VIDEO – Scozia. Scontri a Glasgow tra separatisti e unionisti

Edimburgo – Disordini a Glasgow. Dopo il voto organizzato per il referendum sull’indipendenza svoltosi in Scozia e che venerdì ha visto il fronte del No vincere di misura sul Si, le divisioni nel paese rimangono profonde.

Nella notte, un centinaio di lealisti protestanti ha schernito un manipolo più esiguo di attivisti indipendentisti a George Square, Glasgow. Ne è nata una discussione degenerata poi in scontri tra le parti.

Per separare i litiganti è occorso l’intervento della polizia a cavallo la quale ha provveduto a fare da barriera tra nazionalisti e unionisti mentre i secondi sventolavano bandiere inglesi e davano fuoco a quelle scozzesi. Gesti estremi che rivelano quale sia, malgrado il risultato del voto, la profonda frattura che si è generata in Scozia.

UNA MESSA PER NON DIVIDERSI – Le tensioni sono state risolte senza fermi o feriti grazie alle forze dell’ordine, ma l’episodio rischia di non rimanere isolato. Al punto che la Chiesa di Scozia sta organizzando per la prossima domenica una messa speciale di riconciliazione nella cattedrale di St Giles a Edimburgo con lo scopo di placare gli animi politici e mantenere l’unità della comunità.

IL MESSAGGIO DELLA REGINA – La stessa unità che ha auspicato la regina Elisabetta II con una nota personale dalla residenza regale di Balmoral, in Scozia, il giorno in cui la regione ha deciso di rimanere nel Regno Unito. Un giorno storico: quasi l’85% degli aventi diritto ai seggi con il 55% di contrari all’indipendenza, dopo 300 anni trascorsi a pensare alla Scozia come nazione sovrana. «Per molti in Scozia e altrove oggi, ci saranno forti sentimenti ed emozioni contrastanti – nelle famiglie, fra gli amici, far i vicini. Questa certamente è la natura della robusta tradizione democratica che abbiamo in questo Paese. Ma non dubito che queste emozioni saranno mitigate dalla comprensione dei sentimenti altrui» ha raccomandato la regina. Ma la situazione rischia di rivelarsi più complicata del previsto.

david cameron scozia

Il primo ministro inglese David Cameron

LE PROMESSE DI CAMERON – Ora la parola passa al primo ministro conservatore David Cameron il quale subito dopo il risultato del voto si è detto soddisfatto giacché rischiava di passare alla storia come il premier che perse l’Unione. Una paura che lo ha spinto – nelle giornate precedenti l’apertura delle urne – a promettere maggiori poteri ed autonomia a tutti i territori che compongono la Gran Bretagna. Dunque Scozia certamente, ma pure Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, entro gennaio.

Chantal Cresta

Foto || telegraph.co.uk

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