White Book of job: il libro bianco del lavoro che puoi scrivere tu!

Il primo esperimento di scrittura collettiva sul tema del lavoro, attraverso percorsi inediti e modalità... tradizionali

white book of jobEstate. Tempo di vacanze. Che raggiungiate la vostra meta di villeggiatura in treno, in aereo o in automobile o che restiate in città, non abbassate mai la guardia, perché potreste non notare, abbandonato sul sedile di un treno o su una panchina in un parco o sul tavolino di un bar, un White book of job, Il libro bianco del lavoro.

#WHITEBOOKOFJOB, IL PRIMO ESPERIMENTO DI SCRITTURA COLLABORATIVA SUL TEMA DEL LAVORO – White book of job nasce da un’idea di Stefano Saladino, presidente dell’Associazione culturale Luoghi di relazione e fondatore del Digital Festival, in collaborazione con il giornalista freelance Vito Verrastro. Si tratta del primo esperimento di scrittura a più mani sul tema del lavoro: alla presentazione del progetto, lo scorso 23 maggio allo Storytelling Night, una serata organizzata al Talent Garden di Torino per celebrare il racconto in sé e la capacità di narrare storie con linguaggi differenti ma che parlano della comune esperienza della vita, Saladino ha spiegato dettagliatamente in che cosa consiste e che cos’è il progetto.

Stefano Saladino racconta della sua idea di realizzare un libro che contenesse le storie che riguardano il lavoro, la disoccupazione, i cambiamenti, apprese negli anni attraverso il blog Job storytelling. Progetto mai andato in porto a causa dei costi troppo alti. Durante un soggiorno di lavoro a Matera con il giornalista freelance Vito Verrastro, a Saladino viene l’idea di realizzare un “libro bianco”, un libro concepito non in maniera tradizionale, bensì realizzato attraverso la collaborazione attiva e la condivisione della conoscenza di persone diverse ed estranee tra loro sul tema del lavoro. Verrastro accetta di collaborare al progetto.

White book of jobCosì, senza il supporto economico di imprese o istituzioni, ma esclusivamente con l’aiuto di un gruppo di persone che ha messo a disposizione la propria competenza per realizzare il progetto, è nato White Book of job. Cinquecento libri, contenenti ognuno una prefazione, la descrizione del progetto e, a fine libro, la storia personale di Stefano Saladino: per il resto le pagine sono interamente bianche. L’obiettivo è che questi libri circolino tra un pubblico più ampio possibile per raccogliere tante storie diverse scritte a mano e nella propria lingua, esperienze di lavoro o di disoccupazione o di cambiamento. Alcuni di questi libri circoleranno in metropolitana, altri sui treni, qualcuno si perderà, qualcuno diventerà una storia condivisa tra persone che non si conoscono. Altre copie andranno all’estero, in America. Altre ancora in Ucraina, per permettere ai giovani soldati di raccontare le loro storie di lavoro prima che si arruolassero. Un percorso condiviso attraverso il mezzo libro che potrà intrecciare storie di vita di persone che altrimenti non si sarebbero mai potute incontrare, attraverso un viaggio imprevedibile e del tutto inedito.

Ogni libro è rintracciabile perché contiene un numero e un barcode, cioè un codice a barre che ne permette la geolocalizzazione e quindi la tracciabilità. Prendendosene una copia, compilandola e consegnandola a qualcun altro si diventa ambasciatori del progetto. Di mano in mano, il libro verrà riempito dai contributi delle persone – che possono personalizzare anche la copertina, bianca, con frasi o disegni – attraverso una condivisione atipica ma arricchente: piccole storie, aneddoti, frasi, episodi, sfide, che ognuno può aggiungere a proprio piacimento.

White book of jobIL PERCORSO SOCIAL – Naturalmente le copie del White Book of Job seguono un percorso alternativo sui social network: Twitter e Facebook. Attraverso un Qr code presente su ciascuna copia del libro, ci si può collegare direttamente al sito del progetto, www.whitebookofjob.com o ai canali social digitando l’hashtag #whitebookofjob, o quello di ogni singola copia, #wbj001, #wbj002 e così via, segnalando di volta in volta il possesso momentaneo della copia, quindi favorendo la geolocalizzazione del libro. Ci si può anche taggare o fare un selfie con il libro, prima di passare la copia ad un altro “ambasciatore”.

Alla restituzione di tutte le copie del libro – che gli ideatori sperano avvenga di tutte e 500 le copie – partirà la fase due del progetto che potrebbe consistere in serate di reading collettivi, installazione delle copie del libro come opere d’arte contemporanea, trasformazione in digitale delle storie più belle o altre idee che coloro che hanno fattivamente collaborato alla realizzazione del White book of job, possono suggerire. Per richiedere una copia del White book of job o interagire con il progetto si può scrivere a info@whitebookofjob.com.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: www.google.com

 

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