VIDEO Siria. Bambina nasce con proiettile in testa ma è salva

I medici dell’Aleppo City Medical Council hanno compiuto un vero miracolo. Ferita da un attacco in Siria, una donna ha partorito una bimba ferita alla testa. Salve entrambe

ATTENZIONE. Immagini non adatte ad un pubblico impressionabile.

L’essere umano, quando vuole, sa fare miracoli. È quanto accaduto ad Aleppo, in Siria, in seguito ad un violentissimo attacco missilistico. Una donna incinta e già madre di altri tre figli è rimasta gravemente ferita sotto l’attacco. Dopo essere stata immediatamente trasportata all’Aleppo City Medical Council, i medici siriani sono riusciti a salvare sia lei che la bambina che portava in grembo.

L’OPERAZIONE – È stata un’operazione delle più difficili e rischiose, quella portata avanti in Siria da un gruppo di giovani medici dell’Aleppo City Medical Council. La donna sottoposta ad operazione portava in grembo una bambina che, nel corso dell’attacco missilistico, era stata colpita da una scheggia di proiettile ancora prima di nascere. I medici siriani sono stati, però, talmente bravi da permetterle prima di venire al mondo attraverso un parto cesareo, poi di rianimarsi respirando e piangendo con strofinamenti e massaggi all’uscita dal grembo e, infine, di sopravvivere a un’operazione alla testa utile a toglierle la scheggia di proiettile dal viso.

Siria (corriere.it)

I medici dell’Aleppo City Medical Council autori del miracolo (corriere.it)

UN MIRACOLO – Si tratta di un’operazione straordinaria se non proprio miracolosa, un gesto che dimostra non solo la saggezza e l’acuta dimestichezza dei medici siriani autori dell’intervento ma anche e soprattutto la capacità umana di venire incontro al prossimo in situazioni di estrema emergenza come quelle che attanagliano oggi l’intera Siria e non solo. Meglio ancora se poi, queste situazioni estreme, propongono un lieto fine, contrariamente alla stragrande maggioranza dei casi in cui i medici, pur estremamente volenterosi e capaci, nulla possono contro l’oscuro dio della guerra.

SPERANZA – In queste ore, le condizioni sia della mamma che della bimba sono stabili. La piccola è stata chiamata Amal, che in lingua araba vuol dire “speranza”. Anche gli altri tre figli della donna sono stati feriti durante l’attacco, ma le loro condizioni fisiche fortunatamente non presentavano ferite gravi. Il ginecologo che ha partecipato all’operazione è stato chiamato da un altro ospedale e ha dovuto portare con sé buona parte delle attrezzature mediche mancanti. Dal 2011 ad oggi, in Siria sono circa 7,6 milioni i cittadini fuggiti dalla guerra. Sono circa 320.000, invece, i morti civili, tra cui 11.000 bambini.

Foto: corriere.it

Stefano Gallone

@SteGallone

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