Web-follie: la Francia vuole tassare Google News, l’Italia ci pensa

Il logo di Google News (ortwin-oberhauser.com)

Far pagare Google per fornire il servizio di indicizzazione news, in quanto il motore di ricerca realizza guadagni da quel servizio di condivisione? È quello che il governo francese sta discutendo, sulla scia di quanto Brasile e Germania hanno già fatto in passato.

Lunedì il presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt, e il presidente francese François Hollande si sono incontrati all’Eliseo per discutere una proposta di legge che costringerebbe Google a pagare una tassa, per i contenuti appartenenti alle testate giornalistiche francesi che condivide sulle sue pagine di ricerca.

La questione è nata quando alcuni dei più importanti editori francesi hanno proposto una specie di diritto d’autore sui contenuti indicizzati da Google, preoccupati dal calo dei propri introiti e dall’incremento, invece, di quelli del colosso informatico di Larry Page. Il ministro della Cultura Aurelie Filippetti nel corso di un’audizione parlamentare si è detta favorevole a presentare un provvedimento del genere.

Google ha risposto “picche” alla richiesta, minacciando il governo di togliere i siti giornalistici francesi dai risultati del motore di ricerca. Un risultato che danneggerebbe in primis gli stessi siti di news ed enahce, inevitabilmente, l’utenza. Sono, tra l’altro, in grandissima maggioranza proprio i siti indicizzati ad essere beneficiari del traffico realizzato con la ricerca su Google News.

La questione tra il governo francese e Google è solo una delle moltissime dispute legali che al momento vedono il motore di ricerca contrapposto ai giornali. Pochi giorni fa la ANJ, che rappresenta il 90% dei giornali del Brasile, ha annunciato che tutti i suoi 154 giornali associati hanno seguito le sue indicazioni, vietando a Google di indicizzare il loro materiale nel servizio di Google News.

Il motivo? Fino al 2010 i giornali brasiliani non apparivano nelle ricerche del servizio News, quindi la ANJ ha acconsentito all’inserimento delle testate nei risultati della ricerca. L’incremento del numero di visite (e quindi dei ricavi pubblicitari) di questi due anni è stato ritenuto però “non è stato abbastanza alto”. Così la ANJ ha richiesto a Google di pagare i contenuti che utilizzava, affermando che Google News sfrutta contenuti prodotti da altri e limita l’accesso alle notizie di quel sito a causa delle due righe di anteprima.

Lapidaria la risposta di Google: «È un’idea assurda, come quella di un ristorante che chieda dei soldi a un tassista per ogni turista che gli porta. Se il lettore è soddisfatto della minuscola anteprima che gli diamo noi, allora vuol dire che quella storia non l’ha interessato molto». I primi risultati? Il numero dei visitatori online dei giornali brasiliani è precipitato. Secondo la ANJ è solo questione di tempo, prima che tornino. ma nel frattempo utenti e ricavi pubblicitari languono.

E l’Italia? Stando a “Le Figaro”, ci sarebbero anche gli editori italiani alla finestra, pronti ad unirsi a Francia e Germania che già hanno lanciato la sfida a Google. Una sfida surreale, senza vincitori ma solo vinti. E lo dice uno che sta firmando un articolo per un giornale online.

Francesco Guarino

 

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