Yulin Festival 2015: la sagra del cane cinese che oltraggia l’umanità

yulin festival

Il macabro scenario dello Yulin Festival

Lo Yulin Festival 2015, massiccia sagra della carne di cane della Cina meridionale, sta per aprire le sue macabre danze con l’arrivo del solstizio d’estate. Domani, 22 giugno 2015, più di 2000 cani verranno uccisi e macellarsi per soddisfare il palato dei cinesi, dinanzi agli occhi oltraggiati del mondo intero.

YULIN FESTIVAL 2015 E IL MASSACRO DEI CANI - Un numero sconvolgente ma destinato a crescere, considerato che durante l’edizione 2013 del Festival furono ammazzati e mangiati più di diecimila cani. La denuncia della strage di cani è stata portata sotto gli occhi mondiali dall’associazione Animal Asia, la quale ha lanciato una petizione online – che ha già raggiunto gli ottantamila consensi – per richiedere al governo cinese di interrompere lo Yulin Festival. L’appello dell’Animal Asia, pubblicizzato dall’hashtag #ItsNoFestival, è tanto coinciso quanto efficace: ‘lo Yulin non è un festival ma una mattanza’.

Un esempio di come vengono uccisi i cani allo Yulin, senza seguire alcuna norma sanitaria (caixin.com)

NON UNA PRATICA FOLKLORISTICA - Nella tradizione cinese non la consumazione di carne canina non è considerata una prassi durevole nel tempo. Sebbene durante la dinastia Han (200-220 dC) la carne di cane fosse considerata succulenta, già con i Sui-Tang (581-907 dC), alimentarsi con ‘gli amici dell’uomo’ era considerato indecente. Questa pratica è tornata in voga solo negli ultimi cinquant’anni per poi iniziare a scomparire gradualmente. I ristoranti dove si consumano carni di cane e gatto nella periferia di Pechino o nella città di Guangzhou si stanno estinguendo.

COME NASCE  LO YULIN FESTIVAL - L’evento è infatti nato soltanto nel 2009 per opera di alcuni commercianti di cani e lede sia alla salute umana che alla dignità degli animali. Il commercio di questi animali è chiaramente illecito. Come testimonia il report di Animal Asia:

La criminalità di questa industria è il suo tallone d’Achille. I cani, come evidenzia il nostro reportage, non vengono allevati in gran numero. Questo non potrebbe accadere perché  si tratta di animali troppo territoriali e suscettibili di contrarre malattie. Allevarli “umanamente” sotto le normative vigenti è troppo costoso. L’industria preferisce così affidarsi ai cani rubati – una situazione che arreca molto dolore e genera violenza in tutto il paese.

FURTO DI CANI E MACELLI CRUDELI - I cani vengono prelevati per le strade cittadine, sedati e avvelenati con cianuro, rinchiusi in gabbie ostili sino al luogo del macello. Senza seguire alcuna norma igienica, gli animali vengono sventrati, uccisi crudelmente e macellati per poi essere venduti a sagre dell’orrore come lo Yulin Festival. Molto spesso, durante questi eventi, i clienti consumano carni infette o comunque provenienti da mercati illeciti. Molte persone si dedicano al furto di cani perché è relativamente redditizio. Tre cani rubati alla strada, per un peso complessivo di 15 Kg, fruttano al ladro circa 150 euro. Moltiplicando questi dati per il numero di cani rubati nel 2013, si arriva alla cifra stellare di un milione e cinquecentomila euro.

La petizione di Animal Asia contro il massacro dei cani in Cina (animalasia.org)

LA CINA CHE ABORRE IL FESTIVAL - Ma lo Yulin Festival è ben voluto solo da una piccola parte, seppur comunque considerevole, di popolazione cinese. L’80% degli asiatici è infatti contraria al consumo di carne canina. Zheng Xiaohe, deputato al Congresso nazionale del popolo, ha avviato una proposta di legge che vieta il consumo e la macellazione di carne canina in Cina, ottenendo circa due milioni di consensi.

Altre terrificanti immagini dallo Yulin Festival (thedailybeast.com)

A prescindere dall’imperdonabile atto di crudeltà contro gli animali, mangiare carne di cane, in queste condizioni, è altamente rischioso per l’uomo. In Cina si registra un’alta incidenza della rabbia negli esseri umani, in quanto, con la macellazione illecita dei cani non vaccinati, è molto semplice essere contagiati dagli animali.

Con la speranza che l’evento venga annullato, è possibile donare il proprio contributo da lontano sottoscrivendo qui la petizione di Animal Asia.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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