Voto utile. L’utilità secondo Bersani

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Pier Luigi Bersani

Roma – Puntuale come un orologio anche per queste elezioni é tornato l’appello al cosiddetto voto utile. L’idea del voto utile (o come è stato ribattezzato da poco: il voto che serve per vincere) é una balla che i politici usano da sempre. Tale é innanzitutto perché il vero voto utile é il voto dato a chi si preferisce, indipendentemente dalla percentuale che quella lista prenderà.

Parlando di Rivoluzione Civile il segretario e candidato premier del Pd Pier Luigi Bersani ha detto:«Non facciamo nessun patto, ma voglio dire una cosa che va nelle diverse direzioni. Oltre alla politica, c’é la matematica della legge elettorale. Chi non sostiene il Pd, in particolare al Senato e in alcune regioni, fa un regalo a Berlusconi». Come Bersani possa pensare che l’ex magistrato anti-mafia Antonio Ingroia sia d’aiuto a Berlusconi é un vero e proprio mistero. E poi c’è una questione di logica. Perché Bersani anziché blaterale di matematica politica non pensa a cosa gli elettori di Ingroia trovano in Rivoluzione Civile e non nel Pd?

Ancora le liste di Rivoluzione Civile non sono uscite definitivamente ma forse ai suoi elettori non piace il fatto che il Pd candidi Nicodemo Oliverio, imputato per bancarotta fraudolenta, e Francantonio Genovese, indagato per abuso d’ufficio. Bene ha fatto la Commissione nazionale di garanzia del partito ad escludere Mirello Crisafulli, rinviato a giudizio per concorso in abuso d’ufficio, accusato di aver ottenuto la pavimentazione di una strada comunale che porta alla sua villa a spese della Provincia di Enna, e Antonino Papania che ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio, ma non é abbastanza. Per essere credibili gli indagati per bancarotta e abuso d’ufficio non bisogna candidarli. Nessuna eccezione. Perché gli elettori non cercano qualcuno un po’ meno peggio di Berlusconi, ma qualcuno completamente diverso.

Non aiutano gli attaccati alla poltrona: Anna Finocchiaro (in Parlamento dal luglio 1987); Rosy Bindi (dal 1994); Beppe Fioroni (dal 2001); Franco Marini (dal 1992); Gianclaudio Bressa (dal 1996); Cesare Marini (dal 1994 con una pausa dal 2006 al 2008); Mariapia Garavaglia (cinque legislature); Mauro Agostini (tre legislature); Giorgio Merlo (dal 1996); Giuseppe Lumia (cinque legislature).

Il problema di base di questo Pd é infatti che gli stessi i quali in vent’anni non sono mai riusciti a creare una serie alternativa a Berlusconi, non hanno cancellato quando hanno potuto le leggi vergogna di Berlusconi come il Decreto Biondi (1994), Legge Tremonti (1994), Rogatorie (2001), Falso in bilancio (2002), Cirami (2002), Ex Cirielli (2005), che si sono presi gli odiosi privilegi della casta se non addirittura provare ad aumentarli, nell’ultimo anno hanno appoggiato Monti con i loro colleghi del Pdl, non sono riusciti a far approvare una legge elettorale decente e oggi si propongono come la soluzione ad ogni problema.

voto utile
Antonio Ingroia

In più Bersani sta dicendo di tutto per perdere voti: «Non ho mai parlato di patrimoniale in senso stretto» (10 gennaio), «Siamo aperti alla collaborazione (con Monti, ndr)» (14 gennaio), «Monti é un competitore, non riesco a consideralo un avversario» (17 gennaio), «Non intendo fare il Robespierre. Noi una patrimoniale ce l’abbiamo già ed é l’Imu» (18 gennaio). Peccato che il suo alleato Nichi Vendola abbia più volte detto di essere favorevole alla patrimoniale e abbia escluso in modo categorico l’alleanza con Monti, al massimo sarebbe sopportabile un appoggio esterno al governo. E non é un caso che secondo i sondaggi proprio il partito alleato di Bersani, Sinistra Ecologia e Libertà, sta perdendo tantissimi voti da quando Ingroia – che alleato di Bersani non é – si é candidato. Se Bersani sapesse attirare gli elettori di sinistra invece che aprire a Monti il “problema Ingroia” non esisterebbe. Ma la vocazione suicida del centro-sinistra italiano sembra prevalere anche questa volta. E nel frattempo Berlusconi recupera.

Sembra quasi che l’Italia sia tornata indietro di sette anni, alla primavera del 2006. Bersani farebbe bene a rileggersi gli articoli e le analisi del secondo governo Prodi per non commettere gli stessi errori, altrimenti il destino del suo eventuale governo potrebbe essere lo stesso.

Giacomo Cangi

Foto ||  urbanpost.it; sardegnaoggi.it

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Una risposta a Voto utile. L’utilità secondo Bersani

  1. avatar
    claudio 30/01/2013 a 19:39

    Certo, Di Pietro e compagnia sono assolutamente delle new entry.
    Bonelli è uno appena arrivato alla politica dopo i clamorosi successi del passato.
    E’ chiaro che è un diritto votare per chi si crede. Non si discute su questo.
    Dopodiché ci sono regioni come Veneto e Lombardia dove Ingroia non ha nessuna possibilità di prendere seggi. Quindi se il 3% degli elettori vota per lui succede che Berlusconi prende un sacco di seggi e IBC è costretta a trattare con Monti da posizioni di svantaggio.
    Se invece questo 3% votasse IBC allora (sono i dati disponibili al momento) IBC avrebbe la maggioranza assoluta e Ingroia potrebbe far presente che è merito suo. Nello stesso tempo un eventuale dialogo con Monti avrebbe ben altri presupposti.
    Non mi pare così difficile da capire. I seggi per Ingroia restano gli stessi (NESSUNO) però ci fa tutt’altra figura.

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