‘Educazione Siberiana’: il libro

educazione siberiana

La copertina di 'Educazione siberiana' (foto via: einaudi.it)

Proprio in questi giorni le sale italiane ospitano Educazione Siberiana, il nuovo lungometraggio di Gabriele Salvatores, con John Malkovich che spicca in un cast di giovani attori. Questa nuova pellicola del nostrano registra Premio Oscar è tratta dal romanzo d’esordio di Nicolai Lilin, classe 1980, scrittore di origine siberiana, ma cresciuto in Transnistria, una regione situata all’interno dell’attuale Moldavia.

Pubblicato nel 2009, Educazione Siberiana è balzato in cima alle classifiche in poco tempo, facendo così conoscere il talento narrativo del giovane scrittore russo naturalizzato italiano. Lilin vive infatti in Italia da ormai dieci anni e gestisce un laboratorio di tatuaggio tradizionale siberiano a Milano. Educazione Siberiana è la storia autobiografica (o fortemente autobiografica) della formazione e della crescita dello scrittore all’interno della comunità criminale siberiana (gli Urka) stanziata in Transnistra. Una comunità criminale molto numerosa, molto ben strutturata al suo interno e regolata da leggi ferree e molto precise.

Il protagonista Kolima muove i primi passi nella comunità criminale con furtarelli e risse adolescenziali, ascoltando attentamente i consigli e gli insegnamenti di nonno Kuzja e di tutti gli altri anziani della comunità, vere e proprie autorità di una stirpe di criminali-guerrieri, che si autodefiniscono “criminali onesti”. Onesti perché vivono secondo leggi ben precise e tradizioni consolidate da secoli che regolano i rapporti all’interno della comunità stessa. Il confine tra il bene e il male come lo intendiamo noi si frammenta, per fare spazio ad una morale di vita inedita e lontana anni luce dai criteri che regolano le nostre vite. Basti pensare a tutte le volte che Lilin accosta le parole “criminale” ed “onesto”: due parole che non potrebbero essere accomunate, ma che nel contesto di Educazione Siberiana combaciano alla perfezione, soprattutto nei passaggi in cui l’autore illustra le differenze tra i criminali siberiani e quelli appartenenti alla comunità rivale di “Seme Nero”, privi di alcuna morale e principio; oppure nelle pagine che raccontano i mesi trascorsi dal protagonista in un carcere minorile, all’interno del quale la comunità siberiana si distingueva, allo stesso modo che all’esterno, da tutte le altre comunità criminali. Tra i siberiani, lo stupro e lo strozzinaggio sono deplorati, l’omicidio deve essere fortemente giustificato, il furto deve essere compiuto solo nei confronti dei ricchi e dello stato, e così via. Ne esce un ritratto della comunità Urka dai tratti epici, a volte romantici, ma sempre dannatamente autentici.

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Nicolai Lilin (foto via: www.zam.it)

Kolima racconta l’educazione criminale di un giovane siberiano attraverso la sua esperienza personale: ne esce un romanzo diretto, che non lascia scampo, estremamente vero, che se talvolta pecca di ingenuità sotto il profilo linguistico, vanta una densità narrativa sorprendente e una capacità notevole di coinvolgere il lettore.

Magistrale il capitolo nel quale Kolima e la sua banda di criminali minorenni si mette alla ricerca dei responsabili dello stupro di Ksjusa, una ragazza autistica appartenente alla comunità siberiana: un viaggio all’interno di tutte le differenti comunità criminali della città, alla ricerca dei responsabili. Ne esce un puzzle di storie, racconti e aneddoti riguardanti tutti i personaggi che i ragazzi incontrano sul loro cammino, appartenenti a differenti comunità criminali (armeni, georgiani, ucraini, etcetc), ma molto spesso solidali con i siberiani nella loro ricerca dei responsabili dello stupro, un atto disprezzato non solo dagli Urka ma anche da molte delle altre comunità criminali, un atto che necessita obbligatoriamente di una vendetta.

Interessante anche il capitolo riguardante i tatuaggi: i criminali siberiani portano la loro stessa storia tatuata sulla pelle, mediante disegni e raffigurazioni che rispecchiano un preciso codice segreto di comunicazione. Saper leggere i tatuaggi significa sapere chi si ha di fronte. Educazione Siberiana è un romanzo sorprendente e inaspettato, che merita pienamente il successo ottenuto: un libro vero, che brilla nel contesto letterario dei giorni nostri, saturo di uscite spesso inutili e di poco spessore.

Nicolai Lilin, Educazione Siberiana, Einaudi, 2009, pp. 343, € 12.50.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.gliamantideilibri.it

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