16-25 aprile: Settimana della Cultura 2010

Accesso gratuito per 10 giorni in tutti i luoghi statali dell’arte: monumenti, musei e aree di interesse archeologico

di Laura Dabbene

La locandina dell’evento

Il flusso turistico straniero verso le più belle città italiane, da Venezia a Roma, ma anche in direzione dei piccoli centri della Toscana o dell’Umbria non fa che confermare che l’Italia resta in testa alle mete preferite di chi ricerca lo splendore di un patrimonio artistico unico al mondo. Ma anche tra chi in Italia è nato e vive da sempre, risulta in continua crescita il desiderio di conoscere le ricchezze culturali nostrane: i musei grandi e piccoli, i luoghi di cultura, i siti archeologici che svelano le tracce nascoste della nostra storia passata, le mostre che offrono l’occasione unica di vedere riunite opere andate disperse.

È per incentivare ulteriormente questo trend che torna, giunta alla sua XII edizione, la Settimana della Cultura promossa dal MiBac, Ministero per Beni e la Attività Culturali: dal 16 al 25 aprile tutti i luoghi d’arte di pertinenza statale saranno ad ingresso gratuito e sono previste non solo aperture straordinarie o visite guidate, ma una fittissima serie di manifestazioni, quasi 3000 appuntamenti tra laboratori didattici, convegni e conferenze, esposizioni temporanee e incontri rivolti agli utenti di ogni fascia d’età. Se per i turisti provenienti dall’estero sarà una piacevole sorpresa scoprire di poter visitare la Galleria degli Uffizi o il Museo Egizio di Torino senza pagare il biglietto, per tutti gli italiani è d’obbligo consultare il programma degli eventi e l’elenco delle istituzioni che aderiscono all’iniziativa sul sito del Ministero per scegliere quale delle meraviglie nazionali recarsi a scoprire approfittando di questa ghiotta occasione.

La Settimana della Cultura si inserisce in un vasto programma del MiBac che, avviato nel 2009, mira ad avvicinare sempre di più il pubblico, soprattutto italiano, al proprio patrimonio storico-artistico. Una campagna di comunicazione accattivante e capace di attirare l’attenzione anche dei più giovani, unita al successo di precedenti iniziative come quella di San Valentino o dell’8 marzo, sono le carte vincenti che secondo il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, potranno assicurare all’Italia la conquista di un ruolo di leadership nell’ambito dell’offerta turistica culturale e consentire a questo settore di diventare forza trainante dell’economia nazionale.

La speranza condivisa da molti, a partire dal Segretario Generale del ministero Roberto Cecchi, è che questi eventi promozionali, che consentono un accesso agevolato ai maggiori luoghi d’arte statali, dai musei alle biblioteche, costituiscano l’imput per un risveglio culturale, per una rinnovata passione verso tutto ciò che è “bello” e favoriscano il ritorno durante tutto il resto dell’anno.

Il logo del portale del MiBac

A dirigere ed orchestrare questo grande evento è ancora una volta Mario Resca, Direttore Generale per la Valorizzazione, un vero “manager” dei Beni Culturali che ha saputo rinnovare e svecchiare molti aspetti della gestione. Ma un taglio strettamente ed esclusivamente imprenditoriale delle attività di promozione e tutela del patrimonio artistico non è soluzione che possa dare frutti a lungo termine.

Non occorre ricordare tutti i rischi e l’illusorietà di una politica di “sfruttamento” delle ricchezze culturali in termini puramente imprenditoriali e speculativi, tante volte sapientemente sottolineati da Salvatore Settis in ogni suo intervento di denuncia contro i pericoli di una crescente privatizzazione e di una gestione affidata non agli storici dell’arte, ma agli esperti di marketing, ma alla luce dell’imminente Settimana della Cultura è d’obbligo almeno una considerazione.

Per tutelare davvero l’immenso patrimonio storico-artistico serve una politica rigorosa ed attenta, che accanto alla freschezza delle immagini e degli slogan pubblicitari ad effetto sappia riconoscere la primaria necessità di professionisti di settore preparati ed efficienti, presenti nelle Soprintendenze e ai vertici direttivi di musei, archivi, biblioteche ed aree archeologiche. Proprio questo rigore sembra a rischio, quando si viene a scoprire che sovrintendenti in età di pensionamento non saranno sostituiti o che i concorsi sono bloccati o hanno tempi biblici di concretizzazione.

La Settimana della Cultura serva a far riflettere anche e soprattutto su questo.

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