‘…Like Clockwork’: lo spento nuovo album dei Queens of the Stone Age

queens of the stone age

foto via: loudwire.com

Queens of the Stone Age, la band californiana di Palm Desert, capitanata da Josh Homme e nata dalle ceneri dei Kyuss, sta per pubblicare il sesto album in studio. La creatura di Homme ha proseguito sulla strada dei Kyuss (un pesante e allucinato stoner rock) divertendosi a sperimentare nuove sonorità, sconfinando spesso in altri generi. Il risultato è stato un prodotto, i Queens of the Stone Age, dal sound molto caratteristico composto di pesanti riffoni di chitarra, grandi dosi di psichedelia, libera sperimentazione musicale e la voce disturbata di Homme a condire il tutto. Un prodotto originalissimo che ha saputo sfornare ottimi album e crearsi un meritato seguito di fan appassionati. Sono passati ormai 15 anni dal loro esordio discografico e di acqua sotto i ponti ne è passata molta: tra pochi giorni esce il sesto album in studio della band di Palm Desert, intitolato …Like Clockwork.

Un album di cui si è parlato molto negli ultimi mesi e di cui sono filtrate molte indiscrezioni, tra cui le notizie sulle numerose collaborazioni contenute in esso (dai “consueti” Nick Oliveri e Dave Grohl, a Elton John, passando per Trent Reznor), coadiuvate dalle dichiarazioni di soddisfazione di Homme e soci per il risultato in corso d’opera: un’operazione di “pompaggio” mediatico che presagiva l’uscita di un imminente nuovo capolavoro dei Queens of the Stone Age. Capolavoro che in realtà …Like Clockwork non è. Ci troviamo infatti per le mani un album molto disomogeneo dove alcuni buoni spunti finiscono annegati in riff inconcludenti senza spina dorsale, e in sperimentazioni poco riuscite.

Si parte con Keep Your Eyes Peeled, che vanta la collaborazione di Jake Shears, leader della pop band Scissor Sister. Un brano dall’incedere psichedelico, costruito su di un riff dissonante e ossessivo che si apre su un ritornello più aperto e arioso. Un brano discreto, ma poco identificabile. I Sat by the Ocean è un rock allegrotto che ricorda certe soluzioni da rock inglese fine anni ’90. Un brano insolito per i canoni dei Queens of the Stone Age, ma in definitiva non da buttare, soprattutto per il suo carattere di immediatezza, finora molto scarsa.

Un giro di accordi di piano dà il via a The Vampyre of Time and Memory, un lento e ossessivo blues psichedelico che però non riesce a convincere appieno. Si prosegue con If I Had a Tail, che vanta la collaborazione di Alex Turner (Arctic Monkeys), Nick Oliveri e Brody Dalle (The Distillers e Spinnerette). Altro brano poco convincente, confuso, il cui intento rimane poco chiaro dall’inizio alla fine.

Con My God Is The Sun, primo singolo estratto, torna in campo una certa pesantezza, soprattutto grazie a un grasso giro di basso che porta la band indietro nel tempo, a soluzioni vincenti già sperimentate nel passato. Si prosegue con Kalopsia, che vede la collaborazione di Trent Reznor, mente dei Nine Inch Nails. Un inizio da piano bar (in salsa psichedelica) che sfocia in un ritornello distorto e pesante. Un brano da non sottovalutare, ma che necessita di numerosi ascolti per essere apprezzato.

