Youtuber$: web serie e guest star? Si può! Intervista a Daniele Barbiero

Il cast della serie YoutuberS

Roma – Questa settimana Wakeupnews ha incontrato Daniele Barbiero, direttore e ideatore della serie Youtuber$, “esperimento” di Tv on line che già con la prima puntata ha superato i 6000  spettatori.

- Parlaci brevemente di te.

Non c’è molto da dire. Sono un ragazzo di 23 anni,  laureato alla triennale in Scienze politiche della comunicazione alla LUISS Guido Carli, dove ho iniziato un master in Sceneggiatura televisiva e cinematografica, mia vecchia passione. Qui ho incontrato Gianmarco Delli Veneri, Damiano Ciano e Luigi Tilelli (le altre menti di Youtuber$, ndr): la serie è quindi nata tra i banchi dell’università, ma non direttamente con l’università, la quale però ci ha aiutato con le attrezzature.

- La tua crezione, Youtuber$, è un progetto particolare. Cosa vi ha portato ad  intraprendere questo percorso?

Volevamo raccontare una storia, qualcosa che fosse veramente nostro. Volevamo metterci in gioco, sperimentare ciò che stavamo studiando, utilizzando, però, un argomento mai stato trattato. Sapevamo già che sarebbe stata una serie giovanile, cioè che parlava di ragazzi. Tra i pochi argomenti ancora non affrontati c’era quello dei ragazzi che fanno i video su You Tube: vi abbiamo unito una storia pensata precedentemente e tematiche orizzontali e verticali per ogni personaggio. Il primo passo è stato assegnarci dei ruoli precisi: io, Gianmarco e Damiano siamo gli sceneggiatori della serie; Luigi invece è il direttore di produzione. È stato un progetto partito in sordina, poiché non avevamo attori e possedevamo solo attrezzature private, poco adatte a un progetto così vasto: sarebbe stata una sperimentazione. Invece si sono uniti persone già note negli ambienti delle fiction e del cinema, che hanno coinvolto altre persone e altri ragazzi, tutti a titolo gratuito. Noi ci siamo mossi, intanto, per trovare delle guest star. Man mano che andavamo avanti abbiamo ottenuto contatti con Fiorello, Max Giusti, Antonello Fassari, Emilio Solfrizzi, Piera Degli Esposti e molti altri. Come ci siamo riusciti? Sia per contatti diretti, come Chiara Milani, sia per seminari fatti all’università e passa parola: abbiamo semplicemente chiesto.

- Tutto quindi si può racchiudere nella frase «basta chiedere».

Esatto. Alle case discografiche, per esempio, abbiamo chiesto i diritti per le musiche, spiegando il progetto, e loro gentilmente ce li hanno concessi gratuitamente. Siamo stati fortunati! Di risposte negative ne abbiamo ricevute, ma abbiamo fatto valere quelle positive. Un sì ne tirava un altro, perché chi entrava vedeva il progetto, come si lavorava e capiva che si trattava di un vero team di lavoro: un team che, per quanto giovane, voleva far capire la propria forza e le proprie capacità. Così siamo giunti a personaggi noti come Fiorello, autore della Prefazione. L’idea era fare un omaggio al mondo di You Tube partendo dal fenomeno televisivo per eccellenza (Fiorello, n.d.r.) che salutava la televisione, dimostrando quanto ormai la tendenza fosse rivolta al web. C’è un po’ di malinconia riguardo i programmi televisivi passati,  ma si punta al web: anche Fiorello si emoziona, s’interessa al nuovo.

- Ma diciamolo una volta per tutte: che cos’è Youtuber$? Che trama ha?

La trama, fino alla sesta/settima puntata, non si comprenderà a fondo. Questo perché è una serie che si sviluppa man mano, in cui si scopre qualcosa, s’intreccia qualcos’altro: è una trama in evoluzione. La storia si basa fondamentalmente su cinque ragazzi, videomakers su You Tube, i quali vengono braccati da una figura misteriosa, X-Mask: a loro è connessa la sparizione di altri tre you tubers, anche se non si sa in che modo. Volevamo seguire la serialità americana, che ti lascia con il fiato sospeso e ogni puntata termina con un cliff.  Abbiamo scelto il thriller, perché più si presta a questo genere di serialità, usando tematiche poco trattate.  Nel cinema e nella televisione italiana si tende a ricorrere sempre alla commedia o al dramma a sé stante. Noi abbiamo fatto un’unione di generi: non avremo creato nulla di nuovo,  ma io sono comunque contento del risultato.

