Voulez-vous coucher avec moi? Guida al sesso in vacanza

“Travelsex”: quaranta pagine di consigli utili per vivere il sesso responsabilmente

di Francesca Penza

Travelsex: una guida per viaggiare e amare in sicurezza

Estate: sole, vacanze, avventure. Di tutti i tipi. E allora la SigoSocietà Italiana di Ginecologia e Ostetricia – lancia “Travelsex”, una mini guida per gestire le situazioni più delicate, ma soprattutto per evitarle.

Tra un concerto ed un cocktail bevuto in riva al mare, i rapporti occasionali rientrano nelle aspettative di gran parte dei, più o meno, giovani viaggiatori.

Francese, tedesco, inglese, svedese, olandese, greco, spagnolo, croato, portoghese, ceco e turco. Sono le undici lingue in cui, grazie all’opuscolo, potremmo dire: “Hai un preservativo? Non possiamo fare l’amore senza”, ma anche chiedere informazioni su farmacie, consultori e contraccettivi.

I giovani italiani sono tra i più impreparati per quanto riguarda il sesso e la contraccezione. Il metodo contraccettivo più usato è il coito interrotto e una percentuale molto alta di giovani non usa correttamente il profilattico. Per non parlare dei metodi ormonali: in Italia solo il 16,3% delle donne usa la pillola.

Durante le vacanze la soglia di attenzione cala ulteriormente ed aumenta il rischio di imbattersi in infezioni, malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate. Se a questo si aggiunge il disagio di essere lontani da casa ed il successivo smarrimento, possiamo ben immaginare quali siano i risultati. Panico, nella migliore delle ipotesi.

La Sigo ed il Ministero della Gioventù propongono una campagna interattiva, anche on line, in cui la conoscenza base della contraccezione “premia” con il Passaporto dell’amore sicuro.

Le vacanze favoriscono avventure e incontri, soprattutto tra i giovani

Sul sito http://www.sceglitu.it tutte le informazioni per accedere programma e tante iniziative per sensibilizzare i giovani.

Anche se verrebbe da chiedersi come mai non venga promossa una campagna per sensibilizzare le famiglie, e non solo in vacanza.

L’ignoranza dei giovani relativamente a “i fatti della vita” non può non essere ricondotta al silenzio dei genitori sull’argomento. Nella migliore delle ipotesi poche parole imbarazzate a cui non segue alcun dialogo o momento di crescita. La famiglia è l’ultimo soggetto a cui i giovani si rivolgono per problemi o dubbi di carattere sessuale.

In realtà il sesso è ancora un tabù ed è ancora colpevolizzato. Manca la libertà di poterne parlare, i corsi di educazione sessuale sono rari ed anche intorno ai 25 anni i giovani continuano a presentare grosse lacune riguardo non solo ai rischi del sesso, ma anche al modo migliore per soddisfare se stessi ed il partner, per condurre una vita sessuale che ci renda persone non solo più felici, ma addirittura più sane.

Il “Travelsex” è un valido aiuto per gestire, nell’immediato, crisi piccole e grandi, ma non è sufficiente per creare la consapevolezza necessaria: il sesso non è sporco, non fa male, non è illegale, non è immorale e non fa ingrassare.

Forse George Bernard Shaw si sbagliava a proposito delle cose belle della vita.

FOTO via/viaggi.libero.it; www.mauriziomaraglino.it; blog.leiweb.it

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