Violenza sulle donne, oggi il mondo in piazza a dire no

Oggi si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne: i dati sulla situazione italiana

Madonna ritratta da Alexsandro Palombo per la campagna anti-violenza (virgula.uol.com.br)

Madonna ritratta da Alexsandro Palombo per la campagna anti-violenza (virgula.uol.com.br)

Roma - Il 25 novembre 1960 il dittatore dominicano Trujillo ordinò l’uccisione di tre donne a causa del loro spirito rivoluzionario. Tre essere umani furono torturati e strangolati ed i corpi furono buttati da un burrone, inscenando un suicidio. Oggi 25 novembre 2015, il mondo intero si ispira a quella drammatica vicenda per ricordare quelle come tutte le donne che subiscono violenze che non hanno giustificazione alcuna. Il ricordo si ripete ogni anno da quando l’ONU approvò  la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, che istituì la Giornata di memoria contro la violenza sulle donne.

EVENTI IN TUTTO IL MONDO – Da New York a Tokyo da Shanghai a Brasilia oggi molteplici eventi riempiranno le piazze di tutto il mondo. Nonostante ciò, l’ONU informa che solo 119 paesi su 193 membri ONU hanno varato leggi sulla violenza domestica e 125 sulle violenze sessuali. Circa il 35% delle donne del mondo ha subito una violenza fisica o sessuale da componenti della famiglia o estranei e i 2/3 delle persone uccise negli omicidi domestici sono donne. Le diversità culturali non possono giustificare la violenza, anche se il ruolo che la donna ha nelle società dei diversi territori cambia inevitabilmente il livello del rischio di subire violenza. Per esempio, andare da turista in alcuni paesi può essere pericoloso per una donna; Human Rights Watch ha stilato poco tempo fa gli otto luoghi nelle quali le donne devono fare molta attenzione: India, Brasile, Turchia, Egitto, Colombia, Guatemala, Messico e Kenya. 

Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella (www.frontierarieti.com)

Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella (www.frontierarieti.com)

IL FENOMENO IN ITALIA – Nel Bel Paese è attiva la rete D.i.Re, cioè donne in rete, con 73 centri che danno supporto alle donne che hanno subito violenza e svolgono un importante lavoro di sensibilizzazione territoriale. Molti centri all’interno della rete fanno un importante lavoro di monitoraggio e raccolta dati sulle violenze. Su quasi 17 mila donne che hanno subito violenze e hanno avuto la forza chiedere aiuto tra il 2013 e il 2014, il 27% viene da un altro Paese e ben il 73% è composto da donne italiane. Il 60% delle donne che ha subito violenza ha un età compresa tra i 30 e i 49 anni. Spesso la precaria situazione economica costringe le donne a tollerare le violenze. L’82% delle donne monitorate hanno subito violenza dai propri partner, una minoranza ha subito violenze da altri componenti della famiglia o da colleghi ed estranei.

VIOLENZA INGIUSTIFICATA - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato oggi che «Contrastare la violenza sulle donne è un compito essenziale di ogni società che si proponga la piena tutela dei diritti fondamentali della persona. L’educazione al rispetto reciproco, nei rapporti personali e nelle relazioni sociali, è alla base del nostro vivere civile.» Intanto però qualche giorno or sono, il 20 novembre, D.i.Re, ActionAid, Wister hanno avuto un incontro a Palazzo Chigi per chiedere maggiore trasparenza nella gestione dei fondi che arrivano oggi a 68 centri, mentre 62 ricevono fondi da privati. Secondo le associazioni mancano i posti letto, soprattutto al Sud. Come spesso accade, tra le parole espresse e i fatti compiuti vi è una distanza che andrebbe per lo meno ridotta.

Domenico Pellitteri

 

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