Fairweather Friends è un brano che si fa notare per le numerosissime collaborazioni contenute al suo interno: da Nick Oliveri, a Mark Lanegan alla voce, ancora una volta Trent Reznor e addirittura Elton John al piano. Un brano dove la confusione, ancora una volta, regna sovrana, e la mancanza di immediatezza si impone sopra tutto il resto. Una canzone che rappresenta in pieno la caratteristica generale dell’intero album: buoni spunti che annegano in alcune banalità e in una volontà di sperimentazione a tratti troppo forzata.

queens of the stone age

Josh Homme (foto via: www.letlovegrow.it)

Con Smooth Sailing ritornano soluzioni musicali che sconfinano nel pop rock sperimentale, con sentori che a tratti ricordano certe soluzioni dei Muse. Sonorità sicuramente atipiche per i Queens che ci hanno abituati però ad un alto tasso di sperimentazione. Tuttavia ci troviamo di fronte all’ennesimo brano insipido, come se nella ricetta musicale mancasse qualche ingrediente fondamentale. I Appear Missing è un lungo brano sperimentale dall’incedere monotono e poco coinvolgente. La conclusiva titletrack …Like Clockwork si apre con un triste giro di accordi di pianoforte, che sfocia successivamente in un melodico ma soporifero incedere.

…Like Clockwork è un album che non riesce proprio a convincere e che probabilmente scatenerà i pareri negativi di motivi amanti dei Queens. Come già scritto, diverse buone idee vengono soffocate da un testarda ed eccessiva volontà di sperimentare e mescolare i generi, attitudine che ha comportato una perdita di coesione e identità dell’album nella sua interezza. Le numerose, ma di fatto marginali collaborazioni musicali contribuiscono forse ad alimentare quel senso di confusione che aleggia perennemente su questo album poco riuscito. Troppi generi toccati ma mai approfonditi, e la perdita di immediatezza dei brani, senza contare una consistente assenza di riff, da sempre il marchio di fabbrica di John Homme fin dai tempi dei Kyuss. La batteria di Dave Grohl, presente sulla maggior parte dei brani dell’album appare inoltre spoglia, poco potente, e priva della consueta dinamica. Un album che si presentava come un prodotto di altissimo livello, aspettato con ansia dai fan, ma che non soddisfa le attese. Un passo falso che può servire da lezione a Homme e soci e che, in ogni caso, non cancella tutto quello che di buono questa band ha fatto in passato.

Alberto Staiz

@AlStaiz

Foto homepage: www.almaradio.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

12 Risponde a ‘…Like Clockwork’: lo spento nuovo album dei Queens of the Stone Age

  1. avatar
    Matt 18/05/2013 a 15:56

    Concordo sulla quasi totalità delle cose scritte,avendo ascoltato tutti i 46minuti dell’album e relative tracce:”Era Vulgaris” era già di per se un mezzo fallimento(e dico “mezzo”perchè in esso almeno ci sono tracce significative e spunti interessanti),ora “Like Clockwork”ripercorre le sue orme e come dite voi,davvero troppa,troppa sperimentazione e troppi generi,in un mix che è tutto tranne che ben riuscito.Alcuni brani sembran davvero messi li a tappare un buco e ti dan quella perenne sensazione di incompiuto.Ci si aspettava una svolta,un ritorno deciso a canzoni energiche e “soliti”(ma pur sempre apprezzati)riff pesanti.Invece il tutto ha lasciato spazio a sonorità senza testa ne coda….”like clockwork”è un qualcosa di indefinito:ci si sforza per capirlo ma non ci si riesce proprio.E penso che questo aspetto rimarrà uguale e non cambierà di una virgola…anche riascoltando piu volte i brani.Delusione totale.

    Rispondi
  2. avatar
    Daniele 18/05/2013 a 19:22

    Ma che recensione è?
    Parti sbagliando subito dato che di Jake Shears in Keep Your Eyes Peeled non c’è traccia, mentre ha collaborato in Smooth Sailing.
    Nessuna riflessione, nessuna critica sensata… un’accozzaglia di “poco convincente” e “poca immediatezza”… ma abbiamo ascoltato lo stesso album?
    Di I Sat By The Ocean dici “Un brano insolito per i canoni dei Queens of the Stone Age”… quando le somiglianze con altre canzoni dei Queens ci sono eccome. Non contento poi di Smooth Sailing insisti con “Sonorità sicuramente atipiche per i Queens”…altro strafalcione clamoroso, la assonanza con altri brani è lampante (Leg of Lamb, Turnin on The Screw per fare degli esempi).
    Su I Appear Missing poi sono caduto dalla sedia… “I Appear Missing è un lungo brano sperimentale dall’incedere monotono e poco coinvolgente.”
    Cioè fammi capire, 6 minuti di canzone dalle mille sfaccettature e te la scampi così?

