VIDEO ProVita, l’imbarazzante spot contro la teoria gender a scuola

VIDEO L'imbarazzante e fuorviante spot della ProVita contro la diffusione della fantomatica teoria gender a scuola. Il web si infuria e grida all'omofobia

Gli studi di genere, dall’inglese gender studies, riassumono una serie di teorie dai tratti multidisciplinari volte alla ricerca dei significati sociali e culturali dell’identità di genere e della sessualità. Lo studio parte negli anni Settanta negli Stati Uniti abbracciando alcuni movimenti femministi e si focalizza sull’analisi di due dimensioni, il sesso e  il genere. Il sesso è dato dalla natura fisica, anatomica dell’individuo formando un corredo genetico che antepone il maschio dalla femmina. Il genere è la rappresentazione socio-culturale di una serie di comportamenti umani che vive intorno al corredo genetico, portando alla definizione di un individuo come uomo o donna. Le relazioni fra sesso e genere sono dinamiche e variabili in base alla cultura o al periodo storico analizzati.

La petizione contro la diffusione della teoria gender a scuola a opera di ProVita che ha fatto infuriare il web

LA FANTOMATICA TEORIA GENDER - La teoria gender è, ai giorni nostri, un tema caldo, discusso ardentemente da una fascia di popolo italiano che, stravolgendone talvolta i connotati e, soprattutto, le funzioni, tenta di sradicare le ideologie a questa connesse, considerandole valide sostenitrici dell’omosessualità e della transessualità. Chiaramente, gli studi di genere sono delle teorie molto più complesse e profonde rispetto a quello che il pensatore poco informato possa credere e non di certo vanno condannate alla forca solo perché possano raccontare ipotesi su come un individuo sia maschio per sesso e donna per genere e viceversa.

STUDI DI GENERE A FAVORE DEI GAY? – L’idea che gli studi di genere siano pro gay è del tutto relativa, infondata e abbastanza sommaria di una forma di ricerca che analizza popoli e culture diverse con ruoli e identità che non necessariamente debbano coincidere con i canoni europei o, soprattutto, cattolici. Molte figure ecclesiastiche si sono schierate contro la teoria gender, seguite da centinaia di attivisti che, cogliendo ‘la palla al balzo’, tentato il tutto per tutto per contrastare l’affermazione dei diritti delle persone lgbt.

SPOT CONTRO LA TEORIA GENDER A SCUOLA - Ed è proprio seguendo questa scia ideologica che la ProVita Onlus, associazione sostenitrice della vita ma anche fervidamente attiva contro la fascia popolare lgbt, che ha risposto con un video dai toni sensazionalistici all’attivazione della strategia nazionale governativa per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, inventando una fittizia introduzione dell’educazione alla teoria gender nelle scuole.

IL VIDEO ALLARMANTE - Il video imbarazzante della ProVita ipotizza una scena quotidiana dove un ragazzino torna a casa sconvolto e si sfoga con i genitori per aver partecipato a una lezione di educazione sessuale sulla teoria gender. La madre racconta al marito che ‘le scuole sono obbligate’ a lasciare libero l’alunno di scegliere se in futuro voglia essere uomo o donna, mostrando una serie di immagini con protagonisti trans, ragazzi con piercing, lesbiche o persone dall’abbigliamento stravagante.

GRANDE SUCCESSO POPOLARE - Il video promosso dalla ProVita ha già raggiunto più di ventimila visualizzazioni su Youtube in soli tre giorni, sostenuto soprattutto da genitori caduti in un panico irrefrenabile con la paura di vedere il proprio figlio confuso dinanzi alla ‘teoria gender’, rischiando di compromettere la sua tanto millantata eterosessualità. Esiste anche una petizione, sempre avviata da ProVita, per contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole.

LA RISPOSTA DEI PRO LGBT - Le associazioni pro lgbt hanno bruscamente attaccato il video ritenendolo offensivo e fuorviante asserendo che il filmato disinformi i genitori, portandoli a credere che esista davvero una fantomatica ‘teoria gender’ e che questa debba essere divulgata obbligatoriamente a scuola. Di fatto, esiste una battaglia contro il bullismo omofobico fra gli adolescenti volto a tutelare i ragazzi vittime di violenze e maldicenze a causa del proprio orientamento sessuale che richiama, ovviamente, le ideologie amiche della tolleranza e della comprensione, non di certo intenzionata a esaltare la cultura gay o fuorviare la psiche dei ragazzi.

