Viviamo su una polveriera atomica

Centrale nucleare

Centrale nucleare

E’ come camminare su un campo minato, ma dalle proporzioni più vaste e dagli effetti ancora più devastanti: le numerose centrali nucleari disseminate in Europa rappresentano un potenziale pericolo per l’umanità. E a più di un anno dai tristi avvenimenti di Fukushima, la paura è sempre presente.

Una ricerca condotta da Decan Butler, successivamente pubblicata da Nature e poi ripresa e analizzata da Greenpeace mostra la dislocazione lungo tutto il territorio comunitario di ben 437 strutture attive, senza contare quindi quelle che sono attualmente in fase di costruzione. Una sorta di pericolo onnipresente che, in caso di situazione critica, potrebbe radere al suolo l’intero Vecchio Continente.

Naturalmente i rischi valgono anche per l’Italia, “circondata” da ben 7 centrali (tre in Francia e altre quattro in Svizzera), che si trovano tutte a ridosso tra la Liguria, la Lombardia, il Piemonte e la Valle d’Aosta. magra consolazione, in caso di disastro totale, è quello che gli effetti causati dall’esplosione di una centrale atomica risulterebbero mitigati dall’azione protettrice delle Alpi, causando i maggiori danni alle regioni del Nord.

Torna quindi a farsi viva l’esigenza, a livello planetario, di un nuovo approccio industriale strettamente connesso al rispetto e alla tutela dell’ambiente e dell’individiduo, con l’utilizzo di energie rinnovabili e fonti alternative di sussistenza. I costi non sarebbero nemmeno alti, secondo quanto spiegato dal WWF, perché aumenterebbero del solo 10%, garantendo tuttavia una maggior sicurezza.

Energia Solare

Energia Solare

Proprio la massima associazione ambientalista, muovendosi contro il rischio di uno scarsa crescita degli investimenti su questo settore  causata da alcune campagne a favore dei tagli agli incentivi, ha dichiarato che: «La crisi climatica, la crisi economica e il peso sulla bilancia dei pagamenti dell’approvvigionamento di fonti fossili dovrebbero indurre il nostro paese a dotarsi di una strategia che, promuovendo le energie rinnovabili insieme al risparmio e all’efficienza energetica, garantisca al Paese la coerenza con le politiche europee e internazionali, un percorso verso la decarbonizzazione e la sicurezza energetica. Gli incentivi vanno modulati con l’obiettivo dello sviluppo del settore delle rinnovabili, garantendo certezze e modulando gli incentivi in base ai prezzi e costi effettivi: a questo servono le leve economiche».

Da qualunque parte si voglia guardare tuttavia, resta sempre il triste fatto che viviamo perennemente nel rischio di una terribile catastrofe globale di cui solo noi siamo i colpevoli.

 

Adriano Ferrarato

 

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