Warm Bodies, un amore di zombie – Recensione

Warm Bodies

Locandina del film

In un futuro non troppo lontano, un virus ha contagiato la Terra tramutando gli esseri umani in zombie, ormai sostituitisi in buona parte ai viventi. Tra di essi c’è R (Nicholas Hoult), un giovane zombie che trascorre le sue giornate trascinandosi con i suoi simili all’interno di un aeroporto ormai abbandonato e mangiando cervelli di esseri umani per sopravvivere. Durante una battuta di caccia, R incontra July (Teresa Palmer), figlia del capo della resistenza degli umani contro i morti viventi (John Malkovich), e se ne innamora perdutamente. Salvandola dai suoi affamati simili, R nasconde July in un aereo abbandonato, dove il giovane zombie ha creato la propria casa: sarà l’inizio di una storia d’amore capace di superare il confine tra la vita e la morte.

Tratto dall’omonimo romanzo di Isaac Marion, sconosciuto scrittore giunto alla ribalta grazie ad un breve racconto di sette pagine pubblicato online con il titolo Sono uno zombie pieno d’amore che, ricevendo consensi da parte di un pubblico molto vasto, lo ha incoraggiato ad ampliarlo fino a farlo diventare il suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 2010, Warm Bodies è il racconto di un amore impossibile sulla scia di Twilight, dove però i vampiri vengono sostituiti da zombie affamati di cervelli umani, in tendenza con le ultime produzioni hollywoodiane che si stanno concentrando su questo tema (si veda la serie top d’ascolti The Walking Dead, ormai alla terza stagione, e l’apocalittico World War Z con Brad Pitt, in uscita a giugno). Affidato alla regia di Jonathan Levine, noto al pubblico per il commovente 50 e 50, dove un bravissimo Joseph Gordon-Levitt interpretava un giovane affetto da una rara forma di cancro, il film è la storia di un amore impossibile ed ostacolato alla Romeo e Giulietta (i nomi dei protagonisti non sono casuali), la cui sceneggiatura risente però di forti incongruenze al suo interno (all’inizio del film, ad esempio, il protagonista spiega al pubblico che gli zombie non sanno parlare, eppure man mano che la storia prosegue un intero gruppo di morti viventi acquista magicamente la parola). Incongruenze che forse riescono a sfuggire allo sguardo delle spettatrici più giovani, troppo prese a fantasticare sul bel Nicholas Hoult, bambino prodigio di About a Boy – Un ragazzo, film del 2002 diretto dai fratelli Weitz con protagonista Hugh Grant.

Warm Bodies 2

I protagonisti Nicholas Hoult e Teresa Palmer

Tra una citazione e l’altra, il film non manca certamente di ironia, sottolineata da una colonna sonora indubbiamente intelligente, ma sembra quasi voler ridicolizzare la spaventosa e classica figura dello zombie da sempre presente nell’immaginario collettivo, creando un nuovo tipo di morto vivente al quale risulta difficile credere, perché, si sa, gli zombie non provano emozioni, né tantomeno possono amare (a differenza degli aitanti vampiri di Twilight, i quali, sebbene siano assetati di sangue, hanno per lo meno un cervello capace di provare sentimenti). Se poco riuscita è la metafora dell’essere umano contemporaneo che si aggira per le grandi metropoli come un essere privo di qualsiasi capacità di reazione agli stimoli emotivi e culturali, affascinante è, invece, la categoria degli “Ossuti“, “super-zombie” che hanno volontariamente abbandonato le loro sembianze umane e quel poco di sensibilità che rimaneva loro (anche se, ribadiamolo, gli zombie non dovrebbero averne) per tramutarsi in esseri demoniaci affamati di carne umana, contro i quali gli “zombie buoni” dovranno combattere per riconquistare la fiducia degli esseri umani, guidati da un disincantato John Malkovich, la cui presenza in questo film lascia certamente perplessi.

In sintesi, Warm Bodies è una commedia che prova a darsi un contegno attraverso l’horror, è un racconto che tenta di insinuarsi nell’immaginario adolescenziale ponendosi come l’inizio di una nuova saga, alla ricerca del successo dei film per adolescenti che l’hanno preceduto, dimenticando però che le storie d’amore impossibili, per quanto irreali possano essere, devono avere almeno una trama coerente, altrimenti rischiano di cadere nel ridicolo. Il film uscirà nelle sale italiane il 7 febbraio: preparatevi ad essere inondati da orde di ragazzine innamorate mentre voi magari, biglietto in mano, vi accingete emozionati a vedere uno dei film in lizza per gli Oscar.

David Di Benedetti

@davidibenedetti

[youtube]http://youtu.be/Usrhy4wMg6E[/youtube]

 

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