Yemen, la ribellione Houthi che sconvolgerà il Medio Oriente

La rivolta militare in Yemen sta coinvolgendo le principali potenze della regione in un conflitto che potrebbe stravolgere gli equilibri regionali

YemenIn tempi non sospetti, poco prima della sua morte avvenuta nel 1953, il fondatore dell’Arabia Saudita, Abdulaziz Ibn Saud affermò con sicurezza che «per noi il bene o il male proverrà dallo Yemen.» Con l’inizio dell’operazione militare “Tempesta decisiva” tale profezia potrebbe avverarsi.

DIVISIONI - Lo Yemen è da sempre diviso tra le due fazioni islamiche: sciita e sunnita; una dicotomia che pervade l’intero Medio Oriente. Con tempismo incredibile – non appena la maggioranza sunnita dell’intera regione insieme alle potenze globali parevano essere in grado di raggiungere un accordo sul nucleare con l’Iran (potenza sciita di riferimento) – i ribelli yemeniti Houthi, sciiti, sono stati sul punto di impadronirsi della penisola. Tale eventualità sovvertirebbe l’intero sistema mediorientale dato che l’Iran avrebbe sotto la sua diretta influenza Iraq, Libia, Libano e Yemen divenendo il proprietario del Golfo Persico (quindi degli accessi strategici al Mar Rosso e quindi al canale di Suez) e sarà in grado di cambiare tutte le regole del gioco, mutando gli equilibri economici ed energetici finora conosciuti.

SVILUPPI – Nonostante l’avvertimento, in una dichiarazione alla tv del Qatar, del ministro degli Esteri yemenita Riad Yissin che aveva ammonito «Se Aden cadesse sarebbe un disastro per la nostra gente», l’operazione “Tempesta decisiva” non è riuscita a fermare i carri armati dei ribelli Houthi. Nelle scorse ore infatti hanno raggiunto il centro di Aden, la roccaforte delle truppe fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi nella zona più a sud del paese. Intanto l’Unicef ha diffuso un comunicato in cui denuncia la morte di almeno 62 bambini. L’agenzia delle Nazioni Unite ha anche sottolineato che c’è una «disperata necessità di proteggerli, le parti in conflitto devono fare tutto il possibile per garantire la loro sicurezza».

PROSPETTIVE - Il paradosso è che l’operazione militare sunnita capeggiata da Arabia Saudita ed Egitto (apertamente sostenuti da Usa e Turchia) potrebbe favorire le organizzazione islamiste radicali come Al-Qaeda e il califfato Isis. Queste sono da sempre in lotta con i ribelli Houthi per cui verrebbero “liberati” da uno dei fronti di combattimento tradizionalmente più importanti. Unica eventualità che potrebbe rendere possibile una negoziazione è la dipendenza degli yemeniti dagli aiuti economici sauditi. Infatti l’alleata Teheran non potrebbe sostenere il peso degli stessi aiuti a causa della crisi del petrolio e delle sanzioni economiche. Ancora una volta l’economia potrebbe giocare un ruolo maggiore dei bombardamenti per raggiungere un accordo accettabile che, con estrema probabilità, proporrà una divisione del potere tra i vari gruppi politico-religiosi dello Yemen. La via del compromesso oggi appare ancora percorribile, ma resta il fatto che i paesi sunniti sembrano pronti ad ufficializzare la nascita di un esercito comune. Un passo importantissimo che in passato non è stato fatto neppure per combattere Israele.

Francesco Malfetano
@FraMalfetano

immagini: www.telegraph.co.uk

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