shoah. Ecco i cinque luoghi legati al ricordo dell’OLocausto che secondo noi andrebbero visitati almeno una volta nella vita.

BERLINO – Il luogo sicuramente più famoso in Europa consacrato al ricordo delle vittime dell’Olocausto, gli Ebrei in particolare, è il Denkmal für die ermordeten Juden Europas o Holocaust-Mahnmal, inaugurato nel 2005 a Berlino. Collocato nel centralissimo quartiere Mitte il monumento, progettato da Peter Eisenman e Buro Happold e realizzato a partire dal 2003, occupa una vasta area, la stessa in cui sorgeva durante il Nazismo il palazzo occupato da Joseph Goebbels: un luogo quindi emblematico in cui erigere le più di 2700 stele in calcestruzzo – di diversa altezza e poste su terreno digradante – pensate dai costruttori per suscitare nei visitatori un senso di perdita e disorientamento.

I pannelli di cemento infatti, tutti di un omogeneo color grigio scuro e disposti con un preciso ordine geometrico su un’immaginaria griglia ortogonale, hanno uguale largezza e lunghezza, ma poggiando su un fondo inclinato creano un effetto di inghiottimento di coloro che cammimando si addentrano in questa sorta di labirinto ordinato. Il messaggio veicolato vuole essere quello di un ordine teoricamente razionale e meticolosamente organizzato – come poteva essere in astratto il pensiero hitleriano alla base del Terzo Reich – che però conduce ad un progressivo e sempre più pesante distacco dell’uomo dalla ragione stessa, accompagnato dallo sprofondare nell’angoscia della dissoluzione dei sentimenti di umanità e socialità, nel buio della solitudine estrema dell’individuo perseguitato.

AUSCHWITZ (POLONIA) - Complesso Monumentale e Museo statale di Auschwitz-Birkenau. Proclamato nel 1979 patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, quello che è stato “il” campo di sterminio per eccellenza almeno nella memoria collettiva è divenuto meta di milioni di visitatori ogni anno. Il complesso sorto nei dintroni della cittadina polacca di Oświęcim comprendeva diverse strutture di cui tre considerate principali e con funzioni diverse – Auschwitz I, Birkenau (Auschwitz II) e Monowitz (Auschwitz III, dove fu deportato Primo Levi) – e circa 45 sotto-campi di corollario, tutti edificati su un’area di oltre 40 chilometri quadrati espropriati a coloro che vi abitavano.

Proprio questa capillare rete di lager, ben più vasta, ampia e articolata rispetto al solo campo reso noto dal suo motto “Arbeit macht frei”, ha fatto sì che nel 2007, su richiesta del governo polacco, la denominazione ufficiale del complesso sia stata modificata in Auschwitz Birkenau – German Nazi Concentration and Extermination Camp (1940-1945). Dalla sua costruzione nella primavera del 1940 all’entrata dell’Armata Rossa, il 27 gennaio 1945, si stima che nella rete dei campi di Auschwitz siano transitati quasi un milione e mezzo di prigionieri: 7000 quelli ritrovati vivi dall’esercito russo.

Chi ha visitato i resti del complesso Auschwitz-Birkenau descrive spesso l’esperienza come “un pugno nello stomaco”, sebbene molto sia stato distrutto dagli stressi tedesch in fuga di quanto costituiva l’originale insieme di edifici che formavano ognuno dei lager, dalle baracche alle aree dei forni crematori.

Yad Vashem - Jerusalem

Yad Vashem – Jerusalem

YAD VASHEM (GERUSALEMME) - Istituito il 19 agosto 1953 con una legge approvata dal Parlamento israeliano, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah – in ebraico  יד ושם – è la realtà che con sistematicità,  grazie al suo sistema congiunto formato da museo, archivio, biblioteca, scuola per gli studi sull’Olocausto  e vari istituti di ricerca,  lavora incessantemente non solo per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime», ma anche per ricordare tutti i non ebrei  «che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah».

Proprio questi ultimi, conosciuti come i Giusti tra le Nazioni, sono ricordati attraverso l’omonimo Viale lungo il quale più di 2000 alberi sono stati piantati in loro onore. Tra i luoghi più toccanti che formano lo Yad Vashem spicca il Memoriale dei Bambini, Yad Layeled, rivolto a conservare la memoria del milione e mezzi di minori sterminati durante il Nazismo; salgono a tre milioni i nomi (riconosciuti) di ebrei uccisi nei campi di streminio nella Stanza dei Nomi, un immenso archivio delle vittime della Shoah ad accesso e consultazione libera, sempre sucettibile di aggiunte.

L’area museale rinnovata e riaperta al pubblico nel 2005 è il secondo sito turistico più visitato in Israele, superando ogni anno due milioni di visitatori.

Holocaust Museum - Washington

Holocaust Museum – Washington

USHMM (WASHINGTON) - Nella capitale degli Stati Uniti ha sede il United States Holocaust Memorial Museum (USHMM), il museo dell’Olocausto ufficiale. Fondato il 22 aprile 1993 l’Holocaust Memorial Museum non è soltanto un museo, ma un’istituzione rivolta alla conoscenza e alla documentazione delle vicende della Shoah, nonchè ad una loro interpretazione in rapporto al passato e soprattutto al presente. Oltre infatti allo studio di quanto avvenuto, il museo statunitense opera in un orizzone di “prevenzione” di eventuali futuri genocidi, rimarcando un impegno costante nella difesa della dignità umana a livello mondiale e nel rafforzamento dei principi della democrazia.

E’ stato proprio l’USHMM, qualche anno fa (nel 2013 precisamente), a rivelare alcuni dati di uno studio interno di prossima pubblicazione secondo cui gli ebrei vittime dello sterminio di massa attuato sotto il Terzo Rech ammonterebbero non a 6 milioni, ma ad oltre il doppio, dai 15 ai 20 milioni. I ricercatori dell’Holocaust Memorial Museum hanno considerato come parte della stretegia di annientamento dei nazisti non solo i lager tradizionali, ma un insieme di strutture che include i ghetti e persino gli ospedali in cui le donne israelitiche erano costrette ad abortire: si pensa ad oltre 42.500 “siti” implicati nel genocidio.

Polin - Varsavia

Polin – Varsavia

POLIN (VARSAVIA) - Tra tutti i musei, memoriali e munomenti dedicati alla memoria dell’Olocausto, tutti meritevoli di una visita, si è scelto di privilegiare in questa Giornata della Memoria 2016 il Polin di Varsavia, inaugurato nell’ottobre del 2014. La storia della Shoah e della persecuzione nazista del popolo ebraico ha infatti proprio nella città polacca uno snodo cruciale: con le vicende dell’aprile 1943, la rivolta del ghetto e la sua repressione, si è scritta una della pagine più rappresentative della tragedia della Shoah.

Edificato esattamente nella zona del vecchio ghetto, il Polin ha individuato il suo obiettivo principale – citando le parole Barbara Kirshenblatt-Gimblett, una della curatrici degli allestimenti – nel  «raccontare una storia che non dia solo il senso dell’Olocausto, ma che vada anche oltre». Disegnato dal finlandese Rainer Mahlamaki, la struttura consta di sezioni espositive permanenti  che illustrano il rapporto e l’incontro tra cultura e popolazione ebrea e le terre polacche, ma anche di mostre ed eventi temporanei rivolti ad un approfondimento della conoscenza del mondo ebraico contemporaneo.

Per la Giornata della Memoria 2016 è, come sempre, in programma una serie di cerimonie.

Laura Dabbene

 

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