“The Whippoorwill”: il nuovo album dei Blackberry Smoke

Originari di Atlanta (Georgia) e attivi dal 2000, i Blackberry Smoke sono ormai una realtà consolidata nel panorama del southern rock americano. Fautori di un ottimo rock sudista con venature blues e frequenti sconfinamenti nel country, il quintetto di Atlanta è giunto al terzo album in studio, dopo i due ottimi precedenti lavori, Bad Luck Ain’t No Crime del 2004 e Little Piece of Dixie del 2009. All’attivo anche una manciata di ep.

Marchi di fabbrica della band sono senza dubbio la voce roca ma melodica di Charlie Starr e l’ottima chitarra solista di Paul Jackson, egregiamente supportati da una band matura, esperta, in grado di produrre ottime ritmiche e arrangiamenti mai banali. Il risultato è grande musica, adatta ai padiglioni auricolari di tutti; sia di chi, amante del rock duro, cerca una proposta melodica da ”sottofondo”, sia degli amanti del country e della musica leggera.

The Whippoorwill, terzo album dei Blackberry Smoke, prosegue il percorso di maturazione intrapreso dalla band: ci troviamo di fronte ad un album ottimamente strutturato, più lento rispetto ai due (ottimi) predecessori ma probabilmente più maturo nella sua economia generale.

i Blackberry Smoke (foto via: arktimes.com)

Six Ways to Sunday apre le danze: un ottimo rock che traspira blues, sudismo, e festa di paese con whiskey che scorre a fiumi. Pretty Little Lie è una rock leggero che profuma di campagna e viaggio on the road per le strade degli stati del sud.

Everybody Knows She’s Mine è un southern rock tradizionale, così come One Horse Town: due brani perfetti da autoradio, vacanza on the road, sudore e passione. Ain’t Much Left of Me inizia con un corposo giro di accordi. Uno dei brani più avvolgenti e pastosi dell’album, con una ritmica di chitarra piena e sostenuta e un gran assolo con lo slide.

La titletrack The Whippoorwill è un lento blues, dolce e melodico, sorretto da chitarre pulite e un tappeto di pianoforte. Lucky Seven è un gran rock dove il pianoforte è protagonista nella parte iniziale: le chitarre entrano successivamente a dare corposità ad un brano dove l’assolo centrale sembra rubato a Gary Rossington (storico chitarrista dei Lynyrd Skynyrd).

Leave a Scar è uno sfrenato blues country elettrico, serrato e galoppante con accompagnamento di mandolino: un perfetto sottofondo per una rissa da saloon. Si prosegue con il riffone anni ’70 di Crimson Moon: un brano in perfetto stile Lynyrd Skynyrd, dinamico e ben arrangiato. Ain’t Got the Blues è (come chiaramente espresso dal titolo) un blues al sapore di whiskey, sole, e vita di campagna.

Sleeping Dogs è una ballata rock soffusa grondante di southern blues, seguita da Shakin’ Hands with the Holy Ghost, buon rock blues che ricorda alcune melodie degli Ac/Dc. Degno di nota l’ottimo assolo. Up the Road chiude questo ottimo disco: un’ottima ballata con crescendo finale e bell’assolo conclusivo.

Un album coinvolgente, ben strutturato, senza punti deboli. L’esperienza comincia a farsi sentire, e i Blackberry Smoke sfornano quello che è forse il loro miglior album, senza dubbio il più maturo. Un disco perfetto da autoradio, da ascoltare mentre guida alla volta dei luoghi di villeggiatura, sottofondo ideale per un lungo viaggio on the road sotto il sole. Blues, country, rock sudista, classic rock, tutti shakerati assieme in un mix il cui risultato è un cocktail musicale rinfrescante: i Blackberry Smoke dimostrano con questo nuovo The Whippoorwill di aver ben saldo in mano il testimone raccolto da band come Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers Band, Marshall Tucker Band, Outlaws, che negli anni ’70 hanno creato un genere, il southern rock, che conta un pubblico vasto e variegato non solo negli Stati Uniti.

Alberto Staiz

Foto homepage: omg.yahoo.com

 

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