Woody Allen e la Parigi di un’epoca irripetibile

Un immenso amore per una città speciale. Un’ammirazione per un passato irripetibile. Una storia che fa riflettere sulla vacuità delle passioni umane e sorridere come sempre succede quando si tratta di un film di Woody Allen. Questo in sintesi è “Midnight in Paris”, ultima (o per essere precisi penultima dato che già è stato interamente girato il film ambientato a Roma che si intitolerà “Nero Fiddled”) fatica del regista newyorkese, che con questa pellicola ha voluto omaggiare la città europea che più ne ha conquistato il cuore.

La locandina dell'ultimo film di Woody Allen

Presentato all’ultimo Festival di Cannes e arrivato nelle sale italiane in grandissimo ritardo rispetto alla Francia e agli Stati Uniti, il film racconta la storia di Gil, interpretato ottimamente da Owen Wilson, sceneggiatore di Hollywood in vacanza a Parigi con la fidanzata e la facoltosa famiglia di lei. Gil è un tipo sognatore e nostalgico, che si ritrova a capire ciò che realmente vuole dalla vita solo una volta catapultato in maniera stravagante nell’epoca in cui ha sempre sognato vivere, a contatto con i grandi artisti degli anni Venti, da Hemingway a Picasso fino a Francis Scott Fitzgerald e signora.

Oltre alla bellezza della capitale francese, immortalata magistralmente in numerose scene e in una spettacolare sequenza iniziale, Allen esprime in tal modo tutta la sua ammirazione per l’atmosfera e il frizzante clima intellettuale della Parigi del primo dopoguerra, periodo che per lui, visti anche i suoi gusti musicali, è sempre stato un importante riferimento.

Lo stratagemma della trasposizione temporale non è certo inedito nel cinema (e nemmeno per lui, basti ricordare “Il dormiglione” del 1973), ne’ tantomeno il messaggio insito nella storia, ma il modo di attuazione utilizzato da Allen è poetico e ironico al tempo stesso: il fascino di un’epoca suggestiva e irripetibile insieme alla splendida colonna sonora e ad alcune spassosissime gag fanno il resto, rendendo questo film (che si è conquistato l’onore delle cronache anche per una piccola parte interpretata da Carla Bruni Sarkozy) una delle migliori opere del regista americano tra quelle degli ultimi anni.

Andrea Corti

Foto da media-imdb.com e movie player.it

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