    Fatevi dire che questo album è uno dei migliori dei Queens, e di sicuro uno degli album più interessanti che usciranno in questo 2013, solo un ascolto frettoloso e fazioso può bollarlo come un buco nell’acqua.

    E fatemi aggiungere che non deluderà affatto i fans dei Queens of the Stone Age, I Appear Missing in 2 giorni ha fatto 2 milioni di visualizzazioni e di commenti negativi neanche l’ombra.
    Deluderà i fan dei Kyuss e soliti nostalgici del “non sono più quelli di una volta”; volete una band che faccia le stesse quattro cose per 20 anni? Avete già Ac/Dc, Slayer, Iron Maiden e compagnia cantante… i Queens lasciateli pure a noi “sperimentatori”.

    Album da 8.5!

    Rispondi
    • avatar
      Daniele 18/05/2013 a 19:43

      Mi correggo su Jack Shears, perchè pare che quanto detto nell’articolo sia giusto.

      Rispondi
  3. avatar
    Anonimo 19/05/2013 a 02:48

    NON CAPISCI UN xxxxx

    Rispondi
  4. avatar
    Anonimo 22/05/2013 a 21:31

    Ma che recensione è ?!?! Non concordo una sola parola ….. no comment

    Rispondi
    • avatar
      Valentina 27/05/2013 a 17:42

      scusa, volevo mettere un pollice su al tuo commento e mi è scappato il pollice verso!

      Rispondi
  5. avatar
    parra 24/05/2013 a 13:11

    mi dissocio totalmente dalla recensione, de gustibus ma mi sa che non l’hai sentito piu di una volta, è un gran album

    Rispondi
  6. avatar
    Salvioc 25/05/2013 a 20:06

    Assolutamente in disaccordo con la recensione in questione….siamo al passo dal capolavoro ma mi rendo conto che non e’ un album facile e un ascolto superficiale potrebbe trarre in inganno.

    Rispondi
  7. avatar
    Valentina 27/05/2013 a 17:41

    Io invece non sono minimamente d’accordo, quello che l’autore della recensione trova pesante o monotono io invece lo trovo malinconico e intenso, e di quest’album apprezzo in particolare il non voler “strafare” anche laddove si sarebbe potuto. La voce di Homme ha ormai raggiunto livelli di espressività e di controllo più unici che rari. A mio parere è uno dei loro migliori lavori, quasi al pari di Songs for the deaf (Se solo ci fosse un po’ più di mark Lanegan). De gustibus, comunque, ma magari concedere qualche ascolto in più prima di scrivere non farebbe male.

    Rispondi
  8. avatar
    J 28/05/2013 a 03:59

    Che discone! Non vedo l0ra di strigere la Cd version fra le mani!….

    Finalmente i QoTsA sono tornati!

    Rispondi
  9. avatar
    mark 29/05/2013 a 09:35

    ottima recensione. assolutamente un album scadente, mainstream e privo di grinta…evento mediatico gonfiato fino all’eccesso che si rivela per quello che è, un prodotto assolutamente insipido. è ormai il terzo album dei QOTSA che delude e la parabola è sempre più discendente. capolavori come RATED R o S

    Rispondi
  10. avatar
    mark 29/05/2013 a 09:38

    …capolavori come song for the deaf o rated r sono ormai remoti. inoltre conosciamo homme, la sua avidità e la vicenda della denuncia agli ex kyuss sull’uso del nome. ormai dai QOTSA non mi aspetto più nulla di buono…spero solo nella prossima uscita discografica dei kyuss, ops…volevo dire VISTA CHINO….W lo stoner rock, w la psichedelia! :)

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews