Voler bene all’Italia – Festa Nazionale dei piccoli borghi

voler bene all'italiaIl prossimo 2 giugno – grazie all’iniziativa Voler bene all’Italia – una costellazione di piccoli borghi distribuiti lungo tutta l’Italia aprirà le porte per accogliere chiunque voglia conoscere il prezioso patrimonio storico-artistico, naturale e gastronomico che racchiude. L’iniziativa, che quest’anno compie dieci anni, si chiama, appunto, Voler bene all’Italia , ed è organizzata da Legambiente insieme a un ampio comitato promotore costituito da oltre 50 realtà territoriali. L’idea è quella di sostenere e valorizzare quei piccoli comuni che il graduale spopolamento e la rarefazione dei servizi rischiano di far scomparire per sempre.

Arroccati sulle colline, affacciati sul mare o stretti tra le montagne, in Italia esistono 5.835 piccoli borghi che contano meno di cinquemila abitanti. Rappresentano il 72% degli oltre 8.000 comuni italiani, il 55% del territorio nazionale e complessivamente registrano oltre 10 milioni di abitanti. Sono una parte poco nota del Paese, ma allo stesso tempo ne costituiscono la spina dorsale per la salvaguardia di tesori artistici unici e di antichi saperi e tradizioni. Hanno anche il  pregio di rappresentare luoghi privilegiati di sperimentazione di buone pratiche in materia di energia, economia verde e gestione sostenibile dei rifiuti: si pensi che 740 comuni tra tutti, producono più energia di quanta ne consumano, grazie all’installazione di sistemi fotovoltaici. In generale il 91% di queste realtà possiede almeno un impianto alimentato da fonti rinnovabili, con un aumento del 10% in un solo anno, passando da 4.988 comuni del 2010 ai 5.496 del 2011. E in fatto di riciclo dei rifiuti, poi, rappresentano più della metà tra le amministrazioni più virtuose, ben 785 su 1290.

Piccole realtà, ma che pensano in grande. Suggestive per la loro bellezza, e lungimiranti per la capacità di proiettarsi nel futuro. Rientrano nel circuito di PiccolaGrandeItalia, la campagna promossa da Legambiente, per tutelarne l’ambiente e la qualità di vita. La regione che ne è più ricca è la Lombardia, ne conta 1.152, pari al 75% di tutti i comuni.
Nella cerchia di questi borghi, troviamo Favignana, in Sicilia, una perla sul mare, la calabra Roccella Jonica, esempio virtuoso nel Sud per la raccolta differenziata, San Ginesio, nelle Marche, che spicca per i suoi prodotti tipici. Poi San Marco dei Cavoti, in Campania, che grazie al suo Torrone e Croccantino si distingue per uno dei migliori made in Italy, Posada, uno dei luoghi più suggestivi della costa orientale della Sardegna.
E poi ancora, risalendo lo Stivale, Tuoro sul Trasimeno, Castiglione d’Orcia in Toscana, Pulfero in Friuli, dal pregevole patrimonio paesaggistico, Molveno, sulle rive dell’omonimo lago, in Trentino.

Questi piccoli presidi dell’identità italiana versano, tuttavia, in uno stato di sofferenza: la popolazione residente è fatta di molti anziani e pochissimi giovani, i servizi scarseggiano, sia quelli sanitari che scolastici. L’occupazione è molto bassa, l’attività commerciale è scarsa. Un disagio abitativo che sta aggredendo molte realtà, e se non si interviene, oltre 1000 di questi comuni saranno destinati a sparire.

È questo il motivo che ha spinto a presentare una legge, sottoscritta da oltre 70 parlamentari, a favore dei piccoli comuni, perché si possa concretamente migliorarne la qualità di vita, sostenere le attività locali e garantire i servizi indispensabili alle comunità.

Intanto i piccoli borghi sono animati da gran fermento in vista dell’appuntamento di domenica, le iniziative in programma sono tante: visite guidate, degustazione di prodotti tipici, percorsi naturalistici, spettacoli folkloristici, mostre e convegni. È così che vogliono farsi apprezzare e amare. Convinti che una loro valorizzazione, come ha spesso sottolineato l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,  rappresenta per l’Italia «una straordinaria opportunità da cogliere».

Valeria Nervegna

Foto via legambiente.it, brindisireport.it, da piccolagrandeitalia.it

 

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