Wikileaks e quei segreti di Pulcinella

In copertina su L’Espresso si legge: “Quel premier è un clown”, all’interno dodici pagine dedicate ai nuovi file di Wikileaks, sul sito internet del settimanale “Berlusconi pagliaccio, agisce solo nel suo interesse”, con i link per leggere – in italiano e in inglese – i primi documenti ricevuti dal giornale.

In prima pagina su La Repubblica: “Berlusconi danneggia l’Italia”, all’interno le prime quattro pagine sono dedicate alla vicenda, all’Italia vista dagli Stati Uniti, sul sito internet del quotidiano stesso titolo dell’edizione cartacea e rimando ai cablo pubblicati da L’Espresso, con il link per accedere all’archivio storico dei documenti inerenti l’Italia.

Quello che emerge dai documenti è l’immagine di un’Italia debole, guidata da un pagliaccio che usa il suo potere per il suo personale tornaconto, un leader tale solo sulla carta, un vecchio ridicolo che però è necessario blandire e assecondare perché è un alleato importante, anche se nello scacchiere internazionale non vale niente e guida un paese viziato e lassista, che perdona tutto e non lotta mai.

Le gaffe del presidente del Consiglio, il G8 a L’Aquila, il legame con Putin, tutte cose su cui gli Stati Uniti chiudono un occhio perché Silvio è una buona spalla: sì alla presenza militare Usa nel nostro Paese, no ai controlli sulle granaglie geneticamente modificate importate dagli Usa – la legge anti ogm bloccata da una telefonata – e poi appoggio strategico quasi incondizionato in Medio Oriente. Ecco perché Berlusconi è tollerato.

A questo punto viene da chiedersi quali siano le verità sconvolgenti che tutti aspettavano di leggere e sembra evidente che sia solo l’ennesima dimostrazione di come sia sotto gli occhi di tutti quello che molti italiani, o almeno quelli che tentano di ragionare sulle notizie ben filtrate e manipolate da stampa e telegiornali, immaginano, anzi sanno, ma noi italiani abbiamo sempre bisogno che qualcuno scopra l’uovo di Colombo al posto nostro per poi congratularci e restare comunque mani in mano, incapaci di una qualsiasi reazione.

La reputazione disgraziatamente comica dell’Italia in Europa e nel Mondo è dovuta non solo a Silvio Berlusconi, ma anche ad anni di governi instabili e poco duraturi. E anche questo lo sapevamo già, anche se l’analisi di Ronald Spogli, l’ambasciatore americano a Roma, è molto dettagliata, molto azzeccata e molto pragmatica.

Come se non bastasse, c’è da dire che in tutti i documenti presi in esame si fanno pochi e discreti accenni sulle, diciamo allegre, frequentazioni del presidente del Consiglio e sulle sue chiacchieratissime feste. O festini che dir si voglia. Questo dimostra che, a dispetto di quello che sostengono i suoi seguaci – che non si può giudicare un presidente del Consiglio per le sue abitudini private – Berlusconi è pesato e valutato solo in quanto (scarso) uomo politico.

La cosa veramente preoccupante è una: se lo sanno gli americani, lo sa tutto il mondo, se lo sa tutto il mondo dovremmo saperlo anche noi italiani. Se noi italiani lo sappiamo, com’è possibile che il Paese versi nell’attuale situazione?

Francesca Penza

Foto via: http://laroma.blog.tiscali.it http://www.inaltreparole.net

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