Zucchero? Si ma senza esagerare!

Gli zuccheri, della famiglia dei carboidrati semplici, sono carburante per l’organismo, energia immediatamente utilizzabile, indispensabili per la salute, basta fare attenzione al tipo di zucchero e alla quantità ingerita. Quando se ne assume una quantità superiore a quella necessaria, vengono trasformati in grasso e si depositano nel tessuto adiposo col rischio di sovrappeso, obesità e patologie correlate.

Quando non se ne assumono a sufficienza il nostro organismo è costretto a ricavarli dal tessuto muscolare con conseguente impoverimento della massa magra. Una dieta equilibrata dovrebbe essere composta dal 55 % di carboidrati e di cui solo il 15 % dovrebbe essere composto da zuccheri semplici. In base alle linee guida stilate dall’Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, gli zuccheri andrebbero consumati con moderazione.

Tra gli zuccheri si distinguono: il saccarosio o zucchero comune, estratto da barbabietola e canna da zucchero; il fruttosio, che si trova nella frutta e nel miele; il lattosio, presente in latte e derivati; il maltosio, presente nei cereali. Essendo gli zuccheri di facile assorbimento, provocano un repentino innalzamento della glicemia nel sangue, soprattutto se non ingeriti insieme ad altri alimenti, in particolare contenenti fibre, in grado di rallentarne l’assorbimento.

Come comportarsi? Prima di tutto bisogna distinguere tra i dolci che oltre allo zucchero apportano altre sostanze nutritive (biscotti secchi, integrali, cornflakes) e quelli costituiti solo da zuccheri e grassi (dolci alla crema, caramelle) privilegiando i primi. Essendo gli zuccheri naturalmente presenti in tutti gli alimenti, dalla pasta alla frutta e alla verdura, occorre limitare il consumo di bevande dolci e snack nel corso della giornata, per evitare di assumerne in quantità eccessiva.

Non abusare di caramelle, prodotti da spalmare su pane o fette biscottate come miele o marmellate, e attenzione allo zucchero nel caffè. C’è chi lo preferisce amaro, chi molto dolce, ma questa preferenza, come quella per il salato, si può educare. Basta abituarsi e ridurre gradualmente lo zucchero e il nostro palato imparerà ad assaporare con lo stesso gusto la nostra immancabile tazza di caffè quotidiano. Ricordiamo che tra zucchero raffinato e zucchero di canna non ci sono particolari differenze a livello nutritivo e di salute, la differenza di colore e di sapore è semplicemente dovuta al fatto che lo zucchero di canna non è completamente raffinato e vi sono tracce di residui vegetali come la melassa.

Preferire dunque i dolcificanti? Assolutamente no. Dotati di un potere dolcificante di molto superiore allo zucchero, vengono prodotti in modo artificiale per zuccherare molte bevande o alimenti light, cosi da poter drasticamente le calorie. Pensiamo all’aspartame, all’acesulfame, alla saccarina. Il loro consumo è ormai per molti un’abitudine, ma i dolcificanti artificiali non sono certo indispensabili alla salute, meglio sarebbe educare il nostro palato ad abituarsi a sapori meno dolci. Anche se innocui se consumati nelle dosi consigliate, il loro utilizzo non è consigliabile nei bambini al di sotto dei 3 anni di età e nelle donne in gravidanza o che allattano, e il loro abuso può provocare gonfiori addominali ed avere effetti lassativi.

In seno all’Efsa, European Food Safety Authority, dopo anni di studi e ricerche sulla carcinogenicità dell’aspartame, le preoccupazioni rimangono e si attende per la fine del 2011 un parere scientifico in merito, nonostante l’utilizzo dell’aspartame sia autorizzato in numerosi Paesi. Ancora una volta il modo migliore per essere in forma e mantenersi in salute è quello di seguire un’alimentazione varia, equilibrata e corretta, mangiando un po’ di tutto ma nelle giuste quantità, preferendo prodotti naturali, integrali, frutta e verdura e limitando i peccati di gola.

Claudia Vallini

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