- Per questo è giusto chiamarla serie e non sit-com: per distinguerla dalla televisione.

Esatto. Della sit-com ha solo la durata: ogni puntata dura circa 15/20 minuti.

- Come vi siete comportati con l’audio,  il montaggio e gli aspetti più tecnico-pratici? Tutto il team era alle prime armi?

Chi più, chi meno, sì. La truccatrice l’ho scoperta io durante un corto realizzato tempo fa: ricordavo che era brava a disegnare, ma sapevo che non aveva mai fatto una scuola di trucco. I fonici li abbiamo conosciuti leggendo i titoli di coda di un’altra serie: ragazzi usciti da pochi mesi da una scuola e, anche loro, contattati. Stessa cosa per i montatori e il ragazzo che ha fatto il trailer. Insomma, una troupe di non professionisti ma molto professionali. Gli errori tecnici ci sono, ma, ripeto, siamo inesperti. Il prodotto però non ne ha risentito, infatti ci hanno accusato di avere alle spalle una troupe televisiva. Per degli inesperti è un complimento.

YoutuberS, la nuova serie on line, è costruita su toni thriller

- Com’è stato per un regista esordiente dirigere attori esperti? Sono stati collaborativi?

Io mi sono sempre posto rispettoso nei loro confronti, proprio perché più esperti e da più tempo nell’ambiente, e loro hanno ricambiato dando a tutti una mano, anche pratica:  puntuali,  precisi, sapevano le loro parti, hanno accettato consigli e critiche. Portavano le loro idee e hanno migliorato alcune cose. Alcuni si sono stupiti del dover guardare la cinepresa mentre recitavano. Qui si poteva. Siamo su You Tube:  noi possiamo dire quello che vogliamo, il linguaggio è innovativo, differente, e proprio questo, unito alla presenza di attori veri e alla serialità di cui parlavamo prima, è tra le vere innovazioni di Youtuber$. Abbiamo rovesciato il paradigma: gli attori veri che fanno gli you tubers, e non il contrario. La cosa più difficile è stata tenere duro due mesi per una produzione non a pagamento, dove non si può incolpare ma, in caso di contrattempi, si può solo risolvere. Però ce l’abbiamo fatta.

- Ultima domanda. Parliamo delle critiche, arrivate sul web e da te citate, sul fatto che dietro tutta la serie ci fosse una produzione televisiva. Cosa vuoi dirci a riguardo?

Sinceramente non sento il bisogno di difendermi. Credo che il prodotto parli da solo e continuerà a farlo nelle prossime puntate.  Mi spiego meglio. Le critiche sono arrivate e noi non le abbiamo cancellate o fermate,  perché è giusto che ci siano: tutti devono essere liberi di commentare. E poi le critiche sono costruttive. Quelle, però, che contengono la dietrologia credo siano dovute a una disinformazione propria di chi commenta. Ma non è una colpa.  Si vede un video, e lo si commenta senza informarsi. Però, prima di sparare bisogna essere certi di quel che si dice. Almeno secondo me. Certo: le critiche toccano. Ma neanche tanto. Vorrei solo che lo sapesse anche il pubblico. Solo per far sapere la verità; nient’altro. La cosa assurda è che queste critiche sono poste sulla prima puntata, che non è niente. La follia che abbiamo riversato su Youtuber$ deve ancora arrivare. La presenza di attori veri è stata voluta solo per dare un tocco di qualità al prodotto.  Insomma, volevamo solo valorizzare il web e non rubare il posto a nessuno.

La redazione ringrazia Daniele Barbiero per l’intervista concessa, augurandogli buona fortuna per il suo progetto.

Francesco Fario

 Guarda il video del trailer

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=dl6p2Cw1Xws[/youtube]

 

Le foto sono prese dalla pagina facebook della serie


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