World Press Photo, ecco nella capitale le immagini premiate nel 2012

Le spose bambine

Le spose bambine

Lo scorso week end ha inaugurato la World Press Photo 2012, mostra fotografica che rimarrà aperta al pubblico fino al 20 maggio, presso il Museo di Roma in Trastevere. Ogni anno, infatti, da 55 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in 9 diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport. I migliori scatti che riguardano queste tematiche sono visibili al pubblico, allestite appunto all’interno del museo.

Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo 2012 sono state 101.254, inviate da 5.247 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità. Sono stati premiati 57 fotografi di 24 diverse nazionalità: Afghanistan, Argentina, Australia, Bosnia ed Herzegovina, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, India, Iran, Irlanda, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Regno Unito e USA. Quest’anno il premio è andato allo spagnolo Samuel Aranda. L’immagine mostra una donna che tiene tra le sue braccia un parente ferito. La pellicola è stata scattata in una moschea di Sanaa, capitale yemenita, allestita come ospedale da campo dai ribelli contro il regime del Presidente Ali Abdullah Saleh, durante gli scontri del 15 ottobre 2011. La foto ritrae un momento straziante e pieno di compassione. Probabilmente non si saprà mai chi sia questa donna che accudisce un parente ferito, ma insieme diventano l’immagine vivente del coraggio delle persone comuni che hanno aiutato a scrivere un capitolo importante nella storia del Medio Oriente.

Infatti, la storia, la cronaca, la guerra, la vita di tutti i giorni, la crisi in ogni angolo del pianeta sono straordinarie finestre di verità, documenti di vita di tutti i giorni. E lo scopo della rassegna non è solo mostrare al pubblico una galleria di immagini belle esteticamente e curate, ma è soprattutto quello di far rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo, riferiti all’anno precedente. Un’esposizione dal significato rilevante, che cattura la vita, con i suoi brutti e catastrofici eventi insieme a quelli più commoventi e gioiosi. Considerando il carattere internazionale della mostra, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

Le immagini allestite riguardano per lo più la rabbia delle proteste di Piazza Tahrir al Cairo, epicentro della primavera araba, ed è passata ancora per le strade della Libia dove il corpo di Gheddafi, alla periferia di Misurata, viene trascinato tra polvere e sangue in una foto premiata con una menzione speciale. Altrove, molto lontano, un altro fotoreporter ha ripreso la vita quotidiana dei sopravvissuti al disastro di Fukushima, guardando dritto negli occhi i loro giorni fra case di cartone e detriti di un terremoto che ha cancellato intere città. Ancora, viene catturato fuori Oslo, il momento dell’arrivo della polizia dopo la strage in cui Anders Breivik ha massacrato 69 persone.

Il dramma vissuto da quattro milioni di americani che, non potendo più pagare il mutuo, sono stati costretti a lasciare le loro case è stato fonte di ispirazione di molti fotografi. Tra i reportage dell’anno c’è quello sulle spose bambine nello Yemen, in Etiopia, in India, costrette a sposarsi addirittura a sei anni. Nel fotoracconto è ripresa New York nel momento di una manifestazione di Occupy Wall Street. Molto belle anche le foto che riprendono la grotta più grande del mondo in Vietnam.

Quest’anno i premiati italiani sono stati sette: Alex Majoli (Notizie generali, Foto single), Paolo Pellegrin (Notizie generali, Storie), Eduardo Castaldo (Spot News, Storie), Simona Ghizzoni (Storie d’attualità, Foto singole), Pietro Paolini (Vita quotidiana, Storie), Emiliano Larizza (Arte e spettacolo, Storie) e Francesco Zizola (Natura, Foto Singole). Un’esposizione sempre molto attraente e curata che merita sicuramente una visita. Tuttavia, c’è da dire che le foto premiate del 2011 avevano un impatto visivo maggiore e forse erano più impressionanti e più belle, rispetto a quelle di quest’anno.

Chiara Campanella

Foto via adnkronos.com; galleriacarlasozzani.org; nationalgeographic.it

 

 

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