World on Fire: il nuovo spettacolare disco di Slash

slash copertina world on fire

La copertina di World on Fire (foto via: www.slashitalia.com)

L’attesissimo terzo disco solista di Slash sta finalmente per arrivare nei negozi, per la gioia di tutti i fan del riccioluto chitarrista ex Guns n’ Roses e Velvet Revolver. World On Fire è il titolo di questa nuova prova discografica, che ha il compito di bissare il successo del precedente disco, il bellissimo Apocalyptic Love datato 2012. Squadra che vince non si cambia: Slash ripropone lo stesso team che lo sta accompagnando fin dal tour del primo disco solista, un battaglione d’assalto composto da Myles Kennedy alla voce, Brent Fitz alla batteria e Todd Kerns al basso, riuniti sotto il nome di The Conspirators. Un sodalizio quello tra Slash e Myles Kennedy che prosegue quindi con profitto, segno che la scelta del chitarrista di affidarsi al bravissimo cantante degli Alter Bridge è stata azzeccata. Nonostante il precedente disco sia uscito meno di un anno e mezzo fa, World on Fire si presenta con una lunga tracklist composta da 17 brani per 77 minuti di musica, segno inconfutabile di una seconda giovinezza di Slash sotto il punto di vista della prolificità compositiva.

UN’APERTURA ESPLOSIVA – La deflagrante titletrack World On Fire, uno dei brani migliori del disco, apre le danze con impatto, velocità e ritmo. La successiva Shadow Life è un altro buon brano, nel quale spicca un gran lavoro in fase ritmica, prima di un ritornello più cadenzato e di un assolo piacevolmente prolungato. Automatic Overdrive è un concentrato di veloce hard rock figlio dei Guns n’ Roses più incazzati. Dopo un pauroso terzetto d’apertura i toni non si smorzano e si prosegue con l’ottimo hard rock fatto di riff e sudore di Wicked Stone, ottimamente bissato dalla successiva 30 Years to Life, un altro cocktail composto in parti uguali da groove, velocità e dinamismo.

È tempo di tirare il fiato con il prolungato arpeggio iniziale di Bent to Fly, un capitolo più cadenzato e melodico, seguito da Stone Blind un massiccio hard rock costruito su un riff dal retrogusto bluesy e settantiano, forte anche di un assolo nel quale Slash mostra tutta la sua bravura. Too Far To Gone è un buon midtempo, trascinante e coinvolgente nel ritornello, cantato da un Myles Kennedy in stato di grazia che non sbaglia un colpo per tutta la durata del disco: l’ennesima dimostrazione del suo talento cristallino.

slash and the conspirators world on fire - rollingstone.com.ar

Slash, Myles Kennedy & and The Conspirators (rollingstone.com.ar)

GRANDE SONGWRITING – Beneath the Savage Sun è massiccia e granitica come nessun brano contenuto nel disco fino a questo momento, e lascia spazio anche a una parte centrale quasi epicheggiante che non stona però nell’economia generale del brano. Dopo un pezzo che si discosta leggermente dai canoni del classico hard rock, Withered Delilah torna a martellare orecchiabili e deflagranti riff di stampo blues. Battleground è una lunga e corposa ballata elettrica caratterizzata da un ottimo arrangiamento, nella quale Kennedy è libero di mostrare tutte le sue capacità canore: uno dei brani migliori del disco per intensità, songwriting e coinvolgimento.

La successiva Dirty Girl è figlia degli Aerosmith più roccheggianti, forte di un gran lavoro ritmico e di un rinnovato senso del groove. Iris of The Storm è articolata e ricca di cambi di umore, prima dell’accoppiata formata da Avalon e The Dissident, altri due pregiati distillati di potente hard rock. La strumentale Safari Inn è un rock blues sudato, terreno fertile per i funambolici virtuosismi di uno Slash in grande spolvero. World On Fire si conclude quindi con The Unholy, un prolungato rock riflessivo nel quale spicca un finale trascinante.

IL MIGLIOR DISCO DELL’ANNO? Che dire? World On Fire è uno dei dischi migliori pubblicati fino ad ora nel 2014 in ambito rock. 77 minuti di ottimo hard rock, rivisitato in tutte le sue componenti dove uno Slash in forma strabiliante fornisce una prova di songwriting eccezionale, coadiuvato da un Myles Kennedy che farebbe impallidire l’Axl Rose dei tempi d’oro, dimostrandosi ancora una volta uno dei migliori (se non il migliore) cantante rock sulla piazza, capace di destreggiarsi tra brani veloci e ballate come se nulla fosse. La sezione ritmica formata dalla coppia Fitz-Kerns non sbaglia un colpo, e fornisce una solida base sulla quale Slash è libero di esprimersi, senza mai sfociare nel pacchiano ma al contrario mettendo in campo il suo gusto e le sue capacità rigorosamente al servizio di ogni singolo brano. Il risultato è un disco bellissimo, coinvolgente e sempre più convincente ascolto dopo ascolto, frutto delle capacità di un gruppo di musicisti affiatati e capaci. Myles Kennedy non ha manie di protagonismo e si ritaglia il suo spazio con classe, mentre Slash dimostra per l’ennesima volta tutto il suo amore per il rock e la sua immutata voglia di suonare e stupire, nonostante una carriera ricchissima di soddisfazioni. World on Fire ha tutte le carte in regola per essere considerato il disco dell’anno.

Voto: 9

@AlStaiz

Alberto Staiz

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