Yara e una popolazione di morbosi

Yara

Da qualche giorno a questa parte non si fa che parlare dell’omicidio di Yara Gambirasio. I giornali e i telegiornali o parlano di questo o dei mondiali, e spesso si passa da un argomento all’altro con una nonchalance notevole. Ma si è certi che tutto questo è normale?

SCIACALLI - Forse gli italiani dovrebbero ammettere che sono una popolazione morbosa, a cui piace il macabro, gli omicidi particolarmente truculenti. Fosse stato un omicidio “normale”, probabilmente questo caso non avrebbe suscitato tutto questo interesse. Invece no, qui si parla di una ragazza di appena tredici anni sparita nel nulla e poi ritrovata morta con diverse coltellate sul suo corpo e una larga ferita sulla testa. E poi il mistero: chi è stato? Una popolazione da sempre amante della cronaca nera – il clamore che hanno suscitato i caso di Meredith Kercher, Annamaria Franzoni e tanti altri – non poteva non appassionarsi a tutto ciò.

SILENZIO - Davanti a un avvenimento tremendo come la morte di una ragazzina, la reazione dettata dal buon senso sarebbe soltanto una: il silenzio. Invece tutti parlano. Prima di tutto i mezzi d’informazione. C’è però un piccolo particolare. Un fatto terrificante come questo riguarda soltanto la famiglia della vittima, gli amici, e chi ha la competenza di trovare i responsabili. Stop. Gli altri dovrebbero avere la decenza di tapparsi la bocca e rispettare il dolore indicibile che stanno provando le persone che volevano bene a Yara. Ecco, probabilmente la cosa più intelligente l’ha detta la conduttrice e scrittrice Selvaggia Lucarelli la quale su twitter ha scritto: «Discrezione, pudore, riservatezza dei genitori di Yara, sempre lontani dai circhi mediatici, sono il sunto perfetto della parola dignità».

L’unica notizia riguardante questo caso di cui sarebbe giusto parlare in televisione e nei quotidiani è la pessima figura fatta dal ministro Angelino Alfano, il quale pochi giorni fa ha detto: «Le forze dell’ordine, d’intesa con la magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio». Ma come, proprio lui che da sempre si dice paladino del garantismo non aspetta una sentenza per dire chi è colpevole? Ovviamente, però, questo è l’aspetto che interessa di meno agli italiani, troppo impegnati a non lasciare riposare in pace chi non c’è più.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi


foto: oggi.it

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