Alcuni ragazzini imparano come utilizzare il preservativo a scuola. La scena è stata inserita nel video confusionario di ProVita

LA PROVINTA SI SENTE VINCENTE - La ProVita risponde fieramente alle critiche della popolazione pro lgbt, sostenendo di aver riscosso un grande successo pubblico con il video che tratta l’immaginaria teoria gender, noncurante delle critiche da parte di pubblico e testate e ferma nelle sue decisioni. La ProVita ha volontariamente inserito nel filmato anche la scena di un ragazzino che imparava a infilare un profilattico, corredando l’immagine con i pensieri della mamma-attrice che affermava ‘Dicono che si può cominciare anche da piccoli a fare sesso’. Chiaramente, l’educazione sessuale risulta necessaria proprio perché i giovani sono sempre più precoci nell’avviare la propria vita sessuale e i centri educativi non possono far altro che tentare di tutelarli da malattie, adescamenti da parte di pedofili o gravidanze indesiderate.

GENITORI IMPAURITI A SCUOLA - Di fatto, il terrore della teoria gender sta prendendo piede soprattutto nelle famiglie con figli minorenni. Alcune scuole di provincia hanno infatti ricevuto dei reclami da parte dei genitori che richiedevano specificamente di vietare ai professori dei proprio figli di trattare argomenti come l’omosessualità e la differenziazione di genere. Inoltre, credendo ancora all’ipotesi che esista una teoria gender da insegnare a scuola fra l’ora di matematica e le due di italiano, hanno espressamente richiesto ai presidi di avvisarli almeno 24 ore prima nel caso un docente si apprestasse a impartire una lezione su tale ideologia, in maniera tale da salvare i propri figli dal lavaggio del cervello, evitando di condurli a scuola.

spot contro teoria gender nelle scuole

CAMBIAMO LE CARTE IN TAVOLA - Il video provocatorio della ProVita sembra più voler rigirare la frittata che offrire una libera e lecita controbattuta alla battaglia per l’affermazione delle persone lgbt e la tutela delle differenze di genere, andando a colpire i talloni di Achille di un popolo sempre più fuorviato e confuso che necessiterebbe di informazioni obiettive e sempre rispettose delle scelte individuali. Intanto, nonostante la ProVita sia molto fiera del proprio video, è pronta a cancellare repentinamente ogni commento negativo al proprio filmato che sia pubblicato sulla sua pagina ufficiale Facebook. Perché l’intento del video è quello di fornire un’informazione libera, libera però da chiunque la pensi diversamente.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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2 Risponde a VIDEO ProVita, l’imbarazzante spot contro la teoria gender a scuola

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    Sara Roson 21/06/2015 a 18:03

    Ammazza quante stupidaggini riesce a dire una sola persona. L’ignorante sei tu caro mio. Perché ad esempio alcuni professori che conosco sono stati avvisati che nelle loro ore sarebbe potuta capitare ogni tanto un’ora di insegnamento delle teorie gender o come le spacci tu, apertura alle diversità. Ben inteso che non si tratta solo di quello che tu dici, sta di fatto che io genitore ho il sacrosanto diritto di educare i miei figli.
    Non voglio che gli venga insegnato a vedere la sessualità, il proprio corpo e quello altrui come mezzo per soddisfare appetiti momentanei. Il corpo è santo e serve per amare e questo voglio che i miei figli vivano.
    I primi razzisti siete voi! Non accettate la libertà che vogliamo avere sull’educazione dei nostri figli. Ai vostri insegnate ciò che volete, ai miei no! E vediamo se lo cancelli questo commento.
    Saluti
    Sara

    Rispondi
  2. avatar
    Rachele Sorrentino 22/06/2015 a 04:06

    ‘Gentile’ ‘Signora’,
    posto come ovvio il fatto che io sia una LEI e non UN ignorante (semmai, un’ignorante) credo proprio di non aver molte parole da aggiungere. Con molta probabilità non ha letto l’articolo (o forse non ha voluto capirne il significato) e quindi ritengo sia inutile spendere altre righe per replicare il Suo così fiero commento.
    Noi non cancelliamo alcuna replica degli utenti perché siamo democratici e non temiamo certo le offese di chi si cela sempre dietro uno schermo per elargire qualche pensiero più soggettivistico che effettivamente correlato all’articolo pubblicato.
    Quindi, se credeva non avessimo il coraggio di lasciare il Suo commento, eccola accontentata: la brutta figura l’ha fatta Lei etichettando come ignorante e razzista (aggettivo che poco c’entra visto che si parla di identità di genere e non di etnia) una persona che fa semplicemente il suo lavoro.
    Saluti a Lei!
    R.S.

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